Stop the wall a Gaza
Itinerari ed escursioni a Gaza: Stop the wall
Overview
Il 9 novembre del 1989 i tedeschi dell’Est abbatterono il Muro di Berlino, convinti con quel gesto liberatorio di cancellare dalla storia l’incubo di barriere alzate da uomini per separare altri uomini tra loro. Venti anni dopo, ci viene il dubbio che si sia trattato soltanto del restyling pubblicitario di un sorpassato prodotto, sostituito con altri all’avanguardia in zone più cool del mondo: il confine tra Messico e Stati Uniti, le enclavi di Ceuta e Melilla nel Marocco spagnolo, la Palestina.
Israele ha iniziato la costruzione del suo muro nell’estate del 2002, durante la seconda Intifada. Nonostante nel 2004 l’ONU dichiarasse la sua illegalità, la barriera corre indisturbata lungo tutta la frontiera con la Cisgiordania: la regione che, insieme alla Striscia di Gaza, costituisce i Territori Palestinesi. Dal 7 al 16 novembre 2009, mentre i media festeggiano l’anniversario della caduta del Berliner Mauer, in tutto il mondo una moltitudine più realista di pacifisti manifesta per il settimo anno contro i nuovi Muri dell’Apartheid.
Step 1: Il Muro della Vergogna
L’Israeli West Bank barrier (www.securityfence.mod.gov.il) è un sistema lungo 730 km di reti di filo spinato, trincee, torri di controllo e porte elettroniche, realizzato con lo scopo ufficiale d'impedire l’intrusione di terroristi palestinesi nel territorio israeliano. Non rispettando i limiti della Green Line, secondo gli accordi del 1967, il muro penetra all’interno dei Territori Palestinesi, isolando numerosi villaggi.
La campagna contro l’Israeli West Bank barrier è stata avviata nel 2002 dai 21 membri della PENGON (www.pengon.org), una rete di ONG palestinesi attive nei Territori. Il sito ufficiale (www.stopthewall.org) ci informa sulle mobilitazioni organizzate, da Buenos Aires a San Francisco, nel 2009. In Cisgiordania, il 6 e il 13 novembre, l’appuntamento dei pacifisti è atteso a Ni’lin e Bil’in, per manifestare presso le sezioni prefabbricate del muro, alto qui sei metri, che ricordano le lastre di cemento a forma di T rovesciata di quello tedesco, alto la metà. Il 9 novembre, presso al Ma’sara, il programma prevede di abbattere un’effige del Muro di Berlino. Il 14 un’altra manifestazione a Kufr Labad (Tulkarem); il 16 la conclusione con una festa a Burin (Nablus). Lo slogan: “La loro altezza non conta, tutti i muri cadono”.
Step 2: La Striscia di Gaza
La Striscia di Gaza, una stretta e sovrappopolata regione costiera, si trova al confine con l’Egitto. Non è sempre stata isolata come oggi: abitata fin dal 3000 a.C., in epoca antica intratteneva proficui rapporti con Roma, Atene e Cartagine. Se riteniamo di avere delle ottime ragioni, possiamo provare a entrare nel territorio di Gaza, ridotto anche nel nome al marchio infamante di Striscia, passando dal checkpoint israeliano di Erez, dove chiediamo il permesso di ingresso riempiendo un modulo, che presentiamo al Foreign Relations Office presso il Coordination & Liaison Administration del passo. L‘alternativa è il valico di Rafah, ai confini con l’Egitto, quasi impenetrabile dal giugno 2007. Stiamo attenti: le infrastrutture sono fortemente danneggiate, l’assistenza medica non è garantita, l'esercito israeliano può chiudere senza preavviso le zone di transito. Siamo agghiacciati dal “turismo di guerra”: ci raccontano di un pubblico morboso, ostentante binocoli e fotocamere digitali, che viene a vedere gli effetti degli ultimi bombardamenti, durati 22 giorni tra dicembre 2008 e gennaio 2009.
Nel primo anniversario dell'assalto, attivisti di tutto il mondo tenteranno di rompere l'assedio per organizzare all’interno di Gaza manifestazioni pacifiste, ispirate alla nonviolenza teorizzata da Gandhi e da Mandela, che culmineranno con la Gaza Freedom March (www.gazafreedommarch.org) il 31 dicembre 2009. Marciando al fianco della popolazione locale, i manifestanti esorteranno la comunità internazionale ad attivarsi per rompere il blocco che impedisce un libero e umano sviluppo alla città, chiedendo anche all’Egitto di riaprire ufficialmente la frontiera di Rafah.
Step 3: La Cisgiordania
Anche per entrare in Cisgiordania, che confina a est con la Giordania, dobbiamo attraversare checkpoint israeliani, spesso a piedi e dopo un’accurata perquisizione. Betlemme, Gerico, Ramallah e Gerusalemme Est, le città più turistiche, sono anche le più sicure. È necessario prendere delle precauzioni: ci facciamo accompagnare da un esperto del luogo, ci atteniamo alle disposizioni delle autorità locali, evitiamo di viaggiare dopo il tramonto e, a Gerusalemme, prestiamo più attenzione durante i giorni di festa. Inquietante la città agricola di Qualqilya, dove la metà delle terre coltivate sono state annesse dal Muro. Non è celeste Gerusalemme, se divisa in due: nel centro urbano la barriera è costituita da un muro alto 8 metri, che serpeggia lungo i quartieri arabi, relegati a est, e all'altezza del confine con Betlemme, attraversando i quartieri di Abū Dis e di Azariyye.
Il graffitaro inglese Banksy, campione della guerrilla art, a partire dal 2005 ha eseguito sul muro disegni e stencil libertari, creando con la tecnica del trompe l'oeil l’illusione di paesaggi tropicali e spazi infiniti con bambini che giocano spensierati. Nel giugno 2006, a Roger Waters dei Pink Floyd è bastato scrivere sulla barriera "Tear down the wall", una frase simbolo della sua "Another brick in the wall". Grazie ad una ONG olandese (www.sendamessage.nl), il 9 dicembre 2007 è partita l'iniziativa Send a message, tramite la quale, attraverso internet, si può inviare un messaggio che alcuni artisti palestinesi scriveranno con lo spray sul muro. L’operazione, approvata sia dell'ANP che dal governo israeliano, servirà a finanziare attività sociali in Cisgiordania. Meglio che comprare frammenti del Muro di Berlino, con presunta garanzia di autenticità, al museo tedesco della Haus am Checkpoint Charlie, sperando che in futuro anche i palestinesi potranno vendere simili souvenir.
Livello di difficoltà: 1 2 3 4 5
Documenti e valuta: fino a 90 giorni di permanenza, non è necessario il visto. Non si può arrivare nei Territori Palestinesi senza transitare per frontiere israeliane; dopo essere entrati in Cisgiordania o nella Striscia di Gaza, è tuttavia possibile avere problemi a visitare Israele.
Durata: le manifestazioni indette da Stop The Wall durano una settimana.
Quando andare: nel 2009, la settima settimana internazionale contro i Muri dell’Apartheid si svolge dal 7 al 16 novembre. Il 31 dicembre 2009 è in programma la prima Gaza Freedom March.
Come arrivare: Gerusalemme dista 65 km dal Ben Gurion International Airport di Tel Aviv. Accediamo alla Cisgiordania dal checkpoint di Gerusalemme Est e alla Striscia di Gaza, se possibile, dal valico di Erez.
Fotografia e video: teniamo a mente le dure parole del fotoreporter statunitense James Nachtwey: “Per me la forza della fotografia sta nella sua capacità di evocare un senso di umanità. Se la guerra è un tentativo di negare l’umanità, allora la fotografia può essere concepita come l’opposto della guerra e, se usata bene, può essere un ingrediente potente nell’antidoto alla guerra”.
Letture, film, volontariato: "Il Muro" di Simone Bitton è un documentario del 2004 sull’innalzamento della barriera. Il libro-reportage "Gaza, restiamo umani", dell’attivista italiano Vittorio Arrigoni, è una cronaca in diretta dell’operazione Piombo Fuso, che ha sconvolto Gaza tra dicembre 2008 e gennaio 2009. "Una storia di amore e di tenebra" di Amos Oz, un’autobiografia del grande scrittore che ci illumina sulle vicende storiche dello stato di Israele. Toccanti le melodie del gruppo di world music di origine palestinese Radiodervish. Emergency (www.emergency.it) è un associazione indipendente che offre assistenza medico-chirurgica gratuita alle vittime delle guerre; nel 2004 ha lavorato all’ospedale pubblico di Jenin, in Cisgiordania.
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