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Un'idea insolita per vivere Venezia ad agosto: ha riaperto da poco il giardino-labirinto nel cuore della Laguna  

Tra siepi, sentieri che si biforcano e richiami letterari, questo spazio verde offre un modo diverso di scoprire la città lontano dai percorsi più affollati.

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Ad agosto Venezia sembra condensarsi tra calli affollate, caldo e code infinite davanti ai monumenti più celebri. Eppure basta una breve traversata del bacino di San Marco per cambiare scena: sull’isola di San Giorgio Maggiore, il Labirinto Borges è tornato visitabile dopo i lavori di manutenzione straordinaria del 2026, offrendo un chilometro di sentieri verdi e una prospettiva diversa sulla città. 200 piante di bosso, si cammina dentro un omaggio alla letteratura di Jorge Luis Borges, dove ogni bivio diventa metafora di scelte e possibilità. Il giardino-labirinto, parte del percorso proposto dalla Fondazione Giorgio Cini, è una tappa perfetta per chi cerca una Venezia più lenta, fatta disilenzi,ombra e geometrie vegetali, ma senza rinunciare alle vedute sulla Laguna. Un luogo da esplorare con calma, ascoltando la guida in cuffia e il rumore dell’acqua tutto intorno.

Il Labirinto Borges: un giardino segreto affacciato sulla Laguna

Un'idea insolita per vivere Venezia ad agosto: ha riaperto da poco il giardino-labirinto nel cuore della Laguna

Vedere Venezia dall’isola di San Giorgio Maggiore significa cambiare completamente inquadratura pur restando a pochi minuti da Piazza San Marco. Qui, nei terreni della Fondazione Giorgio Cini, il Labirinto Borges è tornato visitabile dopo la chiusura per manutenzione straordinaria tra maggio e metà luglio 2026, riaffacciandosi tra le esperienze più particolari da vivere in Laguna.

Non si tratta di un semplice giardino ornamentale, ma di un percorso immersivo lungo circa un chilometro, costruito con circa 3.200 piante di bosso. L’architetto britannico Randoll Coate ha disegnato un labirinto che rende omaggio alla vita e all’immaginario letterario di Jorge Luis Borges, trasformando in vegetazione temi come bivi, deviazioni, ritorni e possibilità infinite.

Camminare tra queste siepi significa prendersi una pausa dalle folle del centro storico senza allontanarsi davvero dalla città. Il labirinto diventa così uno spazio sospeso, dove il tempo sembra rallentare e la Laguna entra in sottofondo come un respiro continuo.

Un chilometro di sentieri, 3.200 bossi e un disegno da leggere dall’alto

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Realizzato nel 2011 per il venticinquesimo anniversario della morte di Borges, il Labirinto veneziano è uno dei progetti più affascinanti di Randoll Coate, diplomatico e grande appassionato di labirinti. A livello del suolo il visitatore incontra solo pareti verdi, biforcazioni e curve improvvise, con poche possibilità di intuire il disegno complessivo del giardino.

È soltanto dall’alto, affacciandosi dalla Nuova Manica Lunga della Fondazione Giorgio Cini, che il labirinto si rivela davvero. Le siepi di bosso compongono simboli, figure, persino il nome di Borges, in un insieme che sembra una pagina scritta con l’alfabeto delle piante. L’effetto è duplice: da dentro si vive l’esperienza del disorientamento controllato, dall’alto si legge il progetto come una mappa di significati.

La visita ufficiale al Labirinto Borges dura circa 45 minuti e non è una semplice passeggiata libera: si accede in turni prenotati, con audioguida inclusa nel biglietto, per mantenere il ritmo e la tranquillità del percorso.

Borges, Venezia e il giardino dei sentieri che si biforcano

Perché un labirinto per ricordare Borges a Venezia? Perché l’autore argentino ha trasformato labirinti, specchi, biblioteche e sogni in simboli centrali della propria opera. Nel racconto Il giardino dei sentieri che si biforcano, il labirinto coincide con il tempo stesso, dove ogni scelta apre una nuova possibilità. A San Giorgio Maggiore questa idea prende forma fisica tra i bossi.

Camminando nel Labirinto Borges ci si trova continuamente davanti a bivi: alcuni riportano verso zone già attraversate, altri aprono passaggi inaspettati. La composizione generale resta invisibile a chi è all’interno, proprio come le strutture nascoste che reggono molti racconti di Borges. È un omaggio concettuale prima ancora che paesaggistico.

La visita si arricchisce di una colonna sonora originale firmata da Antonio Fresa ed eseguita con l’Orchestra del Teatro La Fenice. La musica accompagna il passo e diventa un ulteriore livello narrativo, insieme alle siepi, alla luce lagunare e alle vedute improvvise verso Venezia.

Organizzare la visita al Labirinto Borges nell’estate 2026

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Visitare il Labirinto Borges nell’estate 2026 significa prima di tutto programmare con un po’ di anticipo. Dopo la riapertura di metà luglio, il percorso compare di nuovo tra i tour acquistabili sul sito VisitCini, con ingressi organizzati su turni e fasce orarie dedicate, in genere nel primo e nel secondo pomeriggio. La prenotazione online è obbligatoria e il biglietto intero segnalato è di 15 euro, con riduzioni previste per alcune categorie.

Il punto di incontro si trova accanto alla Basilica di San Giorgio Maggiore, sul lato sinistro rispetto all’ingresso principale. Da lì si accede agli spazi della Fondazione Giorgio Cini, che includono anche il Chiostro del Palladio, il Chiostro dei Buora, lo Scalone del Longhena, il Cenacolo palladiano e il Bosco con le Vatican Chapels.

È bene sapere che il Labirinto Borges non è percorribile in sedia a rotelle per la conformazione dei passaggi. In caso di maltempo o vento forte la visita al giardino può essere sospesa, quindi conviene controllare gli aggiornamenti nelle ore precedenti. In agosto, infine, meglio programmare l’escursione nelle ore meno calde e portare acqua, cappello e scarpe comode: il labirinto si gode davvero solo se ci si muove con calma.

 
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