Un faro che non guarda verso il mare: sul lago di Como svetta una torre alta 29 metri che ricorda l'inventore della pila
Quasi mille metri sopra il lago, una torre panoramica costruita nel Novecento accende la sua luce in memoria dello scienziato italiano che rivoluzionò gli studi sull’elettricità.
Sul crinale che sovrasta Como, il Faro Voltiano segna un punto di incontro raro tra paesaggio, storia della scienza e turismo lento. Questa torre alta circa 29 metri, innalzata nel 1927 sopra Brunate, non guida le barche tra gli scogli del Lario, ma orienta lo sguardo dei visitatori verso il lago, le Alpi e la pianura lombarda. La sua luce, visibile di notte, è prima di tutto un richiamo simbolico alle ricerche di Alessandro Volta, lo scienziato comasco che ha dato il nome al volt e cambiato per sempre lo studio dell’elettricità. Raggiungerla significa anche attraversare un pezzo di montagna urbana, dove la funicolare storica, isentieri e le ville di villeggiatura raccontano oltre un secolo di vacanze comasche. È un’esperienza che unisce panorama, memoria e cammino, ideale per chi vuole andare oltre il classico lungolago di Como.
- Faro Voltiano: un balcone simbolico sopra il Lago di Como
- Panorama dal faro e percorsi intorno a Brunate
- La luce di Volta: storia, simboli e geografia voltiana di Como
- Come arrivare al Faro Voltiano e consigli pratici
Faro Voltiano: un balcone simbolico sopra il Lago di Como
Il Faro Voltiano è uno di quei luoghi che, se ami osservare il territorio dall’alto, finiscono subito in cima alla lista. Sorge in località San Maurizio, poco sopra Brunate, su un versante che porta la quota a circa 900 metri sul livello del mare. La torre, alta circa 29 metri, porta così il punto panoramico vicino ai mille metri, con una vista privilegiata su Como e sul primo bacino del Lago di Como.
Nonostante il nome, il Faro Voltiano non nasce per guidare le imbarcazioni. La sua funzione è commemorativa: fu inaugurato nel 1927, in occasione del centenario della morte di Alessandro Volta, lo scienziato comasco che presentò la pila nel 1800. Di notte emette comunque segnali luminosi visibili a distanza, quasi a ribadire, in chiave simbolica, il legame con l’elettricità e con le scoperte che hanno cambiato la storia dell’energia.
Panorama dal faro e percorsi intorno a Brunate
Salire al Faro Voltiano significa soprattutto mettersi davanti a uno dei panorami più ampi della zona di Como. Dalla terrazza superiore lo sguardo abbraccia la città, il primo bacino del Lario e i rilievi che la circondano. Nelle giornate limpide la visuale si apre sulla pianura lombarda e, più in lontananza, su una lunga porzione dell’arco alpino, con una profondità di orizzonte che sorprende anche chi conosce già il lago.
Il meteo, però, fa davvero la differenza. foschia, nubi basse e caldo umido possono ridurre drasticamente la visibilità: vale la pena tenere d’occhio le previsioni se il tuo obiettivo principale è il panorama. Anche senza salire nella torre, l’area intorno a San Maurizio è un ottimo punto di osservazione e punto di partenza per sentieri che attraversano il territorio di Brunate, trasformando la visita in un’escursione vera e propria.
La luce di Volta: storia, simboli e geografia voltiana di Como
Il faro rientra a pieno titolo nella geografia voltiana di Como, quell’insieme di luoghi che ricordano la vita e il lavoro di Alessandro Volta. Nato a Como nel 1745 e morto qui nel 1827, lo scienziato è legato soprattutto all’invenzione della pila e allo sviluppo degli studi sull’elettricità, tanto che il volt, unità di misura della differenza di potenziale elettrico, porta il suo cognome.
La torre progettata dall’ingegnere Gabriele Giussani adotta il linguaggio dei fari pur trovandosi lontano dal mare. La luce, in questo caso, non serve a orientare le barche del Lario, ma richiama in modo diretto la ricerca sull’energia. In città, il Tempio Voltiano custodisce strumenti e documenti, mentre il faro trasferisce il ricordo sulla montagna: sopra la testa dei visitatori, visibile per chilometri, come un segnale che collega il lago, la scienza e il paesaggio urbano di Como.
Come arrivare al Faro Voltiano e consigli pratici
Il modo più scenografico per avvicinarsi al Faro Voltiano è la funicolare Como-Brunate, che collega il lungolago con il paese in pochi minuti, superando un notevole dislivello. Dalla stazione superiore non sei però ancora arrivato: per raggiungere San Maurizio serve proseguire in salita, a piedi lungo i percorsi segnalati oppure sfruttando, quando possibile, la viabilità locale. È un aspetto da tenere presente se immagini la visita come una semplice deviazione veloce dal centro di Como.
Dal lago alla cima ci sono quasi settecento metri di differenza altimetrica: per chi sceglie di muoversi a piedi, scarpe comode e attenzione ai dislivelli sono fondamentali, soprattutto se si prosegue su sentieri. Prima della partenza conviene verificare orari della funicolare e di apertura della torre, che possono variare con le stagioni o per manutenzioni. In caso di cielo coperto, valuta se rimandare: qui la componentE panoramica è parte essenziale dell’esperienza.
