Una piccola Catalogna tra le spiagge italiane: qui ancora oggi si parla la stessa lingua di Barcellona
In Sardegna c'è una città dove si parla ancora catalano. Scopri perché questa lingua è sopravvissuta per quasi 700 anni tra storia e tradizioni.
Arrivare ad Alghero, lungo la costa nord-occidentale della Sardegna, significa incontrare una città che profuma di Mediterraneo ma parla, ancora oggi, anche la lingua di Barcellona. Tra i vicoli lastricati del centro storico, sulle targhe delle vie e persino nelle voci di chi chiacchiera al bar, il catalano algherese – l’Alguerés – continua a riaffiorare come un filo rosso che unisce Sardegna e Catalogna da quasi sette secoli. Questa identità bilingue non è una cartolina folcloristica: nasce da una conquista medievale, si intreccia con bastioni sul mare, chiese gotico-catalane, riti di Setmana Santa e un quotidiano fatto di scuole, associazioniesportellilinguistici. Per chi ama viaggi lenti e curiosi, Alghero è il luogo ideale per scoprire come una minoranza linguistica possa diventare anima di un territorio, mentre tutto intorno brillano il mare della Riviera del Corallo e le falesie di Capo Caccia.
Alghero, città sarda dal cuore catalano sulla Riviera del Corallo

Sulla costa nord-occidentale della Sardegna, affacciata su uno dei tratti più scenografici di Mediterraneo, Alghero è una città che ha saputo trasformare la propria storia in identità. Qui il catalano algherese, nato nel Trecento dopo la conquista aragonese, convive con l’italiano e il sardo in un mosaico linguistico unico nel panorama italiano.
Fondata e fortificata dai Doria di Genova nel Medioevo, Alghero diventa porto strategico per la Corona d’Aragona nel 1354, quando Pietro IV il Cerimonioso conquista la città e ne cambia in profondità la composizione sociale, favorendo l’arrivo di coloni da Catalogna e Maiorca. È in questo contesto che la lingua dei nuovi abitanti si radica nelle case, nei commerci e nell’amministrazione, dando origine a quella varietà che oggi chiamiamo algherese.
Passeggiando tra bastioni e piazze, ci si accorge che questa eredità non è un semplice capitolo di libro di storia, ma un elemento vivo, riconoscibile nella toponomastica, nelle tradizioni religiose e in una fitta rete di iniziative culturali che continuano a legare l’Alguer a Barcellona.
Bastioni sul mare, chiese gotiche e la magia della Riviera del Corallo

Il modo migliore per entrare in confidenza con Alghero è perdersi nel suo centro storico fortificato. Le antiche mura affacciate sul mare custodiscono una sequenza di torri e bastioni – dalla Torre di Sulis alla Torre di San Giacomo, fino ai bastioni Marco Polo e Cristoforo Colombo – trasformati oggi in una lunga passeggiata panoramica. Al tramonto, il profilo di Capo Caccia che si staglia sul mare è uno degli scorci più iconici della Riviera del Corallo.
Dentro le mura l’impronta catalana si legge nei dettagli: vicoli stretti, facciate sobrie, targhe bilingui con nomi come carrer e plaça. La Cattedrale di Santa Maria, con il suo campanile gotico-catalano, racconta i secoli in cui Alghero fu presidio militare e commerciale della monarchia spagnola, mentre la chiesa di San Francesco conserva un chiostro che parla di Medioevo e prima età moderna.
In piazza Civica, il Palazzo d’Albis ricorda il passaggio dell’imperatore Carlo V nel 1541, a testimonianza di un rapporto intenso con il mondo iberico. Subito fuori dalla città, spiagge dorate, calette rocciose e antiche pescherie di corallo completano un paesaggio in cui storia urbana e Mediterraneo si fondono senza soluzione di continuità.
Lingua, tradizioni e tutela: come vive oggi il catalano algherese

Il catalano di Alghero non è un fossile linguistico, ma una varietà viva che ha seguito un proprio percorso, separato da quello della Catalogna e a contatto stretto con italiano e sardo. Un parlante di Barcellona può comprenderlo in larga parte, pur notando differenze di pronuncia e di vocabolario, con termini locali, prestiti e tratti fonetici propri dell’Alguerés.
Le indagini sociolinguistiche, come l’Enquesta d’usos lingüístics a l’Alguer 2015, mostrano però una realtà complessa: la maggioranza degli abitanti dichiara di capire l’algherese, ma solo una parte consistente lo parla davvero e ancor meno lo utilizza ogni giorno. L’uso quotidiano si aggira attorno a una quota minoritaria della popolazione, segno di una lingua che resiste ma è sotto pressione.
Per contrastare questa tendenza, negli anni sono arrivate leggi di tutela a livello regionale e nazionale, sportelli linguistici comunali, insegne bilingui, corsi nelle scuole e associazioni come l’Escola de Alguerés Pasqual Scanu. Le celebrazioni della Setmana Santa, con il rito del desclavament, uniscono tradizione religiosa e identità catalana, facendo della lingua non solo un mezzo di comunicazione, ma un vero simbolo comunitario.
Organizzare un viaggio ad Alghero tra mare, storia e cultura catalana
Pianificare un viaggio ad Alghero è semplice e gratificante, soprattutto se si vuole andare oltre la classica vacanza di mare. L’aeroporto di Alghero-Fertilia collega la città a diverse destinazioni italiane ed europee, mentre da Porto Torres e Olbia si arriva comodamente in auto o autobus. Il periodo migliore per godersi la Riviera del Corallo va da maggio a ottobre, con una parentesi particolarmente suggestiva a Pasqua, quando si svolgono le processioni della Setmana Santa.
Per vivere la dimensione catalana della città, il consiglio è di scegliere un alloggio nel centro storico o lungo i bastioni, dove è più facile percepire la toponomastica bilingue e incrociare iniziative culturali in algherese. Una passeggiata guidata tra mura, chiese gotiche e palazzi catalani aiuta a leggere i segni della storia, mentre una gita a Capo Caccia e alle grotte marine completa l’esperienza naturalistica.
Chi è curioso di lingua e tradizioni può informarsi presso lo Sportello Linguistico Comunale o le associazioni locali per partecipare a corsi brevi, eventi letterari o presentazioni dedicate all’Alguerés. È un modo concreto per sostenere una minoranza linguistica storica e, allo stesso tempo, per rendere il viaggio ad Alghero ancora più ricco e consapevole.
