Indubbiamente la Francia è una terra bella ed interessante, ricca di storia, di tradizioni e di bellezze artistiche e naturali come poche in Europa. La Francia del Sud, in particolare, mi ha sempre molto affascinato, forse anche per il carattere
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Vedi tutto più mediterraneo dei suoi abitanti e per le splendide giornate di sole che rendono ogni particolare più vivo e luminoso.
Oltre alla famosa Provenza, vi invito a scoprire un’altra regione, ancora più a ovest, veramente bella e che ha da offrire ai suoi visitatori ogni genere di attrattive: la Languedoc-Roussillon.
La Languedoc, nei secoli, ha conservato intatto il suo fascino (basti pensare alla fantastica cittadina di Carcassonne) e la bellezza della sua natura varia e per questo fruibile da tutti.
La Languedoc infatti, inizia ad est con le ultime propaggini della Camargue e l’antico borgo medievale di Aigues Mortes per distendersi verso ovest in duecento chilometri di costa che alterna a grandi spiagge (in tutto 42, la più bella, lunga e selvaggia è senz’altro l’Espiguette, la più famosa è quella nudista di Cap d’Agde) e stazioni balneari note come Argeles (da non perdere la spiaggia di Argeles nord circondata da un parco fiorito e da una pineta e con vista spettacolare sui Pirenei) e Port Leucate, i caratteristici tratti rocciosi della Cote Vermeille, a sud di Perpignan dove i Pirenei incontrano il mare, e i tipici paesaggi lagunari. Particolarissima è la spiaggia di La Franqui, bagnata dal Mediterraneo su un lato e dalla laguna dall’altro e sempre battuta da un forte vento che ne fa un paradiso per i surfisti, come d’altronde la splendida e vicina spiaggia di Leucate.
Sfuggite, invece, mi raccomando, da cittadine come Carnon, Palavas, St Pierre e Canet che purtroppo non sono tra le più belle della zona, a causa della brutta speculazione edilizia che le ha danneggiate.
Nell’entroterra, rivive il passato nei dolmen, nei menhir e nelle vestigia romane (ricordiamo l’acquedotto romano con l’antico Ponte du Gard, patrimonio dell’Umanità secondo l’Unesco) e medievali (oltre a Carcassonne bisogna ricordare la splendida Narbonne con la cattedrale visibile persino dall’autostrada e Mende, arroccata con la sua cattedrale sopra il Parco nazionale des Cevennes), ed in città ricche di storia come Montpellier, la sua città più importante e tra le più giovani e dinamiche di tutto il paese, Nimes con la sua eredità romana e le sue fabbriche dove Levi Strauss produsse i primi jeans e Perpignan, vicinissima alla Spagna ed antica capitale del Regno di Maiorca.
In queste terre sono state combattute molte guerre tra francesi e spagnoli, soprattutto nel medioevo quando i vari signorotti locali si univano a questa o quella monarchia in lotta più che altro per difendere i propri interessi ed i propri beni. La Languedoc fu nel basso medioevo centro dell’eresia catara che si contrapponeva ad una chiesa di Roma ritenuta troppo libertina e troppo avida di potere e ricchezze e per questo visse innumerevoli assedi alle proprie cittadine ed ai propri castelli (alcuni ricostruiti ed ancora visitabili, altri purtroppo in rovina) e vide molti suoi abitanti morire sul rogo. Fu anche, con la creazione di Aigues Mortes da parte di Luigi IX, la base da dove salparono i crociati per la Terra Santa, e, ospita quattro siti dichiarati patrimonio dell’Umanità dall’Unesco tra i quali il cammino di San Giacomo da Compostela.
A sud di questa regione poi, che confina anche con il Principato di Andorra, inizia la catena dei Pirenei orientali con i suoi verdi pendii dove giocare a golf, e poi, più in alto, le sue stazioni sciistiche, i suoi laghi ed i suoi deliziosi paesini. Da non perdere la possibilità di navigare sul Canal du Midi (addirittura si affittano house-boat per le vacanze), canale artificiale che attraversa la regione tra Tolosa e Sete, creata appositamente quale suo sbocco (e poi celebrata da scrittori come Paul Valery che vi nacque).
Insomma, è un posto davvero splendido da visitare, anche per la sua gastronomia.
I vigneti, coltivati originariamente dai greci e poi sviluppati da romani, si estendono dalla riva destra del Rodano sino ai Pirenei e poi giù, fin sulle rive del Mediterraneo e producono 40 tipologie di vini AOC, rossi, rosati, bianchi frizzanti e moscati, (ottimi quelli del Minervois), una produzione che è la seconda di tutta la Francia. Qui, si incrociano le varie influenze culinarie dell’Occitania, della Catalogna, della Provenza, ma il piatto principe è tipico del sud ovest della Francia: la Cassoulet, una pietanza saporita e molto nutriente, a base di fagioli bianchi, di salsicce e cotiche di maiale, di confit d’oca e lardo.
Originaria dell’area dell’Aude e di Castelnaudary in particolare, la sua ricetta risale, secondo la leggenda, alla guerra dei cent’anni (1337-1453) quando si mescolarono insieme tutte le riserve di cibo disponibili per nutrire i soldati che, rinvigoriti da tanta sostanza ricacciarono gli inglesi fin oltre i confini, fermandosi solo davanti al canale della Manica.
A proposito di Manica, devo dire che, purtroppo, pur avendo diversi aeroporti (Nimes, Carcassonne, Perpignan, Montpellier), la Languedoc è facilmente raggiungibile da molte città inglesi grazie alla Ryan Air ma da nessuna città italiana. Se proprio volete andare in aereo non vi resta che atterrare (sempre con la Ryan Air) a Girona che è in Spagna ma a solo un'ottantina di chilometri dal confine, e poi, chiaramente, affittare una macchina. Noi persolamente, la macchina ce la portiamo da casa.
Comunque sia, per il tempo di un breve week end e, se potete, anche più a lungo, la Languedoc merita veramente di essere scoperta.
Che delusione vedere come vengono restaurati i monumenti romani!! Diventano un misto di nuovo e vecchio che non mi piace, viene rifatto come se fosse di ieri. Stessa cosa ad Arles! Meno male che da noi certi orrori non si
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Vedi tutto fanno. Meglio meno restauro ma deve essere mantenuta la immagine e la classe dei monumenti antichi.
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