Un'isola misteriosa nel cuore di un lago vulcanico: tra cappelle nascoste e giardini riaperti al pubblico
Nel cuore di un lago vulcanico si nasconde un'isola ricca di storia, con sette cappelle, giardini storici e antichi luoghi segreti oggi nuovamente visitabili.
Nel cuore del lago di Bolsena, l’Isola Bisentina riemerge finalmente dall’oblio e torna accessibile con visite guidate e percorsi curati nei dettagli. Chi arriva dal piccolo molo di Capodimonte o da Bolsena vede comparire una sagoma verde, fatta di boschi fitti, giardini storici e profili di chiese che spuntano tra gli alberi. È un paesaggio raccolto, ma sorprendentemente ricco di tracce medievali e rinascimentali, legate soprattutto alla potente famiglia Farnese. Oggi l’isola racconta più di cinque secoli di storia religiosa, trasformazioni paesaggistiche e vicende nobiliari, grazie a un importante progetto di restauro che ha riapertocappelle,sentieri e affacci panoramici. Camminando tra i percorsi in pietra, le sette cappelle, la chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo e la misteriosa Malta dei Papi, si scopre un concentrato di Tuscia in miniatura, sospeso tra archeologia, spiritualità e natura vulcanica.
Dove si trova l’Isola Bisentina e perché è così speciale

L’Isola Bisentina si trova nella parte occidentale del lago di Bolsena, nel cuore dell’alta Tuscia viterbese, dentro l’antico distretto vulcanico dei Vulsini. È la maggiore delle due isole del lago – l’altra è la più piccola Martana – e occupa circa 17 ettari, con una forma irregolare fatta di piccoli promontori, pareti rocciose a picco sull’acqua e calette tranquille.
Gran parte della superficie è coperta da boschi e vegetazione spontanea, interrotta da giardini storici, prati e percorsi in pietra che collegano le diverse architetture religiose. Questo equilibrio tra natura e costruito è uno degli aspetti che rendono l’Isola Bisentina un unicum nel panorama dei laghi italiani, ancora lontano dal turismo di massa.
L’isolamento geografico, ma la vicinanza alle rive, ha favorito nei secoli la nascita di un centro di spiritualità legato alla storia della Chiesa e alla potente famiglia Farnese. Oggi, grazie ai restauri, l’isola è di nuovo visitabile con accessi contingentati e accompagnamento di guide abilitate.
Paesaggi, cappelle e panorami sul lago vulcanico più grande d’Europa

Visitare l’Isola Bisentina significa seguire un itinerario ad anello tra boschi, radure e affacci inaspettati sul lago di Bolsena, considerato il più grande lago vulcanico d’Europa. Il percorso guidato dura in genere tra le due ore e mezza e le tre ore, alternando tratti ombreggiati a punti panoramici che regalano viste a 360 gradi sulle coste laziali e, nelle giornate più terse, sui rilievi circostanti.
Lungo i sentieri si incontrano le celebri sette cappelle rinascimentali, collocate in punti strategici dell’isola secondo un preciso disegno devozionale. Alcune si trovano su speroni rocciosi che sembrano tuffarsi nel lago, come la Rocchina di Santa Caterina, altre sono immerse nel verde, come la cappella di Santa Concordia o l’oratorio del Monte Tabor.
A colpire non è solo l’architettura in sé, ma il dialogo tra gli edifici e il paesaggio: l’impianto rinascimentale pensato dai Farnese dava al pellegrino la sensazione di attraversare una vera “mappa spirituale” all’aperto, dove ogni tappa offriva una vista diversa sulle acque del bacino vulcanico.
Tra Farnese, chiese, Malta dei Papi e giardini novecenteschi
La storia dell’Isola Bisentina è strettamente legata alla Chiesa e alla famiglia Farnese. Nel 1431 papa Eugenio IV affidò l’isola ai frati minori osservanti, ponendo le basi per un complesso religioso con chiesa, convento e spazi per la vita comunitaria. Nei secoli successivi furono soprattutto i Farnese, e in particolare figure come papa Paolo III e il cardinale Alessandro Farnese il Giovane, a trasformare l’isola in un centro di devozione strutturato.
Al cuore di questo sistema si trova la chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo, con la sua cupola riconoscibile anche dalla barca. L’edificio, di impianto rinascimentale, fu utilizzato come luogo di sepoltura di membri della famiglia Farnese e oggi rappresenta una delle tappe principali del percorso di visita.
Di segno completamente diverso è la cosiddetta Malta dei Papi, un ambiente sotterraneo legato alla tradizione delle antiche prigioni medievali. La memoria storica la collega a luoghi di reclusione citati anche da Dante, anche se l’esatta identificazione resta discussa.
Nel Novecento l’isola entra in una nuova fase: nel 1912 viene acquistata dalla principessa Beatrice Spada, che avvia la creazione di giardini all’italiana e di una piccola darsena privata. I restauri recenti hanno recuperato proprio questo intreccio di architetture sacre, spazi verdi e tracce residenziali aristocratiche.
Come visitare l’Isola Bisentina: orari, battelli e consigli utili

Dopo anni di chiusure e aperture limitate, l’Isola Bisentina è tornata stabilmente fruibile grazie a un progetto di valorizzazione promosso dalla proprietà privata. Per il 2026 il calendario ufficiale delle visite indica una stagione di apertura indicativa tra il 5 aprile e il 1° novembre, con partenze programmate a numero chiuso.
L’isola si raggiunge esclusivamente in battello dai moli di Capodimonte e di Bolsena, entrambi in provincia di Viterbo. La navigazione è già parte dell’esperienza: in circa venti minuti si passa dalla costa ai profili delle cappelle che emergono tra gli alberi. Le escursioni sono sempre accompagnate da guide abilitate e richiedono prenotazione obbligatoria tramite il sito ufficiale dell’Isola Bisentina.
Le tariffe del battello, da verificare al momento della prenotazione, sono in genere intorno ai 20 euro per gli adulti e 15 euro per i ragazzi tra 6 e 15 anni, con riduzioni per alcune categorie. Il percorso comprende giardini, darsena, chiesa dei Santi Giacomo e Cristoforo, cappella del Monte Calvario, Rocchina e la suggestiva Malta dei Papi.
Per godersi la visita al meglio sono consigliate scarpe comode adatte a sentieri sterrati, cappello e acqua in estate: alcuni tratti sono esposti al sole, altri in ombra nel bosco. Programmate l’escursione con un po’ di anticipo, magari abbinando alla gita sull’isola una passeggiata nei borghi di Bolsena o Capodimonte, per chiudere la giornata tra lungolago, chiese e trattorie tipiche della Tuscia.
