Ponte di Cecco a Ascoli Piceno
Informazioni su Ponte di Cecco a Ascoli Piceno: indirizzo, orari di apertura, numeri di telefono e altro
Hari Seldon Attribution-NonCommercial-NoDerivs (http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/) Hari Seldon - Attribution-NonCommercial-NoDerivs (http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/)
Il Ponte di Cecco è il ponte più antico della città di Ascoli Piceno che, attraversando il torrente Castellano, conduce al forte Malatesta (un’altra importante testimonianza storico-architettonica delle Marche).
Realizzato in travertino come gran parte degli edifici della città, si mostra come un capolavoro bianchissimo che cromaticamente contrasta – seppur in perfetta armonia – con il verde circostante in cui è inserito. Con la sua struttura a due arcate, una lunghezza di 43 metri e una larghezza di poco più di 5, è caratterizzato da una sagoma sottile ed elegante che rispecchia i canoni stilistici dell’epoca della sua prima costruzione e, posto a circa 25 metri sopra il livello delle acque, consente di passeggiare avendo una vista privilegiata sul torrente che attraversa.
La costruzione originaria del Ponte di Cecco risale all’epoca Romana: fu il primo ponte in muratura della città e aveva una fondamentale funzione di collegamento lungo l’antica Via Salaria, oltre che un compito strategico e di protezione per la vecchia Asculum. Distrutto nel corso della seconda guerra mondiale, il Ponte di Cecco così come lo si vede oggi è frutto di lavori di restauro avvenuti nel corso degli anni Sessanta, che hanno tentato di ripristinarne l’impianto originale nel modo più fedele possibile.
Oltre ad essere un passaggio ‘obbligato’ per raggiungere il forte Malatesta, il Ponte di Cecco è spesso ammirato dai turisti per le leggende che lo vedono protagonista. Qualcuno afferma che il nome Ponte di Cecco derivi dal poeta Cecco d’Ascoli, figura storica controversa e misteriosa, che avrebbe costruito il ponte in una sola notte grazie all’intervento del diavolo; è questa la leggenda più accreditata dalla tradizione popolare, ed è anche quella che esercita sui visitatori un fascino sempre crescente.
Passeggiando lungo il Ponte di Cecco, circa a metà del percorso è consigliabile fare una sosta presso la cosiddetta casetta del dazio, una costruzione a forma di capsula che veniva usata come cardine dell’antica porta d’ingresso della città.

Voto complessivo