"Il treno doveva viaggiare a 50 km/h, non a 130": chiuse le indagini del disastro di Pioltello
Sono passati quasi 2 anni da quel maledetto 25 gennaio 2018 e oggi le indagini sono state dichiarate ufficialmente chiuse
A distanza di quasi due anni da quel 25 gennaio, quando morirono tre persone, sono da considerarsi ufficialmente chiuse le indicazioni sul disastro ferroviario di Pioltello. L'accusa sostiene che il treno avrebbe dovuto viaggiare in quel tratto a 50 km/h, mentre la velocità raggiunta al momento dell'incidente è stata di 130 km/h (quasi tre volte tanto il limite consentito).
In occasione della conferenza stampa di fronte a decine di giornalisti, la procura e la polizia di Stato hanno ricostruito tramite un video quanto accaduto quella mattina a pochi km da Milano.
Indagini chiuse, 12 persone indagate
Dopo l'incidente ferroviario del 25 gennaio dello scorso anno, si profila un processo per 12 persone, tra cui anche l'amministratore delegato di Rfi Maurizio Gentile. Rfi è il gestore dell'infrastruttura ferroviaria in tutta Italia. Secondo le indagine chiuse formalmente nella giornata di ieri, Rfi avrebbe tratto un vantaggio patrimoniale dal silenzio dei dirigenti, questo almeno è ciò che compare negli atti.
La circolazione sarebbe dovuta essere sospesa
Una delle principali contestazioni mosse dalla Procura di Milano è la mancata sospensione della circolazione per mettere in sicurezza il tratto di rete ferroviaria interessato dal problema. A questo proposito, è importante sottolineare come la prima segnalazione risale all'agosto del 2017, con la riparazione programmata per l'aprile 2018. Quanto successo dopo l'estate 2017 e prima del mese di aprile dell'anno successivo è noto.
La posizione della Polizia di Stato in merito alla mancata sostituzione del giunto è chiara. Secondo infatti gli agenti della Polfer, l'operazione avrebbe comportato una sospensione della circolazione ferroviaria della durata complessiva tra le due e le tre ore. In occasione della ricostruzione dell'incidente di Pioltello tramite video, la Procura e il nucleo investigativo della Polfer hanno mostrato le immagini di un calco in 3D del giunto che si sarebbe dovuto sostituire con uno nuovo.
Treno diagnostico fermo dal 2006
In occasione della conferenza stampa tenutasi a Milano nelle ultime ore, alla presenza del procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, della Polizia di Stato e della Polfer, è stato inoltre segnalato il mancato utilizzo da parte di Rfi del treno diagnostico, un mezzo tramite cui si può risalire alle eventuali rotture di piccola entità presenti lungo la rete ferroviaria.
Secondo quanto riferito durante la conferenza stampa, nell'area di Milano operava soltanto un treno diagnostico, la cui costruzione risaliva al 1997. La Procura usa il tempo passato perché il treno diagnostico risulta fermo dall'anno 2006.
