Nido dell'aquila Salisburgo, la fortezza dal passato oscuro
La casa sul monte di Hitler ed Eva Braun oggi è un ristorante che domina la valle, in un paesaggio alpino mozzafiato.
Il Nido dell'Aquila HaniPhoto - Shutterstock.com
Ci sono luoghi che rimangono per sempre ancorati al loro passato, ai percorsi della Storia da cui sono emersi. E il Nido dell’Aquila, fortezza dal passato oscuro simbolo del Terzo Reich, è forse uno dei più emblematici in questo senso.
Oggi è un ristorante con vista, anzi, con un panorama mozzafiato, sopra il villaggio di Obersalzberg, immerso nei monti delle Alpi bavaresi.
Una volta questo rifugio a pochi chilometri da Salisburgo era però la casa vacanze preferita da Adolf Hitler, Eva Braun e i loro amici. Una sorta di casa vacanza in cui, per più di un decennio, i capi del nazismo si sono riuniti trascorrendo periodi di relax tra una mossa politica e l’altra.
Il rifugio-bunker con vista Alpi
Sembra incredibile che questo rifugio-bunker sia stato, originariamente, il ritrovo dei gerarchi del partito nazista eppure ha fatto parte della storia del partito così come di quella della politica mondiale. Ma, vista la sua posizione e la relativa inaccessibilità, Hitler lo amava particolarmente.
Ricevuto in dono per il suo cinquantesimo compleanno nel 1938, alla ristrutturazione del rifugio venne associata anche la costruzione della strada di 7 chilometri che si deve percorrere per arrivare a un tunnel scavato nella roccia. Alla fine del tunnel, dopo 124 metri, si arriva a un ascensore: è una delle attrazioni che, ancora oggi, attira migliaia di turisti al Nido dell’aquila.
Sulla cima del monte Kehlstein, a 1834 metri, si erge la struttura: costo totale dell’intera operazione di restauro, circa 30 milioni di marchi tedeschi di allora, un tripudio di materiali e mobili pregiati di inestimabile valore.
Lo chalet immerso tra i monti
Il nome ufficiale dello chalet è Kehlsteinhaus: dalle sue incredibili balconate si ha una vista sul lago Königssee e sul Watzmann, la seconda cima più alta della Germania.
I documenti ufficiali non riportano un particolare attaccamento di Hitler al luogo, mentre raccontano della sua casa nel complesso di Berghof, in cui si è recato parecchie volte negli anni, fino alla sua distruzione alla fine della II Guerra Mondiale. L’aria troppo rarefatta e l’isolamento non rendevano questo luogo ideale per Hitler e il suo seguito.
Il Nido dell’Aquila è stato risparmiato dai bombardamenti e ancora racconta la storia di quel periodo. Un passato oscuro e difficile ma importante da ricordare.
Come arrivare al Nido dell’Aquila
Vista la difficoltà di raggiungere la fortezza con mezzi propri (la strada che conduce in cima è troppo stretta) il Nido dell’Aquila si può raggiungere tramite un servizio navetta che è in funzione da maggio a ottobre. Si parte dal centro Obersalzberg dove c’è anche un parcheggio per l’auto e si sale, in 15 minuti, fino al tunnel.

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