Tra ville imperiali, ninfei segreti e delizie enogastronomiche: un viaggio sulle orme di Vespasiano, nel cuore della storia romana, accompagnati dallo storico Pietro Nelli
Attraversato da dolci colline e paesaggi rurali incantevoli, l’entroterra del Lazio, nei dintorni di Rieti, cela tesori storici e culturali.
Sulle orme di Vespasiano: scopri l'itinerario sulle Google Maps
Nei dintorni di Rieti, si snoda un itinerario affascinante sulle orme del grande imperatore Vespasiano, nativo di quei luoghi. Grazie all'organizzazione del Lions Club di Rieti e allo studioso Pietro Nelli abbiamo realizzato un breve viaggio che, in una cornice naturalistica selvaggia e incontaminata, ci ha portato a scoprire ville imperiali, strade scomparse, terme, ninfei segreti e delizie enogastronomiche. Dritti al cuore nel primo secolo dopo Cristo. Scopri l'itinerario "Sulle orme di Vespasiano" direttamente sulle Google Maps (clicca qui).

L'ingresso nascosto delle Terme di Vespasiano, santuario dedicato alla dea Vacuna
La nostra cavalcata nel tempo inizia con la visita alle "Terme di Vespasiano": quest'ultimo, fondatore della dinastia Flavia, scelse questo luogo per rilassarsi dalla impegnativa vita romana e per godere della tranquillità e della bellezza naturale della zona.
Infatti, sul libro "Salaria - ArcheoTour 2024" di Pietro Nelli si legge: "Il complesso archeologico, secondo le più recenti interpretazioni, dovrebbe essere un santuario dedicato alla dea Vacuna antica divinità adorata dai Sabini protettrice dei lavori e dei raccolti nei campi, della natura in generale e delle sorgenti di acqua. Santuario articolato su quattro terrazzamenti di circa 400 metri di superficie. Al centro dell'area è situata una piscina scavata nel travertino. Queste acque debbono la loro fama all'uso continuativo che ne fecero sia Vespasiano che suo figlio Tito che nel periodo estivo erano soliti tornare tutti gli anni al Vicus Aquae Cutiliae, entrambi secondo Svetonio morirono qui."

Proseguendo il nostro viaggio, ci dirigiamo verso il “lago di Paterno”, in prossimità del quale si troverebbero le vestigia della ”Villa di Tito”, cioè del figlio di Vespasiano, a sua volta imperatore. Le rovine affiorano tra la vegetazione, evocando immagini di un passato senza tempo. Il lago, con le sue acque tranquille e notissimo nell’antichità, aggiunge un tocco di serenità al paesaggio. Tito, noto per aver completato il Colosseo, vi trascorreva anch’egli il suo tempo libero, circondato dalla natura e dalla pace.
Passeggiando lungo l'antica Salaria, troviamo un miliario romano
Giunti al km 105,1 della SS.4 Salaria, sulla destra della nuova galleria, si accede a una strada non aperta al traffico. Qui si trovano reperti di grande interesse in una valle con alte montagne che si gettano a strapiombo nel fiume Velino. La Salaria antica costeggiava la montagna, a circa 50 metri sopra il piano stradale attuale, e il tracciato è ancora intuibile, evocando l'immagine di passaggi precari con carri e cavalli su quei precipizi.

In questo punto si trova una pietra miliare indicante il 69° miglio, di forma cilindrica, che poggia su una base quadrata larga quasi un metro, con un'altezza totale di 2,30 metri. Le dimensioni eccezionali evidenziano la grandiosità del luogo. La pietra riporta un'iscrizione, oggi indecifrabile, che probabilmente commemorava i lavori eseguiti dall'Imperatore Augusto o l'apposizione della colonna stessa:
IMP. CAESAR. DIVI F. – AUGUSTUS (COS. XI).
TRIB (U. POTEST. VIII. EX. S. C.) LXVIIII.
Il "Ninfeo dei Flavi”, un gioiello nascosto immerso nel verde
Uno dei luoghi più interessanti del nostro itinerario è il ”Ninfeo dei Flavi”, immerso nel verde. Questo antico manufatto, un tempo luogo di culto e riposo, ci sorprende con la sua eleganza e raffinatezza architettonica. I Flavi utilizzavano questi spazi per cerimonie religiose e momenti di relax, dovendosi sottolineare l'importanza dell'acqua nella cultura romana.
Per pranzo, ci dirigiamo verso lo "Chalet Miravalle" di Cittareale. Lungo la strata intanto abbiamo modo di ammirare la Rocca di Manfredi, opera architettonica militare che risale all'epoca sveva dell'imperatore Federico II (1200), costruita allo scopo di rafforzare i confini più lontani del regno.

Ristorante lo "Chalet Miravalle" di Cittareale
All'arrivo al ristorante, in cima e al di là di Cittareale, in posizione isolata e in altura, con vista sulla Valle Falacrina, ci accolgono le associazioni "Sarcinas Ferentes" e "Ventiduesima Legione" con figuranti nelle vesti di schiavi e soldati romani i quali ci coinvolgono in un workshop di antica cucina romana.

Lo Chalet Miravalle si trova in un punto panoramico a dir poco notevole. Immersa in un verde semplice e selvaggio, che ricorda atmosfere alpine, la struttura, come un grandangolo spalancato, si apre a perdifiato sulla valle sottostante, col Gran Sasso sullo sfondo. Il cibo è semplice e genuino, con formaggi di produzione propria. Dopo un ricco antipasto, ecco pasta all'amatriciana e stufato di vitella con verdure ripassate frammiste a patate. Dulcis in fundo, un gustoso tiramisù! In loco si può anche trascorrere una o più notti. Ci siamo ripromessi di tornare presto per assaporare il tempo e lo spazio con passo lento e rilassato.

