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Vetrata Vivarini, finalmente completato il restauro delle finestre preziose di Venezia  

Un lavoro durato oltre due anni che ha restituito alla città e i suoi tanti turisti il bellissimo prospetto artistico dentro la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo

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Venezia, 30 aprile – Sestiere Castello è la parte popolare e popolana di Venezia, quella apparentemente meno turistica ma che in realtà cela tesori preziosissimi. Come la Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, imponente edificio religioso di origine trecentesca e anche una delle più grandi chiese della Serenissima. È qui dentro che si trova l’imponente Vetrata Vivarini, capolavoro dell’arte vetraia che richiama alla mente i colori e le decorazioni artistiche della peraltro vicinissima Murano.

In questi giorni si smontano ponteggi e si torna a vedere ancora più luce in questa basilica, costruita al lato della Scuola Grande di San Marco, già sede della Confraternita dei Battuti e oggi reimpiegata come centro sanitario, oltre a ospitare la suggestiva collezione di cimeli medico-sanitari che risalgono addirittura al Medioevo.

Dopo un restauro durato oltre due anni, è stata infatti riconsegnata al grande pubblico la Vetrata dei Vivarini, così chiamata dal suo progettista, il disegnatore Bartolomeo Vivarini, che mise su carta nel 1510 il progetto per una decorazione vitrea alta venti metri, quasi quanto l’altezza stessa del corpo principale della basilica. Composta da 66 antelli e 81 diaframmi liberi, senza cioè l’impiego del telaio come è consuetudine nell’arte gotica, questa vetrata agisce in due modi: uno artistico e uno funzionale.

Grazie al lavoro sapiente del Vivarini, infatti, la diversa inclinazione del sole durante le ore del giorno illumina in modi speciali la grande navata centrale della Basilica dei Santi Giovanni e Paolo, restituendo quella tensione mistico-spirituale che è tipica dell’architettura del XIV secolo. Dal Duomo di Milano alle grandi opere fiamminghe, infatti, il gotico si avvale dell’arco a sesto acuto, delle vetrate artistiche e di poche, scarne decorazioni per richiamare l’avvicinamento a Dio.

Ecco come è avvenuto il restauro

 Vetrata Vivarini, finalmente completato il restauro delle finestre preziose di Venezia

Con la necessaria supervisione della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna, il restauro di Vetrata dei Vivarini è stato commissionato nel 2014, portato in istruttoria a fine 2017 e iniziato poco dopo. I lavori, sotto il controllo dell’architetto Ilaria Cavaggioni, seguono un precedente restauro risalente al 1980.

Questo intervento, che ha avuto un costo imponente di 600 mila euro, ha permesso di intervenire su numerose zone di degrado e deterioramento del vetro. È stato infatti necessario sezionare i punti più danneggiati, rimuoverli e sottoporli ad analisi di laboratorio. Da queste, i restauratori hanno poi potuto decidere se sostituire o rimaneggiare le zone ammalorate.

Un ulteriore intervento ha riguardato la rimozione dei restauri precedenti, eseguiti con materiali non consoni ovvero ammodernando le tecniche di conservazione della preziosa vetrata. L’intero restauro ha poi portato a una necessaria pulitura di tutta l’opera che, in futuro, sarà protetta grazie all’installazione di una controvetrata esterna, che impedirà agli agenti atmosferici di intaccare questo gioiello del primo Cinquecento.

I segreti del Sestiere Castello

 Vetrata Vivarini, finalmente completato il restauro delle finestre preziose di Venezia

A nord-est rispetto a Piazza San Marco e il Canal Grande, il Sestiere Castello è la parte di Venezia dove si conserva in maniera più autentica il carattere tradizionale della Laguna. Dall’Arsenale militare, passando per la Chiesa di San Francesco alla Vigna e l’originale Libreria Acqua Alta, camminare per queste calli spesso strette e tortuose è un vero e proprio esercizio di avventurismo turistico.

A rinfrancare lo spirito, oltre alla bellezza di questi luoghi che spesso anticipano la pompa magna rinascimentale, è anche la presenza di innumerevoli osterie dove concedersi una pausa a base di cicchetti, l’aperitivo made in Venice. Lasciate perdere i bar per turisti a due passi dal Palazzo Ducale, e fatevi un giro tra i vicoli più stretti: troverete dei luoghi accoglienti, frequentati dai veri veneziani. Qui potrete degustare baccalà mantecato e sarde in saor bagnate dal Select Spritz, dove a posto dell’Aperol c’è un liquore tipico della laguna a base di rabarbaro, amarognolo ma decisamente dissetante.

 
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