Una piramide di legno nel cuore dell'Adamello: vicino Brescia c'è il rifugio più originale del Nord Italia
Nel cuore dell’Adamello si nasconde un rifugio dalla forma triangolare, circondato da boschi, sentieri panoramici e paesaggi alpini.
Salendo da Edolo verso il Monte Colmo, il bosco si apre d’un tratto su un pianoro sospeso, dove una piccola costruzione triangolare in legno spunta accanto alla vecchia malga in pietra. 832 metri, balcone naturale sulla Val Camonica e porta d’accesso a una delle zone più selvagge del Parco dell’Adamello. Qui l’architettura tradizionale incontra linee contemporanee: le piccole “piramidi” di legno ampliano gli spazi senza trasformare il paesaggio in un villaggio turistico. Si arriva con un’ora scarsa di cammino, ma una volta lassù la sensazione è quella di essere giàin altamontagna, tra larici, silenzio e orizzonti profondi. È un rifugio che parla di pascoli, traversate e vita di quota, perfetto sia per chi cerca una meta raggiungibile in mezza giornata sia per chi progetta itinerari più lunghi sull’Adamello.
Un’ex malga che racconta la montagna bresciana

Malga Stain nasce come tante strutture d’alpeggio della zona: muri in pietra grezza, tetto basso, ambienti essenziali dove si lavoravano latte, burro e formaggi durante la stagione dei pascoli. Era un presidio agricolo più che turistico, legato alla monticazione e ai ritmi delle famiglie che salivano con il bestiame. Nel 2003 la vecchia malga viene trasformata in rifugio, mantenendo però l’impianto originario. Due anni dopo entra a far parte del Sentiero n. 1 – Alta Via dell’Adamello, diventando tappa naturale per chi attraversa il gruppo tra vallate e passi. Dal 2017 la gestione familiare ha dato nuovo slancio al progetto, puntando su accoglienza semplice, cucinalegataai prodotti locali e valorizzazione della Val Camonica come territorio da vivere a passo lento.
Le piramidi di legno: architettura essenziale tra prati e larici

Il colpo d’occhio che rende unico il Rifugio Malga Stain è la presenza di piccole strutture triangolari in legno, affiancate al corpo in pietra. Sembrano capanne ad “A”, con tetto e pareti che quasi coincidono, sagome appuntite che ricordano tende alpine o piccole piramidi adagiate sull’erba. L’idea è quella di ampliare l’accoglienza senza costruire un grande edificio: volumi compatti, rivestiti in legno, che riprendono i toni dei tronchi e dei pascoli asciutti. Il risultato è un insieme irregolare ma armonico, dove la parte storica resta protagonista e le unità nuove aggiungono posti letto e spazi di appoggio. All’interno e all’esternoilrifugio offre bar, ristorazione, pernottamento e mezza pensione, con un’atmosfera che rimane più da malga di montagna che da albergo in quota.
Dove si trova e cosa si vede dal terrazzo naturale sulla Val Camonica
Il Rifugio Malga Stain si trova nel territorio di Edolo, sul Monte Colmo, tra Val Gallinera e Val Rabbia, nel settore settentrionale del Parco dell’Adamello. È una zona descritta spesso come una delle più selvagge dell’area protetta: poche infrastrutture, boschi fitti, pendii ripidi che salgono verso le cime dell’Adamello e una riserva integrale poco distante. Davanti al rifugio si apre un pianoro erboso che funziona da terrazza panoramica. Lo sguardo scende su Edolo, sulla media Val Camonica e sull’area di Malonno, mentre nelle giornate limpide la vista corre fino ai gruppi lontani del Bernina e del Monte Rosa. Alle spalle dominano la CimaAdami eil Passo Gallinera, con canaloni e versanti più severi che annunciano l’alta quota, rendendo il rifugio un vero snodo tra fondovalle e ambiente d’alta montagna.
Come arrivare al rifugio e proseguire verso i sentieri dell’Adamello
Per chi parte da Edolo, l’accesso più diretto passa dalla località Preda, raggiunta in auto salendo lungo via Monte Colmo. Dal parcheggio il sentiero richiede circa 45 minuti di cammino e 250 metri di dislivello: una salita breve ma di montagna, che attraversa il bosco alternando tratti ombreggiati a finestre panoramiche sulla valle e sul corso dell’Oglio. Servono scarponcini, acqua e attenzione alle condizioni del terreno, soprattutto con pioggia o neve residua. Una volta arrivati alla malga, il rifugio può essere sia punto d’arrivo per una mezza giornata all’aria aperta, sia base per itinerari più lunghi verso il Passo Gallinera, il Lago Aviolo o letappedell’Alta Via dell’Adamello. È questo doppio ruolo – meta accessibile e presidio per traversate impegnative – a renderlo particolarmente interessante per chi ama esplorare l’Adamello passo dopo passo.
