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Un tempo ospitava 12.000 persone: il piccolo Colosseo delle Marche è il terzo anfiteatro più grande d’Italia  

Tra storia romana e leggende, l’anfiteatro di Fano rivela il passato glorioso della città della Fortuna

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Passeggiando tra le vie del centro storico di Fano, antico Fanum Fortunae, il visitatore viene catapultato indietro nel tempo, quando la città era un importante snodo sulla costa adriatica dell’Impero Romano. Qui, infatti, sorgeva uno dei monumenti più sorprendenti delle Marche: l’anfiteatro romano progettato da Marco Vitruvio Pollione, l’architetto e ingegnere militare al servizio dell’imperatore Augusto. Vitruvio era stato inviato a Fano da Augusto per dare forma a una città che doveva rappresentare un simbolo di romanità, un punto nevralgico lungo la costa e sulla Via Flaminia, arteria fondamentale per i collegamenti tra Roma e l’Adriatico.

Un tempo ospitava 12.000 persone: il piccolo Colosseo delle Marche è il terzo anfiteatro più grande d’Italia

Mura augustee_foto tratta dal sito Museo archeolocico e pinacoteca del Palazzo malatestiano

Proprio a Fano Vitruvio realizzò alcune delle sue opere più celebri, come il teatro, le mura e, secondo le fonti, anche un tempio dedicato alla dea Fortuna, da cui la città prese il nome. L’anfiteatro rappresentava il cuore della vita pubblica e delle celebrazioni, un vero luogo di socialità e di intrattenimento, che nei secoli successivi venne ricordato come il “piccolo Colosseo delle Marche”. Oggi, i suoi resti sono in parte visibili nei sotterranei di un edificio moderno, costruito nell’area dell’ex convento seicentesco di Santa Teresa e della Caserma Montevecchio, a testimonianza di come la storia di Fano continui a riaffiorare in ogni angolo della città.

L’anfiteatro romano di Vitruvio a Fano

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Area archeologica di Sant'Agostino_foto tratta dal sito Museo archeolocico e pinacoteca del Palazzo malatestiano

Il rinvenimento dei resti dell’anfiteatro avvenne durante i lavori di costruzione tra il 1996 e il 2000, quando vennero riportati alla luce tratti murari risalenti al periodo tardo augusteo o, al più tardi, al I secolo d.C. La posizione e la curvatura delle strutture hanno permesso di ricostruire l’intera ellisse del monumento, che poteva accogliere tra i 10.000 e i 12.000 spettatori. Si trattava dunque di un anfiteatro imponente, il terzo per grandezza in Italia dopo quello di Roma e quello di Capua, capace di ospitare giochi gladiatori, spettacoli pubblici e le celebri venationes con animali esotici. Dalle tracce di intonaco e pitture rinvenute, si ipotizza che le pareti interne potessero essere decorate con scene ispirate ai munera, ovvero ai combattimenti gladiatori. Ancora oggi si conservano alcuni elementi fondamentali, come il podium – la barriera ellittica che circondava l’arena – e parti delle strutture di servizio, tra cui i carceres, dove venivano custoditi strumenti e animali destinati agli spettacoli.

La Via Flaminia e l’Arco di Augusto

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Fano deve gran parte della sua importanza alla Via Flaminia, la grande strada consolare che collegava Roma al mare Adriatico. Fondata nel 220 a.C. dal console Gaio Flaminio. Questa via raggiungeva il suo culmine proprio a Fano, dove sorge l’imponente Arco d’Augusto, costruito nel 9 d.C. come ingresso monumentale alla città. Da qui la strada proseguiva fino a Rimini, diventando uno dei collegamenti strategici più importanti per l’espansione economica e militare di Roma verso il nord Italia e l’Europa centrale. Ancora oggi l’Arco d’Augusto rappresenta uno dei luoghi simbolo della cittadina marchigiana: attraversarlo significa ripercorrere idealmente le orme di mercanti, legionari e viaggiatori che per secoli hanno solcato questa strada millenaria.

La Fano dei Cesari: un tuffo nella Roma antica

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Foto tratta dal sito lafanodeicesari.it

Oltre al suo straordinario patrimonio archeologico, Fano rivive ogni anno la sua anima romana con la spettacolare rievocazione storica della Fano dei Cesari. Questo evento, che richiama turisti da tutta Italia, è un vero e proprio tuffo nell’epoca imperiale: per alcuni giorni la città si trasforma in un teatro a cielo aperto con sfilate in costumi d’epoca, spettacoli gladiatori, mercati romani e banchetti. Il momento più atteso è senza dubbio la corsa delle bighe, una sfida che coinvolge sia i fanesi sia i visitatori, pronti a calarsi nei panni dei celebri aurighi che nell’antichità si contendevano il favore del pubblico. È un’occasione unica per vivere la storia non come spettatori, ma come protagonisti, respirando la stessa atmosfera che duemila anni fa animava le gradinate dell’anfiteatro di Vitruvio.

Un tempo ospitava 12.000 persone: il piccolo Colosseo delle Marche è il terzo anfiteatro più grande d’Italia

Un patrimonio da riscoprire

Oggi i resti dell’anfiteatro si trovano inglobati in un’area residenziale, ma grazie agli scavi e agli studi archeologici possiamo ancora ricostruirne le dimensioni grandiose e il ruolo centrale nella vita della città romana.

A pochi passi dall’anfiteatro, il Museo Civico di Fano, ospitato nel maestoso Palazzo Malatestiano, custodisce una preziosa sezione archeologica che racconta le radici millenarie della città. Qui si possono ammirare reperti che spaziano dalla Preistoria all’età romana, inclusi importanti frammenti scultorei come la testa di Claudio e una figura femminile probabilmente raffigurante Ottavia, mosaici pavimentali – tra cui quelli raffiguranti la pantera e Nettuno – cippi miliari, ceramiche e monete che narrano la storia di Fanum Fortunae.

Un tempo ospitava 12.000 persone: il piccolo Colosseo delle Marche è il terzo anfiteatro più grande d’Italia

Mosaico del Nettuno II sec. d.C._foto tratta dal sito Museo archeolocico e pinacoteca del Palazzo malatestiano

Accanto all’esperienza materiale, Fano propone anche un’immersione digitale nella sua storia grazie al Museo della Via Flaminia, situato nella chiesa di San Michele vicino all’Arco d’Augusto. Inaugurato nel 2016, questo museo multimediale non espone reperti fisici, ma offre un percorso interattivo e immersivo attraverso video, installazioni e realtà aumentata per riscoprire il ruolo centrale della città lungo l’antica via consolare romana museocivico.comune.fano.pu.it

Il Lisippo di Fano e l’eredità artistica

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La fama di Fano in epoca romana non si limita al suo anfiteatro: uno dei simboli più celebri della città è il cosiddetto Atleta di Fano, una straordinaria statua in bronzo attribuita al greco Lisippo, rinvenuta nel mare Adriatico e oggi custodita al Getty Museum di Malibu. Questo capolavoro, datato al IV secolo a.C., rappresenta un giovane vincitore olimpico nell’atto di detergersi l’olio dal corpo e testimonia il ruolo centrale di Fano come crocevia culturale e commerciale. Ancora oggi il legame con quel glorioso passato continua a ispirare gli artisti locali: tra questi, Simona Bursi, Mascia Ciofi ed Andrea Giomaro reinterpretano le statue classiche in chiave pop-art (il "Lisippop"), fondendo tradizione e linguaggi contemporanei per mantenere vivo il dialogo con la storia millenaria della città.

Visitare Fano significa fare un viaggio nel tempo: dall’antico anfiteatro di Vitruvio, simbolo di spettacoli e socialità, fino alle moderne celebrazioni che continuano a tenere viva la memoria di una città che fu crocevia di storia, cultura e tradizioni.

Clicca qui per la guida di Fano. Maggiori info: Visit Fano

 
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