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Tutte le pizze d'Italia  

Da Napoli a Bologna, numeri e ricette del piatto simbolo del Bel Paese

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La pizza piace davvero a tutti, e non è difficile capire perché. Questo prodotto tipico della tradizione napoletana, sulla cui origine c’è ancora oggi incertezza, è considerato da molti come il simbolo stesso della tradizione gastronomica italiana nel mondo.

Eppure, basti pensare che fino al secondo dopoguerra molti italiani neanche conoscevano le origini e gli ingredienti di questa prelibatezza. Fu con i movimenti di lavoratori verso il Nord Italia e l’estero che la tradizione della pizza si diffusero e conquistarono praticamente chiunque.

Le “vere” origini della pizza napoletana

Sappiamo che ben prima dei Greci e dei Romani una sorta di impasto, simile al pane o alla pizza, veniva preparato impiegando il grano e condendolo con vari ingredienti. Alle pendici del Vesuvio la “mastunicola”, simile alla pizza ma condita con solo formaggio, strutto, basilico e pepe si realizzata già tra il XVI e i primi anni del XVII secolo.

L’avvento del pomodoro in Europa contaminò anche la tradizione partenopea, come dimostra uno scritto di Alexandre Dumas padre del 1835 per il quale, “con due soldi” una pizza sfamava “un’intera famiglia”. La più antica pizzeria di Napoli, l’Antica Pizzeria Port’Alba, venne aperta nel 1738 e solo nel 1830 si trasferì nella location attuale, che occupa da quasi due secoli.

Oggi la pizza napoletana si riconosce per l’impasto (che deve essere fatto lievitare almeno per otto ore), la cottura rigorosamente a forno a legna e la forma. Il cornicione deve essere alto 1-2 cm, avere un pronunciato rigonfiamento ma nessuna bruciatura, mentre la pizza deve essere larga al massimo 35 centimetri con uno spessore al centro di 4 mm.

Pizza o pinsa? La tradizione romana

I veri puristi della pizza difenderanno sempre la tradizione partenopea: una pizza dal cornicione alto, ben cotta, abbastanza spessa ma non troppo. Esistono però molte varietà di questo piatto tanto amato, e a Roma lo sanno bene.

La pizza romana, infatti, ha da tempo assunto una sua dignità specifica, e lo ha fatto distinguendosi dalla collega napoletana con delle caratteristiche specifiche. In particolare la pizza che si mangia nella Capitale è sottile, bassa e con un impasto che rimane lievemente croccante. Viene cotta più a lungo della pizza napoletana, per farla divenire “scrocchiarella” (come si dice a Roma) e si condisce nei modi più svariati. Il più tradizionale aggiunge alla Margherita anche le acciughe, il pecorino e il pepe.

La pinsa, invece, è una focaccia preparata con un impasto simile a quello della pizza. Originaria dell’Antica Roma ha una forma tipicamente ovale, con un impasto di più farine che garantisce una maggiore digeribilità. In alcuni casi la sua lievitazione è incredibilmente lunga, raggiungendo anche i sei giorni.

Quali sono le pizze più amate dagli italiani?

Ogni regione ha la sua pizza preferita. La ricchezza di prodotti tipici nel Bel Paese ha fatto sì che, da nord a sud, si sviluppassero decine di varianti di pizza.

In Lombardia, complice la particolare passione per i formaggi è molto diffusa la pizza con il formaggio Gorgonzola, sia singolarmente che in combinata con altri prodotti caseari o con il radicchio.

Al Sud, in particolar modo in Puglia, si apprezza molto la pizza con le cipolle mentre Napoli è la patria, oltre che della Margherita, anche della marinara che si condisce con pomodoro, origano e aglio. Una prelibatezza adattissima anche ai vegetariani e agli intolleranti al lattosio.

Qui è anche diffusa la sasicc’ ‘e friariell’, ovvero una pizza bianca condita con salsiccia sbriciolata e cime di rapa. Curiosa è la Pizza Rossini, tipica di Pesaro (città natale del compositore marchigiano): si prepara partendo da una base di pizza Margherita, aggiungendo poi sopra uova sode tagliate a fette e maionese.

La pizza "dei record" è solo da FICO

Avete mai mangiato una pizza lunga mezzo chilometro? Sabato 27 luglio 2019, dalle ore 15.00 potrete provare questa esperienza “da record” al FICO Eataly World di Bologna, che ospiterà l’evento Pizza da guinness.

Trenta pizzaioli provenienti da Napoli impasteranno su ben 270 tavoli una pizza di cinquecento metri di lunghezza, che verrà condita alla Margherita e in altri… venti modi diversi.

Ognuno di questi “spicchi” sarà infatti dedicato ai prodotti tipici italiani, ben cinquanta, che rappresentano il meglio delle eccellenze territoriali delle nostre regioni: il Lardo d’Arnad, i pomodori di Pachino, la ‘nduja e tantissimi altri ancora.

Un appuntamento per unire l’Italia attraverso la sua specialità più celebre, in collaborazione con Napoli Pizza Village, Rossopomodoro e Molino Caputo.

Scopri tutti i dettagli sul sito ufficiale!

 
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