E’ notte e stiamo tornando per l’ultima volta all’hotel di Ubud in cui soggiorniamo da una settimana. Attraversando la Monkey Forest abbiamo visto una grande attività attorno al tempio, particolarmente oggi pomeriggio, quando ci siamo trovati davanti anche un corteo
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Vedi tutto che trasportava un maiale vivo. Siamo un po’ tristi, lasciare Bali e la sua gente ci porta un po’ di malinconia, ma il viaggio non è ancora finito e quindi ci consoliamo con l’aspettativa per le prossime mete.
La Monkey Forest stanotte non è silenziosa come al solito, di sentono musiche e canti e svoltato l’angolo ci accorgiamo di essere capitati nel cuore di una festa. Chiediamo in giro e ci informano che si tratta del compleanno del tempio, una delle feste più sentite dagli abitanti di Ubud. Fuori dal tempio bancarelle di dolciumi, giocatori di azzardo, banchetti dove si mangia il celebre maialino di Bali. Chiediamo se possiamo entrare nel tempio e ci dicono di sì, a patto di indossare i sarong tradizionali.
Siamo in tutto sei turisti in mezzo a centinaia di balinesi, per una volta la proporzione all’interno di un tempio si inverte. L’atmosfera è veramente magica, ed i vari contrasti di quest’isola si compongono di nuovo in un affresco difficile da descrivere. Da un lato un gruppo di attori in maschera recita l’eterna lotta tra il bene ed il male, accompagnata dai tradizionali suonatori di gamelan, dall’altra le famose offerte votive di Bali, elaboratissime, fatte da strati e strati di fiori, frutta, decori vari, centinaia di persone in preghiera e giovani ragazzi in abiti tradizionali, che si messaggiano con cellulari ultimo modello. Restiamo per lungo tempo ad osservare, rapiti dall’ultimo regalo che quest’isola ha voluto farci, un regalo, spero, di arrivederci.
Sempre belli da vedere i pura anche se a pagamento, le cerimonie soprattutto nelle strade sono mollo belle, anche se mio avviso i giovani balinesi che trasportano le grandi sculture si divertono a fotografarsi con il cellulare!
Voto complessivo