Swisstainable: il manifesto per un turismo sostenibile in Svizzera
L’Ente del Turismo della Svizzera lancia il concept “Swisstainable” all’insegna del turismo sostenibile.
La natura emoziona quando è incontaminata. La Svizzera è una destinazione di viaggio nota per le sue montagne spettacolari, le gole selvagge, i boschi mistici: la natura riempie di energia.
Viviamo nell’era della sostenibilita` e la pandemia ha rafforzato ulteriormente il desiderio di autenticita`, vicinanza alla natura e consumi attenti.
La sostenibilità si fa green attraverso la rete ferroviaria
La sostenibilita` contraddistingue la Svizzera gia` da decenni. Ad esempio, per l’uso intensivo dell’energia idrica, l’elevata consapevolezza della popolazione per l’ambiente, nonche´ per il lungimirante potenziamento della rete di mezzi di trasporto pubblico su tutto il territorio nazionale, espressione di come la sostenibilita` venga vissuta fattivamente nel turismo svizzero: pensata per la popolazione locale, usata da ospiti provenienti da tutto il mondo.
Ogni giorno 9000 treni percorrono i circa 3000 chilometri della rete ferroviaria delle Ferrovie Federali Svizzere (FFS). Pressoche´ ogni localita` della Svizzera puo` essere raggiunta con i mezzi di trasporto pubblico e le FFS vendono ogni anno circa 3 milioni di abbonamenti.
Per esempio, il Trenino Verde delle Alpi, il mezzo più green per arrivare in Svizzera che viaggia con il 95% di energia idroelettrica, parte ogni due ore da Domodossola percorrendo la linea ultracentenaria del Sempione e del Lötschberg. Il trenino si inerpica in montagna offrendo visioni panoramiche attraverso ampie finestre sulle terrazze soleggiate del Vallese e le montagne dell'Oberland Bernese con Kandersteg.
I celeberrimi trenini alpini svizzeri, con i due “fiori all’occhiello” della Ferrovia retica, il Bernina Express ed il Glacier Express, sono già e da sempre l’esempio concreto e tangibile di modalità di viaggio sostenibile. I locomotori dal 2013 sono alimentati al 100% da energia idroelettrica, così come lo sono in gran parte degli stabili e tutte le strutture correlate.
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Turismo sostenibile
In Svizzera e` possibile nuotare perfino in citta`: una prerogativa unica nel suo genere. Con i suoi 1500 laghi, la Svizzera e` il castello d’acqua d’Europa e la sorgente di molti fiumi, tra cui ad esempio il Reno. Piu` di un ottavo della superficie della Svizzera (5269 km2) e` composto da un totale di 19 parchi. Inoltre, la legge forestale prescrive da 125 anni che il 30% del territorio svizzero sia ricoperto di boschi. E la tendenza e` in aumento. La qualita` dell’aria in Svizzera e` eccellente. Da sempre siamo famosi come stazione di climaterapia, e gia` nel 1853 venne scoperto il clima salutare dell’aria di montagna di Davos. Siamo il Paese con il piu` alto consumo pro capite di prodotti biologici al mondo. Inoltre, i rivenditori al dettaglio svizzeri occupano da anni i primi posti nelle classifiche internazionali di sostenibilita`. La Svizzera e` uno dei Paesi leader al mondo nel settore del riciclaggio e della gestione dei rifiuti. Viene riutilizzato quasi il 90% delle bottiglie in PET.
Secondo il Travel & Tourism Competitiveness Report 2019 del Forum economico mondiale (WEF), la Svizzera è prima in classifica nel settore “environmental sustainability”. Anche altre classifiche premiano la Svizzera nel rispetto dell’ambiente.
La sostenibilità è quindi un asset prezioso che inciderà sempre di più nella scelta della meta di vacanze. Secondo uno studio condotto su booking.com, un turista su due preferisce viaggiare in modo piu` sostenibile e il 69% degli intervistati auspica un numero maggiore di offerte turistiche sostenibili.
La sostenibilita` come arricchimento.
Viaggiare in modo sostenibile non implica per forza delle rinunce. Un viaggio sostenibile vuol dire più consapevolezza, pienezza e intensità. Ed e` proprio questo principio che si ritrova come filo conduttore della strategia Swisstainable. Si invitano dunque gli ospiti a: vivere da vicino la natura incontaminata, consumare prodotti regionali, conoscere l’autentica cultura locale, prolungare il proprio soggiorno per approfondire la conoscenza del territorio. I soggiorni lunghi non solo influiscono positivamente sul riposo, ma anche sull’ambiente e sull’economia locale. In Svizzera, anche le valli più isolate sono raggiungibili con i trasporti pubblici. Ciò aumenta le possibilità di esplorare tutto il territorio.
ESPERIENZE SWISSTAINABLE
Il giardino botanico sulla Schynige Platte: biodiversità e proprietà curative.
Prendendo la cremagliera fino allo Schynige Platte si arriva non solo a un’eccezionale vista panoramica dei monti Eiger, Mönch e Jungfrau, ma si giunge anche a un giardino botanico molto speciale. Fondato nel 1927, è un’attrazione unica con oltre 720 specie di piante native delle Alpi svizzere che crescono nel loro ambiente naturale. Un sito di ricerca scientifica e conservazione ambientale a 1967 metri s.l.m., che offre inoltre ai visitatori la possibilità di osservare da vicino la bellezza, la varietà e i segreti della flora alpina.
Molte specie alpine hanno anche proprietà curative, sfruttate ancora oggi nella medicina popolare e tradizionale. Tutto dipende dal giusto dosaggio: alcune piante come ad esempio l’aconito sono infatti velenose, ma in piccole dosi controllate hanno un effetto curativo. La maggior parte delle piante medicinali sono di fatto erbe aromatiche, che dispiegano tutte le loro proprietà se assunte sotto forma di tisane o di estratti alcolici. Piante medicinali popolari dai noti principi attivi sono ad esempio l’iperico (utile contro la depressione), la genziana maggiore (contro i disturbi gastro-intestinali) oppure l’arnica, la pianta preferita di Paul Brunner, il giardiniere tuttofare.
La clinica olistica che punta sulla arrampicata.
È invisibile, ma molto diffusa: la sindrome da burnout. In Svizzera, i disturbi da esaurimento causato da stress sono trattati con le terapie migliori. Nella Clinica Holistica della Bassa Engadina, situata a Susch a 1450 metri, anche la natura svolge un ruolo cruciale nel processo di guarigione. Questo centro, specializzato nella cura del burnout, punta sull’arrampicata come terapia: un percorso sicuro in salita è ideale per vincere le paure e ritrovare la fiducia in sé stessi. Il primario Dott. Michael Pfaff ha sviluppato la terapia insieme alla psicologa specialista Andrea Gartmann e alla terapista sportiva Josiane Daguati. I tre sono convinti che il ruolo del terapista sia un po’ come quello della guida di montagna.
Lo storico hotel salvato dagli ambientalisti: il Grand Hotel Giessbach.
Questo complesso in stile Bell’Epoque – il primo edificio è del 1873 - domina il Lago di Brienz ed è circondato da un parco naturale di 22 ettari dove scrosciano le cascate di Giessbach che con 14 salti si gettano nel lago. È dotato di molo privato da cui si prende la funicolare più antica d’Europa, costruita nel 1879. È oggi un hotel museo che custodisce gelosamente l’eredità del passato negli arredi e nella tutela del paesaggio circostante. La sua storia è un inno alla sostenibilità: grazie all’ambientalista Franz Weber venne salvato dalla speculazione nel 1984 e grazie all’amore di tanti azionisti privati è riuscito a mantenere intatto il suo patrimonio architettonico e culturale. In epoca più recente un vecchio magazzino è stato trasformato in un giardino dove si coltivano piante, ortaggi e frutti classificati “Pro specie rara” che riforniscono la dispensa del ristorante Le Tapis Rouge. Si pratica pure l’apicoltura per servire a colazione solo miele locale.
La tradizione orologiera nella Vallée de Joux.
Viste panoramiche che abbracciano laghi e pascoli, boschi infiniti di conifere e le vette più alte del Giura: la Vallée de Joux è un invito a fare nuove scoperte e a rilassarsi. La valle è unica anche sul piano culturale: non vi è nessun altro luogo al mondo in cui si concentrino così tante conoscenze sull’arte orologiera in uno spazio così ridotto. Una tradizione di quasi trecento anni coltivata ancora oggi. Chi parte alla volta di un viaggio alla scoperta di alcuni dei più pregiati e complessi orologi del mondo dimenticherà ben presto il passare del tempo...
Nella Vallée de Joux vi sono più di trenta fabbriche artigianali che producono orologi e sono note in tutto il mondo per le loro creazioni meccaniche altamente complesse e dal design intramontabile. Nomi come quelli di Jaeger-LeCoultre e Audemars Piguet sono strettamente legati alla valle. Rappresentano la tradizione, l’artigianato, l’autenticità e la swissness. All’«Espace Horloger» di Le Sentier, su più di 400 metri quadrati sono esposti oltre 130 degli orologi più belli prodotti nella valle. I visitatori curiosi possono scoprire il museo per conto loro. Nelle visite di gruppo gli esperti illustrano inoltre nel dettaglio come funziona il meccanismo degli orologi e raccontano le vicende storiche legate ai magnifici esemplari.
I «fermes horlogères» testimoniano gli inizi della tradizione orologiaia nella Vallée de Joux. Dopo il 1740, nei lunghi e duri inverni i contadini cominciarono a produrre pezzi meccanici per l’industria orologiaia di Ginevra. Per avere più luce nel laboratorio durante il pomeriggio e poter così lavorare con precisione per più tempo, costruirono delle finestre aggiuntive nelle mansarde dei casali. Nella valle si possono ammirare dall’esterno ancora oggi 26 di queste costruzioni caratteristiche.
Trekking a lunga percorrenza.
Il nuovo trail dedicato a Guglielmo Tell
La nuova escursione a tappe «Tell Trail» parte da Altdorf e giunge al Brienzer Rothorn dopo aver attraversato la pittoresca regione del Lago di Lucerna. Durante otto tappe si incontrano laghi montani scintillanti, villaggi ricchi di storia e città di fama mondiale, oltre alle «Big 6» delle montagne della Svizzera centrale: Fronalpstock (Stoos), Rigi, Pilatus, Stanserhorn, Titlis e Brienzer Rothorn. La varietà di flora e fauna e lo spettacolare panorama montano ti accompagneranno lungo tutto il tragitto. La tappa 5 da Stans a Engelberg è particolarmente suggestiva.
La traversata Monte Tamaro – Monte Lema
Quanto a panorama è imbattibile: l’escursione in cresta dal Monte Lema al Monte Tamaro è ormai un classico tra i percorsi d’alta quota. La vista spazia dalla Leventina alle valli circostanti, per terminare con le Alpi vallesane a ovest e quelle grigionesi a est. Lo scenario da libro illustrato è una costante di questa escursione in quota di 13 km, che prevede solo due salite un po’ impegnative: quella al Monte Gradiccioli e, verso la fine, quella che porta al Monte Tamaro. Chi non se la sente, può comodamente aggirare questi due tratti faticosi.
Invece non c’è altro sentiero che permetta di evitare la salita alla Capanna Tamaro, poco sotto la cima. Il rifugio se ne sta abbarbicato sul pendio e serve specialità fatte in casa accompagnate dalla splendida vista dalla terrazza soleggiata. Da qui l’Alpe Foppa, più in basso, sembra ormai a due passi: gli appassionati di cultura apprezzeranno la chiesa di Santa Maria degli Angeli, opera di Mario Botta.
Sulle tracce del cembro: la Via Engiadina
Il sentiero in quota «Via Engiadina» percorre l’Alta Engadina da Maloja a Zernez attraversando paesini idillici con le tipiche case engadinesi e centenari boschi di pino cembro. Il legno di cembro diffonde nell’ambiente un profumo aromatico e ha un effetto rilassante. Suddiviso in cinque tappe, attraversa Silvaplana, Celerina, Bever e Zuoz e poi giunge a Zernez (punto da cui prosegue verso la Bassa Engadina per raggiungere Vinadi). Il percorso invita a pernottare e a rifocillarsi nelle tradizionali «Stüvas».
La Via Fracigena svizzera
La Via Francigena è la più importante strada di pellegrinaggio europea dal Medioevo. In Svizzera, essa si snoda attraverso splendidi paesaggi del Giura e delle Alpi; straordinaria è soprattutto la tappa sul Gran San Bernardo.
Nel 990 Sigerico, arcivescovo di Canterbury, fece ritorno in Inghilterra da Roma e documentò le tappe del suo viaggio lungo la strada già nota ai Romani. Il suo itinerario è oggi la descrizione più antica della Via Francigena. Dopo la caduta dell'Impero Romano, la Via Francigena rimase una delle vie di collegamento più importanti. Dal 1300, essa è la principale strada di pellegrinaggio europea che attraversa la Svizzera passando per il Giura e le Alpi. Il sentiero da Sainte-Croix a Vuiteboeuf costeggia i tratti solcati dalle ruote dei carri, peculiari della Svizzera, per poi seguire la placida Venoge fino al Lago di Ginevra.
Da Losanna, la Via Francigena si snoda attraverso i vigneti di Lavaux fino all’ansa del Rodano. Dall’antica città di Octodurus, il sentiero serpeggia attraverso la strettoia formata dalla selvaggia Dranse fino al versante settentrionale del Passo del Gran San Bernardo. Nella Val d’Entremont, il sentiero è punteggiato da borghi medievali e culmina nella famosa Combe des Morts.
La cucina “naturale”
La Svizzera è nota per la cucina e l'ospitalità di classe mondiale. Ma quello che molti non sanno: La Svizzera è anche una roccaforte della gastronomia basata sulla natura, dove la regionalità e la sostenibilità diventano parte del piacere. In questa selezione, troverete tutto - dai "menu a chilometro zero" a basse emissioni alla pura cucina biologica - che mette la natura nel vostro piatto in modo sostenibile.
Kartause Ittingen: un ristorante autosufficiente.
Un ristorante che può trarre profitto in larga misura dai prodotti della propria azienda agricola ha vita facile. Il ristorante Mühle utilizza il formaggio Kartause fatto in casa, fresco o stagionato, i propri vini, la birra Ittingen, il pesce o la frutta dei dintorni. I piatti fatti con gli ingredienti della fattoria possono essere identificati dal menu a chilometro zero - come l'hamburger di manzo, formaggio della fattoria, pancetta e panna acida Ittinger, che arriva in un panino fatto in casa.
Magdalena: il ristorante stellato che ricicla i fondi di caffè
Pochi ristoranti in Svizzera combinano sostenibilità e cucina ambiziosa così bene come fanno lo chef Dominik Hartmann e il suo team sopra Schwyz. Evitano prodotti come il pesce di mare, la carne gioca solo un ruolo minore, lavorano intensamente con i produttori regionali e creano qui un dessert a partire da prodotti smaltiti altrove, come i fondi di caffè. Se non vuoi bere vino, puoi anche gustare una varietà di kombuchas fatte in casa nel ristorante, che ha appena ricevuto due stelle nella guida Michelin.
Parchi e riserve naturali.
A piedi nel Parco Nazionale Svizzero
Tutti i sentieri nel Parco nazionale della Svizzera promuovono il ritorno alla natura. Creato già nel 1914, con i suoi 80 km di sentieri dotati di segnaletica è un vero paradiso escursionistico. Un’escursione di una giornata a misura di famiglia o un’escursione circolare di più giorni? Ce n’è per tutti i gusti.
Chi visita la regione del Parco Nazionale fra la Bassa Engadina e la Val Müstair non giunge lì per caso. Bisogna volerlo, perché questa regione situata sulla punta sudorientale del nostro paese è veramente discosta, anche se la galleria della Vereina facilita un po' le cose. All'escursionista consente di esplorare un paesaggio naturale, che in quanto a varietà e bellezza idilliaca non teme confronti.
I contrasti non mancano: da un lato i sentieri di montagna scavati nella roccia nella gola Uinaschlucht, dall'altro la piacevole camminata sul fondovalle della Val Müstair; o ancora, la ripida salita nella selvaggia Val Cluozza e il comodo sentiero nella Val Mora, i lariceti tra Zernez e Lavin e il turchese dei laghetti montani sul Sesvennapass. I tratti attraverso il Parco Nazionale Svizzero sono immediatamente riconoscibili: zone ripide e selvagge, divieto di uscire dai sentieri, punti di sosta chiaramente circoscritti.
Il progetto di riserva forestale nella Valle di Lodano
A soli 15 chilometri da Locarno sorge il paesino in pietra di Lodano. Tutto intorno è circondato da una grande riserva boschiva con un affascinante paesaggio e un’enorme varietà floro-faunistica. Gli antichi faggeti della Valle di Lodano hanno avuto un’eccezionale sviluppo ecologico dall’ultima glaciazione. E sono quindi un esempio eccezionale inserito nella lista ufficiale per il riconoscimento come patrimonio mondiale dell’UNESCO. Niente quindi è come salire e scendere lungo uno dei quattro sentieri dell’ancora sconosciuta Valle di Lodano e scoprire una moltitudine di magnifici e vetusti faggi.
La foresta vergine della Muotatal
Con 600 ettari il bosco di Bödmeren nella Muotatal, nel Canton Svitto, è considerato il più esteso bosco di abeti rossi con carattere di foresta vergine dell’intero spazio alpino. È simile a una foresta vergine, perché il bosco di Bödmeren non ha subito alcuna attività antropica. Il bosco si estende su un ampio paesaggio carsico solcato da grotte. Un mondo selvatico e scosceso, in cui un albero su tre ha tra 250 e 400 anni, il più vecchio addirittura 500 anni. Per molti uccelli questi antichi alberi sono un importante spazio vitale. E per noi uomini il bosco segreto e originale è una benefica oasi verde.
Parco naturale del Gantrisch
Il Parco naturale del Gantrisch e l’omonima vetta si trovano nel triangolo delimitato dalle città di Berna, Thun e Friburgo. In brevissimo tempo gli amanti della natura possono raggiungere boschi sconfinati, prati incontaminati e gole profonde: un luogo in cui osservare gli animali, lasciarsi sorprendere da piante rare e godersi viste mozzafiato. Il modo migliore per scoprire il territorio è fare un’escursione o un tour in bici, ad esempio sul sentiero panoramico, sul sentiero in quota della Gürbetal, sul percorso didattico naturale di Grasburg, nel paesaggio intatto di Brecca o nell’imponente gola dei fiumi Sense e Schwarzwasser. Per gli amanti dell’azione, imperdibile la visita al parco avventura del Gantrisch o al sentiero di arrampicata sul Gurnigel. Chi ha fame e sete, invece, può andare al caseificio dell’alpe della famiglia Mäder e assaggiare squisiti formaggi d’alpeggio o accomodarsi nel bistro «Irmas Mahlwerk» presso la Dittligmühle. Altri piaceri culinari sono assicurati poi dalle oltre 200 specialità regionali contrassegnate con il marchio del Parco naturale del Gantrisch.
