Una volta qui c'erano le terme più moderne d'Europa: oggi un gruppo di giovani architetti sta provando a salvarle
Un grande complesso termale ottocentesco, frequentato un tempo dall’aristocrazia europea, lotta contro decenni di abbandono grazie all’impegno di una nuova generazione.
Nel cuore dei Carpazi, lungo la valle del Cerna, Baile Herculane è uno di quei luoghi che ti restano addosso: un mix raro di natura, memoria imperiale e malinconia. Qui, nel sud-ovest della Romania, vicino al confine con la Serbia, le storiche Terme di Nettuno raccontano meglio di qualsiasi guida la parabola di una città termale passata dal lusso mitteleuropeo all’abbandono post-comunista. Costruito tra il 1883 e il 1886, questo complesso ottocentesco accoglieva aristocratici, ufficiali e membri della corte asburgica, tra cui l’imperatore Francesco Giuseppe e l’imperatrice Elisabetta, la celebre Sisi. Oggi l’edificio è un monumento ferito, in bilico tra crolli e progetti dirinascita,maproprio per questo affascina viaggiatori curiosi e appassionati di architettura storica. A ridargli voce sono soprattutto giovani architetti e volontari, impegnati in un delicato lavoro di tutela e sensibilizzazione.
Baile Herculane oggi: una città termale sospesa tra passato e futuro


Arrivare a Baile Herculane significa entrare in una valle stretta, verde e rocciosa, dove il vapore delle sorgenti calde si mescola all’aria fresca dei Carpazi. La città si trova nel sud-ovest della Romania, non lontano dal confine con la Serbia, ed è uno dei centri termali storici più importanti del Paese, famosa da secoli per le sue acque sulfuree e curative.
Lo scenario urbano, però, è tutt’altro che uniforme. Accanto a hotel moderni e centri benessere in attività, resistono edifici ottocenteschi segnati dall’incuria, tra cui le Terme di Nettuno, simbolo eloquente di un patrimonio nobile lasciato troppo a lungo senza manutenzione. Per un viaggiatore interessato alla storia e all’architettura, Baile Herculane è un osservatorio privilegiato sulle trasformazioni dell’Europa orientale dopo il 1989: tra privatizzazioni difficili, restauri parziali e nuove forme di turismo culturalmente più consapevole.
Le Terme di Nettuno: splendore asburgico tra montagna e sorgenti calde

Le Terme di Nettuno nacquero tra il 1883 e il 1886, nel pieno della stagione d’oro asburgica di Baile Herculane, quando la località mirava a competere con le grandi stazioni termali dell’Europa centrale. Il complesso non era un semplice edificio di bagni: faceva parte di un sistema urbano completo, con alberghi eleganti, padiglioni, ponti e persino un casinò, progettati per accogliere aristocratici, militari e rappresentanti della corte imperiale.
Tra i nomi legati a questa trasformazione c’è l’architetto Wilhelm von Doderer, espressione di quella cultura mitteleuropea che univa funzionalità sanitaria, scenografia architettonica e vita mondana. Al loro apice, le Terme di Nettuno offrivano strutture terapeutiche all’avanguardia per l’epoca, medici specializzati e ambienti decorati che comunicavano ordine, prestigio e fiducia nella medicina termale moderna. Oggi l’immagine di saloni scrostati e tetti lesionati contrasta con quel passato luminoso, ma proprio questo contrasto rende il sito tanto fotogenico quanto fragile.
Dai Romani a Sisi: una stratificazione di acque, miti e decadenza
Prima degli Asburgo, molto prima dei fotografi attratti dal fascino del rudere, furono i Romani a intuire il potenziale delle sorgenti di Baile Herculane. Le epigrafi antiche testimoniano un insediamento termale dedicato a Hercules, da cui deriva il nome moderno della città, a conferma di un uso delle acque che intrecciava cura del corpo, socialità e dimensione religiosa.
L’Ottocento riprende questa eredità e la reinterpreta in chiave mitteleuropea. La presenza dell’imperatore Francesco Giuseppe e dell’imperatrice Elisabetta d’Austria, Sisi, consolidò il prestigio internazionale della stazione di cura, pur con tutte le cautele nel citare alla lettera le frasi celebrative tramandate da guide e leggende locali. Dopo il 1989, però, la fine del regime comunista ha aperto una fase di incertezze proprietarie, mancate manutenzioni e degrado progressivo: fino ai cedimenti strutturali del 2019, che hanno trasformato le Terme di Nettuno in un caso emblematico del divario tra tutela formale e conservazione reale.
Visitare Baile Herculane e seguire il progetto di recupero


Per chi viaggia oggi, Baile Herculane è una meta da affrontare con uno sguardo informato. Le Terme di Nettuno non sono ancora restaurate: l’accesso è limitato per ragioni di sicurezza, e il complesso va ammirato soprattutto dall’esterno e dai punti panoramici del centro storico. Vale la pena combinare la passeggiata tra gli edifici ottocenteschi con escursioni nella valle del Cerna, dove sentieri e punti di osservazione permettono di apprezzare il paesaggio montano e le sorgenti fumanti.
Sul fronte del recupero, un ruolo chiave è svolto da iniziative come Herculane Project, nate dall’impegno di giovani architetti e volontari. Il loro lavoro punta prima di tutto alla messa in sicurezza, alla documentazione e alla ricerca di canali di finanziamento, più che a un “make-up” veloce e turistico. Chi è interessato può seguire aggiornamenti e campagne di sensibilizzazione online, sostenendo una rinascita che sarà necessariamente lenta, ma decisiva per il futuro di una delle città termali più affascinanti dell’Europa orientale.
