Taj Mahal, il monumento più romantico al mondo
L’antica sepoltura della moglie del Gran Mogol fu costruita nel Seicento, ed è un esempio perfetto dell’arte islamica in India
Taj Mahal Seb c'est bien - Shutterstock.com
Può una tomba essere bellissima? Se parliamo del Taj Mahal, la risposta è certamente sì.
L'hanno definito il monumento più romantico al mondo. In fondo cosa spingerebbe un uomo a organizzare un lavoro lungo 22 anni, coinvolgendo 20mila persone, per costruire un mausoleo funebre se non il profondo amore per la propria moglie?
Quasi quattro secoli dopo, questo trionfo sfarzoso di stile, gioielli, marmi e fontane è un luogo che invita alla riflessione sui sentimenti, ma anche ad approfondire il contesto storico e culturale nel quale è nato. Non una meta "mordi e fuggi", ma un'attrazione che meriterebbe un piccolo approfondimento in più.
Proviamo a farlo insieme.
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La storia di Shah Jahan e Mumtaz Mahal
Shah Jahan era il Gran Mogol dell'Impero Moghul, ovvero l'imperatore della grande dinastia musulmana che controllò le attuali India, Pakistan, Afghanistan, Tagikistan e Bangladesh dal 1526 al 1858.
Fortemente innamorato della moglie Mumtaz Mahal, le fece quattro promesse in vita. Alla sua morte, durante il parto del 14° figlio, dovette esaudirne una: darle una sepoltura degna di lei e del loro amore reciproco.
Decidette così di impiegare un grande terreno ad Agra, non lontano dalla residenza reale, dove sarebbe nato il Taj Mahal. Non una semplice tomba, ma un vero e proprio mausoleo nel quale ospitare le spoglie di Mumtaz, includendo anche diversi edifici tipici della fede islamica, tra i quali una moschea, lo jawab e vari minareti. Questi ultimi, similmente ai campanili cristiani, sono usati per richiamare i fedeli alla preghiera rituale.
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I numeri del Taj Mahal
La costruzione del mausoleo di Agra iniziarono nel 1632 e si completarono solo nel 1654. A lavorarci furono ben ventimila persone, tra semplici operai, artisti, architetti provenienti dall'Europa e dall'Asia, compreso l'artista italiano Geronimo Veroneo.
Pare che i lavori furono condotti da Ustad Ahmad Lahauri e da Ustad Isa, ma non vi è certezza. Si sa però con certezza che il trasporto dei materiali venne affidato alla forza di elefanti e bufali (circa mille) e che si usarono decine di materiali diversi, dal cristallino cinese agli zaffiri dello Sri Lanka.
Di pietre preziose ve ne sono circa 28 tipi, per un valore di quasi 1 miliardo di euro, secondo le stime. Eppure, per molto tempo l'edificio fu lasciato in quasi totale abbandono, depredato e danneggiato a più riprese per sottrarne i materiali, soprattutto il prezioso marmo.
Il restauro del Taj Mahal è avvenuto tra il 1899 e il 1908, e ha riportato l'edificio agli antichi splendori. L'intera struttura copre una superficie di 580x300 metri ed è circondata da patii, mentre un fiume ne cinge la parte settentrionale.
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Cosa vedere al Taj Mahal
Una foto e via? No, grazie. Il Taj Mahal è un edificio che ha numerosi elementi, tra questi:
- il portone, o Darwaza;
- il giardino, o Bageecha;
- la moschea, o Masjid;
- la casa degli ospiti, o Mihman khana/jawab;
- il Mausoleo vero e proprio, ovvero la sepoltura di Mumtaz, davanti al fiume e al lato della moschea.
Il solo giardino si estende per novantamila metri quadrati, ha una forma quadrangolare con quattro aree suddivise in ulteriori quattro aree ciascuna, secondo l'antico uso dello charbagh.
La Moschea è l'edificio con le tre cupole facilmente visibile da ogni angolo della struttura, mentre il mausoleo raggiunge i 68 metri d'altezza, includendo un ulteriore basamento alto 7 metri e circondato da 4 minareti.
Lo stesso Shah Jahan è ospitato nell'edificio, in un cenotafio speculare a quello dedicato alla moglie. Lo sfarzo delle decorazioni, l'uso di simbolismi della religione islamica e non solo, l'enorme ricorso a portali, nicchie e cupole fa di questo monumento di Agra uno dei massimi esempi dell'arte araba nel subcontinente indiano. Oltre che, vale la pena ricordarlo, un pegno d'amore che emoziona e incanta.
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