Un vero e proprio incrocio di culture millenarie: c'è un paesino tra le montagne siciliane che ha ancora un quartiere arabo
Entrato di recente a far parte dei “Borghi più Belli d’Italia” Calascibetta è un tesoro muticulturale tutto da scoprire
Un misto di antico e moderno! Calascibetta è poco conosciuto ma a anche uno dei Borghi più belli d’Italia
Di recente, nel 2021, Calascibetta è entrato a far parte dell’Associazione “I borghi più Belli d’Italia” e, inspiegabilmente è ancora poco conosciuto. Nonostante non possieda monumenti particolari, questo paesino della Sicilia che sorge nelle vicinanze di Enna, è estremamente suggestivo per la sua posizione arroccata sul monte Xibet, per la sua struttura che lo rende un villaggio fiabesco, ma anche perché conserva un antico quartiere arabo.
La storia e l’anima araba di Calascibetta
Il suo nome deriva dall’atabo Kalat (castello fortificato dalla natura) e Xibet (la rocca fortificata sulla quale si erge): Calascibetta vanta una storia unica nel suo genere. Collocata nella val di Noto, in provincia di Enna, è stata abitata da tempo immemore, come testimonia la vicina Necropoli di Realmese con le tombe a grotticella tipiche dell’era del Ferro (IX-VI secolo avanti Cristo). Nel IX secolo d.C., al tempo della conquista musulmana di Sicilia, gli eserciti arabi assediarono Enna, una delle ultime roccaforti bizantine della Sicilia centrale e crearono il loro campo militare sulla cima del monte che vi stava di fronte: Qalat al-Shebet, il “castello sullacima”. Furono poi i Normanni, nell’XI secolo, a riprendere possesso dei territori arabi e a fondare paesi e città laddove loro avevano lasciato fortezze e campi militari: Qalat al-Shebet divenne, quindi, Calascibetta. Il conte normanno Ruggero d’Altavill fece erigere un castello fortificato, una base difensiva e una base per il trentennale assedio della roccaforte di Enna che conferì alla città l’aspetto medievale che ancora oggi conserva.
Cosa vedere a Calascibetta per fare un viaggio nel tempo

Calascibetta è una gemma nascosta che custodisce con orgoglio le tracce del suo passato. Uno dei suoi tesori più affascinanti è il già citato quartiere arabo, abitato da famiglie giudee fino al 1500, che racconta una storia di influssi e culture che si sono mescolati nel corso dei secoli. Questo affascinante quartiere, un labirinto di vicoli che si intrecciano, è un affresco vivente della storia siciliana, una testimonianza della dominazione araba che ha lasciato un'impronta indelebile sulla cultura e sull'architettura di Calascibetta.Passeggiare tra le stradine del quartiere arabo permette di fare un viaggio nel tempo: le case tradizionali con i tetti piatti e le pareti imbiancate risplendono sotto il sole siciliana; qui ogni angolo racconta unastoria, e la fusione tra gli stili architettonici arabi e medievali è evidente in ogni dettaglio. Facile lasciarsi rapire da un mix affascinante di antico e moderno non appena si mette piede nella piazza principale di Calascibetta: qui un'opera d'arte moderna, con una fontana al suo interno, fa da contraltare alla maestosa Chiesa di Madonna del Carmelo. Questo edificio settecentesco, con radici ancor più antiche, si erge con fierezza accanto a un campanile del XX secolo. Ma ciò che più affascina è il libero intreccio tra edifici antichi e moderni che caratterizza la piazza, creando un paesaggio unico.
Il paese è punteggiato da numerose chiese, ma molte di esse sono purtroppo chiuse al pubblico. Tuttavia, è possibile visitare la Chiesa di San Francesco di Assisi, risalente al XVI secolo associata al convento dei cappuccini che custodisce preziose opere d'arte dei secoli XVI e XVII. Da vedere anche la chiesa madre, dedicata a San Pietro e Santa Maria Maggiore, conosciuta anche come la "Regia Cappella Palatina"; costruita nel punto più elevato del paese nel XIV secolo, fu voluta da re Pietro II d'Aragona, da cui il titolo di "regia cappella". All’interno è possibile ammirare le antiche fondamenta del castello normanno, noto come "di Marco", attraverso un pavimento trasparente situato vicino alla sacrestia. Suggestive la TorreNormanna, situata nella pittoresca Piazza San Pietro, e la Via Carcere che ospita un'ex prigione scavata direttamente nella roccia, segnata da una targa che ricorda la visita di Goethe.
Hisn al-Giran, la Fortezza delle Grotte
A pochi chilometri da Calascibetta si erge il cosiddetto "Villaggio Bizantino di contrada Canalotto", noto oggi come Hisn al-Giran, la "fortezza delle grotte" che viene nominata in alcune cronache arabe. Le grotte si raggiungono tramite un sentiero che si arrampica fino alla cima della collina rocciosa; si collegano tra loro formando delle “tombe a grappolo” di epoca antichissima e delle camere più grandi tipiche del periodo bizantino.
