Vicino Roma c'è la città dei 10 giorni scomparsi: è il posto del calendario che usiamo ancora oggi
Dov’è nato il moderno calendario? Dov’è che il tempo della storia è cambiato definitivamente? Scopriamolo insieme
A due passi da Roma, perfetti per una gita fuori porta e per prendere una sana boccata d’aria, i Castelli Romani, oltre ad essere meta prediletta di svago e villeggiatura, sfornano un primato dopo l’altro: dalla porchetta IGP al buon vino, passando per il manoscritto più misterioso del mondo e l’unica abbazia greca in Italia, fino ad arrivare al protagonista di questo articolo: Monte Porzio Catone, la città del calendario gregoriano. Quale migliore occasione, allora, per fare due passi nel tempo, e, soprattutto, andare a capire cosa è successo e cosa è cambiato, il 15 ottobre del 1582 a Monte Porzio Catone.
Il calendario giuliano e l’anno solare
Tutto ha inizio un po’ prima del 15 ottobre, per la precisione, il 24 febbraio del 1582. Fino a quell’anno – 1582 –, il calcolo degli anni aveva seguito il calendario giuliano, interamente basato sul ciclo delle stagioni; promulgato nel 46 a. C. per iniziativa di Giulio Cesare, il quale si era avvalso dei calcoli dell’astronomo greco Sosigene di Alessandria, il calendario giuliano era rimasto in vigore per più di 1500 anni, un vero e proprio successo senza precedenti, considerando che aveva attraversato l’età romana repubblicana e imperiale, il medioevo e l’inizio dell’età moderna. Eppure, alla lunga, ci si era resi conto che nel calendario giuliano c’era qualcosa che non aveva funzionato perfettamente, come aveva immaginato Cesare. Il problemaeraall’apparenza insignificante, e tuttavia, con il passare dei secoli, aveva generato un lento disallineamento fra i giorni e il ciclo delle stagioni. La durata media dell’anno considerata nel calendario giuliano era infatti di 365,25 giorni – il 25 sta a indicare un quarto di giorno in più –, un calcolo quasi perfetto, che, però, ogni anno sforava di circa 11 minuti rispetto alla reale durata dell’anno solare, di 365,2422 giorni. Il risultato? Intorno alle metà del XVI secolo, a quasi 1600 anni dalla promulgazione del calendario giuliano, gli astrologi si erano accorti che, se sommati anno dopo anno, quegli 11 minuti avevano causato uno sfasamento di circa 10 giorni rispetto al ciclo delle stagioni; per l’esattezza, 1 giorno ogni 128 anni. Nello specifico, ilproblemaprincipale si poneva con l’equinozio di primavera, che, fissato al 25 marzo nel calendario giuliano, con il passare dei secoli aveva causato una forte discrepanza fra la data scelta per l’equinozio e il reale ciclo stagionale: il totale dello sfasamento era di circa 10 giorni. Bene, una volta individuato il problema, come risolvere?
Monteporzio, città del calendario gregoriano
La decisione di risolvere una volta per tutte il problema venne da parte di papa Gregorio XIII, al secolo Ugo Boncompagni, fra i pontefici più importanti, colti e di carattere dell’età moderna. L’astronomo di riferimento, attraverso le cui misurazioni, pubblicate nel 1543, si sarebbe basata l’ideazione del nuovo calendario, era stato nientedimeno che Niccolò Copernico, fra gli scienziati più celebri e geniali del suo tempo; d’altronde, nel suo principio, la Teoria copernicana è valida ancora oggi. Siamo dunque arrivati al 24 febbraio del 1582: attraverso la bolla “inter gravissimas”, cioè, “fra le cose più gravi, più importanti”, Gregorio XIII decreta l’introduzione del nuovo calendario, quello gregoriano, che, in parecchie parti d’Europa, andrà a sostituirequellogiuliano. La sede in cui fu emanata la bolla “inter gravissimas” è Villa Mondragone, a Monte Porzio Catone per l’appunto – una delle sontuose 12 Ville Tuscolane –, allora facente parte della diocesi di Frascati e residenza abituale del papa.
In sostanza, però, come venne risolto il problema dello sfasamento temporale? Si pensò a diverse soluzioni, ma, in ultimo, fu stabilito che al giorno 4 ottobre 1582 dovesse seguire direttamente il giorno 15 ottobre, un'operazione che, di fatto, cancellò dieci giorni dal calendario. A quasi 500 anni dalla sua introduzione, il calendario gregoriano risulta essere tuttora il più diffuso nella maggior parte del mondo, e, tuttavia, non l’unico in vigore. Il calendario giuliano, infatti, non è assolutamente scomparso, sebbene la sua diffusione, a partire dal 1582, si sia notevolmente ridotta; possiamo anzi dire che la sostituzione con quello gregoriano è tutt’ora in corso. Ad oggi, resta in uso principalmente come calendario liturgico, nella Chiesa ortodossa russa,macedone,serba e di Gerusalemme. Ad uso civile, invece, il calendario che maggiormente si può accostare al c. giuliano è quello in uso nello stato d’Etiopia, il cui il calendario copto presenta parecchie somiglianze con l’antico calendario giuliano.
