Toscana, qui c'è il borgo perfetto per gli amanti della storia dove perdersi tra la casa di Dante e l'archivio dei Malaspina
Tra torri, vicoli medievali e antichi palazzi, un piccolo centro della Toscana custodisce memorie legate al soggiorno di Dante e a una delle grandi famiglie della Lunigiana.
Nel cuore della Lunigiana, tra boschi e rilievi che chiudono l’orizzonte verso l’Appennino, Mulazzo sorprende per la densità delle sue memorie storiche. In pochi minuti di cammino si attraversa un paesaggio urbano che intreccia il nome di Dante Alighieri, la lunga stagione dei Malaspina e l’identità dei piccoli borghi della Val di Magra. Qui la storia non è solo nei pannelli o nei musei, ma nelle pietre delle case, nelle torri che segnano il profilo del paese e nelle piazze che conservano un’impronta medievale ancora leggibile. Il fascino di Mulazzo sta proprio in questo equilibrio: un centro raccolto, visitabile senza fretta, che permette di toccare con mano documenti,archivieluoghilegati a una delle grandi famiglie feudali dell’Italia medievale, mentre la presenza di Dante viene raccontata con rigore, evitando semplificazioni e leggende troppo facili.
Mulazzo, un piccolo borgo dove la storia medievale è ancora leggibile

Arrivando a Mulazzo si ha subito la sensazione di entrare in un borgo raccolto, ma tutt’altro che marginale nella storia della Lunigiana. Siamo in provincia di Massa-Carrara, lungo quella fascia di territorio che segue la Val di Magra e mette in comunicazione Toscana, Liguria ed Emilia, da sempre corridoio naturale di scambi, transiti e poteri feudali.
Nel Medioevo Mulazzo fu uno dei centri principali dei Malaspina dello Spino Secco, ramo della famiglia che dal XIII secolo controllava una porzione significativa della valle. Questa centralità politica spiega perché proprio qui si concentri oggi una rete di luoghi legati sia alla memoria dei marchesi sia alla presenza di Dante Alighieri. Non è il classico borgo cartolina: è un centro dove documenti, archivi e toponimi raccontano come un piccolo paese di collina potesse pesare negli equilibri di un’intera regione storica.
Dante in Lunigiana: piazze, torri e musei lungo un itinerario compatto

Il legame tra Dante e Mulazzo non è solo materia di tradizione orale: studi e fonti locali collocano il soggiorno del poeta presso i Malaspina dello Spino Secco nell’aprile del 1306, quando era già esule da Firenze e in cerca di protezioni politiche. In quello stesso anno Dante fu protagonista, come procuratore di Franceschino Malaspina, della Pace di Castelnuovo con il vescovo-conte di Luni, una delle prove più solide del rapporto tra il poeta e la casata.
Passeggiando nel borgo si ricostruisce questa storia passo dopo passo. Piazza Dante, la cosiddetta Torre di Dante e il vicino Palazzo Malaspina segnano un itinerario ravvicinato che si completa con il Museo Casa di Dante in Lunigiana. Non si tratta di una dimora dantesca in senso stretto, ma di un luogo museale riconosciuto dal Comune, nato per raccontare la presenza del poeta in Lunigiana e il suo rapporto con i Malaspina, collegando letteratura, diplomazia e vita di corte.
Le distanze sono minime e il percorso è pensato per essere vissuto a piedi: la Via Dantis, le visite guidate proposte da Visit Lunigiana e l’inclusione del Museo Casa di Dante nei dataset ministeriali dedicati ai luoghi della cultura confermano come Mulazzo sia oggi uno dei punti di riferimento per chi vuole approfondire il capitolo lunigianese della biografia dantesca, senza cedere al mito – poco fondato – di una Commedia completata qui.
Archivio Museo Malaspina e borghi diffusi: una Lunigiana da leggere

Se Dante è il gancio letterario più immediato, il secondo grande filo narrativo di Mulazzo è l’eredità dei Malaspina. Nel cuore del borgo si incontra Palazzo Malaspina, affacciato sull’omonima piazza accanto alla Torre di Dante. Qui hanno sede il Centro Studi Malaspiniani e l’Archivio Museo Malaspina, che conserva l’archivio domestico della famiglia: carte, documenti e memorie che permettono di seguire nel tempo la costruzione di un potere feudale diffuso tra castelli, feudi e vie di comunicazione della Val di Magra.
Questo patrimonio archivistico rende Mulazzo diverso da molti altri borghi medievali, dove spesso restano solo rovine o tracce frammentarie. Qui il legame tra famiglia, palazzo, archivio e centro abitato è ancora leggibile nello stesso spazio, e la vicinanza con il Museo Casa di Dante rende evidente quanto il poeta abbia scelto una corte tutt’altro che periferica.
Il territorio comunale si allarga poi ad altri nuclei significativi: Lusuolo, con il suo castello malaspiniano affacciato sulla valle, Castevoli con la pieve di San Martino e Montereggio, noto come paese dei librai, che rafforza ulteriormente l’anima letteraria di Mulazzo. È una geografia fatta di piccole distanze, dove archivi, pievi e castelli dialogano in un paesaggio di colline e crinali.
Come organizzare la visita a Mulazzo tra Dante, archivi e paesaggi della Val di Magra

Visitare Mulazzo significa innanzitutto rallentare il passo. Il centro storico si esplora comodamente a piedi, seguendo un anello che tocca piazze, vicoli in pietra, torri e palazzi medievali. Una mezza giornata è sufficiente per un primo approccio, ma chi vuole affiancare al borgo le frazioni di Lusuolo, Castevoli e Montereggio può facilmente trasformare la gita in un weekend, dedicando tempo anche ai panorami della Val di Magra e ai piccoli percorsi collinari.
Conviene informarsi in anticipo su orari di apertura di Museo Casa di Dante in Lunigiana e Archivio Museo Malaspina, oltre che sulle visite guidate organizzate dal Comune e da Visit Lunigiana, che nel 2026 continuano a valorizzare il legame tra Dante, i Malaspina e il territorio. Le visite accompagnate sono particolarmente utili per leggere documenti, stemmi e toponimi che a un primo sguardo possono sfuggire.
Mulazzo fa parte dal 2024 del circuito de I Borghi più belli d’Italia, riconoscimento che ha portato una maggiore attenzione turistica ma senza stravolgere la scala del luogo. È una tappa ideale per chi vuole scoprire una Toscana diversa da quella delle grandi città d’arte, dove le montagne si avvicinano, i borghi si fanno più compatti e sette secoli di storia si percorrono in pochi metri di cammino.
