Un antico castello medievale circondato dal mare è la sorpresa panoramica a un'ora di macchina da Roma
A circa un'ora da Roma, un castello medievale circondato dal mare sorprende con il suo ponte antico, le rovine sommerse e una storia ricca di misteri.
Pochi luoghi sul litorale laziale condensano storia, natura e suggestione quanto il Castello di Torre Astura, nascosto tra pinete e dune a sud di Roma. Qui, a poca distanza da Nettuno, una fortezza medievale emerge dalle acque del Tirreno, collegata alla spiaggia da un ponte in muratura che sembra sospeso nel tempo. Sotto le sue fondamenta riaffiorano i resti di un porto romano e di una grande peschiera, tracce di un passato in cui queste coste erano rifugio privilegiato dell’aristocrazia di Antium. Oggi Torre Astura è una meta da scoprire con attenzione e rispetto: la presenza del poligono militare limita gli accessi, ma contribuisce anche a preservare un paesaggio costiero sorprendentementeintegro.Tra la tragedia di Corradino di Svevia, le trasformazioni rinascimentali e le pinete amate da scrittori e registi, visitarla significa vivere un viaggio nel tempo a un’ora dalla Capitale.
Dove si trova Torre Astura e perché vale il viaggio da Roma

Torre Astura si trova nel territorio comunale di Nettuno, una decina di chilometri a sud del centro urbano, lungo un tratto di litorale che conserva ancora un’anima selvaggia. Per chi arriva da Roma, è una delle escursioni più affascinanti da organizzare in giornata, a circa un’ora d’auto dalla città, traffico permettendo.
Qui il Castello di Torre Astura appare come una fortezza sospesa tra mare e cielo, costruita su un piccolo isolotto roccioso e collegata alla spiaggia da un suggestivo ponte in muratura ad arcate. Intorno, un paesaggio di spiagge sabbiose, dune e pinete racconta un Lazio costiero diverso da quello più urbanizzato di Anzio e Nettuno.
Per i viaggiatori curiosi di storia e territorio, Torre Astura è un luogo chiave: sotto le sue mura sopravvivono i resti di un antico porto romano, mentre l’episodio del tradimento di Corradino di Svevia lega indissolubilmente questo angolo di costa alla grande storia del Medioevo italiano.
Dal porto romano alla fortezza sul mare: cosa vedere a Torre Astura

Prima ancora del castello, a torre Astura colpisce il rapporto strettissimo tra rovine e paesaggio. Sotto il livello del mare, nelle giornate più limpide, affiorano i tracciati rettilinei della grande peschiera romana: vasche delimitate da muri che sfruttavano il ricambio naturale dell’acqua, come nelle più ricche ville marittime dell’età imperiale legate all’antica Antium, l’attuale Anzio.
Camminando lungo la spiaggia, lo sguardo viene catturato dalla possente sagoma della fortezza medievale, eretta a fine XII secolo sui resti delle strutture romane dalla famiglia Frangipane. Il nucleo centrale è dominato dalla torre, circondata da mura direttamente a contatto con il mare: una vera macchina difensiva pensata per controllare la costa tirrenica.
Elemento iconico del complesso è il ponte in muratura che unisce l’isolotto alla terraferma. Le sue arcate, attraversando un breve tratto d’acqua, creano una scenografia unica, tanto da aver attirato anche il cinema, con alcune sequenze girate qui per il Pinocchio di Luigi Comencini.
Corradino di Svevia, scrittori e registi: le storie che abitano la fortezza
La fama di Torre Astura è legata soprattutto alla tragica vicenda di Corradino di Svevia. Nel 1268, dopo la sconfitta nella battaglia di Tagliacozzo contro Carlo d’Angiò, il giovane erede degli Hohenstaufen raggiunse Astura per tentare la fuga via mare. Qui, però, fu catturato da Giovanni Frangipane e consegnato ai suoi nemici, in quello che le cronache ricordano come il tradimento di Torre Astura.
Trasferito a Napoli e decapitato a soli sedici anni, Corradino divenne il simbolo della fine della presenza sveva nell’Italia meridionale. Nei secoli, storici e viaggiatori hanno continuato a evocare questo episodio, da Ferdinand Gregorovius, che descrisse la costa di Nettuno e la fortezza, fino ai tanti studiosi contemporanei.
La storia del castello, passata poi nelle mani dei Caetani, degli Orsini e soprattutto dei Colonna, si intreccia con le trasformazioni rinascimentali del complesso e con il paesaggio. Nell’Ottocento anche Gabriele D’Annunzio rimase affascinato dalla pineta di Astura, dimostrando quanto questo lembo di litorale fosse capace di ispirare letteratura e immaginario.
Come arrivare a Torre Astura e cosa sapere su accessi e divieti

Raggiungere il Castello di Torre Astura da Roma è semplice sul piano stradale, ma richiede attenzione alle regole di accesso. Si imbocca la direttrice verso Anzio e Nettuno e, una volta superato il centro di Nettuno, si prosegue in direzione Acciarella e Via Valmontorio, dove si trovano gli accessi più utilizzati per il tratto costiero.
Il punto cruciale è che il castello e la spiaggia ricadono all’interno del Poligono militare di Nettuno, gestito dal Ministero della Difesa. Questo significa che l’area non è liberamente fruibile tutto l’anno: le aperture sono stagionali e dipendono da accordi tra Comune, autorità militari ed esigenze di sicurezza.
Negli ultimi anni, come nel 2025, l’accesso è stato autorizzato in estate con ingresso contingentato dall’area parcheggio di Via Valmontorio, mentre il 2026 ha visto ritardi e incertezze legate a lavori e convenzioni. Anche quando il percorso pedonale nella pineta è aperto, non è garantita la visita degli interni del castello e vige il divieto di balneazione segnalato dal Comune di Nettuno per il tratto di mare del poligono.
Prima di programmare l’escursione a Torre Astura è quindi indispensabile consultare la scheda aggiornata sul sito ufficiale del Comune di Nettuno, rispettare scrupolosamente recinzioni, cartelli e orari, e vivere questo luogo unico come una visita consapevole a un paesaggio storico e naturale delicato.
