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Torna in Italia il 'mosaico perduto' delle navi di Caligola  

In mostra al Museo delle Navi Romane di Nemi il prezioso manufatto di epoca imperiale, recuperato negli USA

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Lo hanno definito il mosaico perduto di Caligola, e per oltre mezzo secolo se ne erano effettivamente perse le tracce. Stiamo parlando di un prezioso manufatto artistico risalente all'epoca imperiale romana, e più precisamente al regno di Caligola (37-41 d.C.). L'imperatore, che i narratori coevi ci hanno descritto come dedito a vizi ed eccessi stravaganti, fu infatti uno dei personaggi più controversi della terza vita dell'Urbe.

A lui si devono, tra le altre, la nomina senatoriale di un cavallo e la scelta di costruire tre navi-tempio che vennero fatte navigare, durante tutto il suo periodo di governo su Roma, nel Lago di Nemi. Lo specchio d'acqua più piccolo dei Castelli Romani, di origine vulcanica, era a quell'epoca particolarmente conosciuto poiché ospitava un tempio - dedicato a Diana cacciatrice - molto frequentato dai fedeli pagani.

Le navi di Caligola, sulle quali era stato inserito il mosaico oggi recuperato, furono recuperate nel corso della prima metà del Novecento e collocate nel nascente Museo delle Navi Romane di Nemi. Un incendio, in piena Seconda guerra mondiale, le distrusse completamente, lasciando solo alcune sparute tracce. Con il ritrovamento del mosaico, in opus sectile, torna visibile al grande pubblico un pezzo di quella storia - trasmessa nei secoli - che ci parla delle stravaganze dell'imperatore.

Da Nemi agli USA (e ritorno)

Torna in Italia il 'mosaico perduto' delle navi di Caligola

Il mosaico di Caligola, recuperato durante la campagna di scavi di Eliseo Borghi nel 1895, fu conservato negli ambienti museali italiani fino al secondo dopoguerra. Subito dopo se ne persero le tracce: il prezioso reperto era stato trasportato oltreoceano, forse per trovare spazio nella casa di un collezionista. Il lavoro di ricerca, recupero e rientro dell'opera ha richiesto anni di lavoro. A permetterne il rientro in Patria è stato il Comando Tutela Patrimonio Culturale dei Carabinieri, che ha agito - di concerto con esperti e storici dell'arte - sul territorio statunitense.

Con il trasferimento dell'opera in Italia, il collocamento scelto non poteva che essere proprio al Museo delle Navi Romane di Nemi. Il complesso, costruito tra il 1933 e il 1939 in pieno stile razionalista, è uno degli edifici museali più grandi della zona. Nelle intenzioni originali doveva infatti ospitare i panfili di Caligola, lunghi rispettivamente 71 e 73 metri, andati perduti nel 1944. Oggi l'edificio ne ospita le ricostruzioni in scala 1:5, insieme a numerosi ritrovamenti archeologici e alla celebre Collezione Ruspoli.

Il mosaico di Caligola, la star del museo

Giovedì 11 marzo alle 11.30 si è tenuto l'evento di presentazione del mosaico di Caligola, alla presenza del Direttore generale dei Musei Lazio Massimo Osanna, del Maggiore Paolo Salvatori del Comando Tutela Patrimonio Culturale, della direttrice del Museo nemorense Daniela de Angelis e del sindaco della cittadina castellana, Alberto Bertucci.

Per Bertucci è un evento importantissimo per il territorio. Con l'aiuto di Massimo Osanna, capo della direzione Musei del ministero della Cultura, il mosaico avrà la giusta collocazione in una esposizione permanente  al museo delle Navi Romane di Nemi. Una notizia eclatante non solo per gli addetti ai lavori, ma anche un investimento sul turismo e sul patrimonio storico e archeologico.

Dalle 12.30 di giovedì 11 marzo il mosaico sarà visitabile dal pubblico, nei tempi e negli orari previsti dalle norme di contingentamento per l'emergenza Covid-19.

 
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