A Mostar il ponte che divide e non unisce: il gioiello patrimonio dell’Unesco
Quattro secoli di storia tra distruzioni e ricostruzioni con il sogno vano di unire due parti della città abitate da etnie diverse
Ponte Vecchio Nightman1965 Shutterstock Nightman1965 - Shutterstock
Siamo nel sud della Bosnia ed Erzegovina nella città di Mostar, il protagonista è il suo ponte vecchio, lo ‘Stari Most’, che oltre ad essere un testimone della storia di questo territorio, è diventato, suo malgrado, un simbolo di divisione contro ogni metafora architettonica.
Contrasti e divisioni, questo si porta dietro il ponte ottomano di Mostar dopo il suo crollo avvenuto il 9 novembre 1993 durante la guerra di Bosnia, distrutto dalle granate delle truppe croate.
Soltanto quattro anni prima era stato il muro di Berlino a cadere segnando l’inizio di una nuova era per la società europea, senza più barriere: peccato che qui a Mostar, pur non essendoci muri, erano i ponti ad essere distrutti.
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Il Ponte di Mostar, il simbolo dell’identità multiculturale bosniaca da distruggere
Prima delle guerre jugoslave, la città di Mostar si divideva, in modo pacifico, tra bosniaci cristiani e slavi musulmani: lo Stari Most univa le due parti dell’abitato e le due etnie. Tutto finisce con l’arrivo dei conflitti e ancora oggi, nonostante il ponte sia tornato in piedi, i due distretti – croati e musulmani - non hanno mai fatto pace e vivono distanziati.
E pensare che proprio il termine Mostar deriva dalla parola ‘most’ che significa ponte.
Fu costruito tra il 1557 e il 1566 dall’architetto Hajruddin e resistette a ogni genere di calamità fino al drammatico 1993: due torri ai lati e un’unica campata larga quattro metri e lunga trenta con 456 blocchi di pietra bianca.
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L’impegno dell’Unesco nella ricostruzione del Ponte di Mostar
Soltanto quattro mesi dopo il crollo del ponte, l’Unesco si era già attivata per ricostruirlo. Il progetto iniziò nel giugno 2001 grazie anche al contributo della Banca Mondiale e di cinque paesi donatori (l’Italia tra questi) e vide il suo completamento nell’aprile del 2004: costo totale 15,4 milioni di dollari.
Per la ricostruzione è stato utilizzato materiale locale – pietra ‘Tenelija’ e ‘Bretcha’ – reperito nelle cave vicine e lavorato secondo metodi tradizionali.
Il 23 luglio 2004 il Ponte vecchio di Mostar è stato inaugurato davanti a dieci capi di stato e alla presenza del direttore dell’Unesco.
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