Note sulla chiesa parrocchiale di Camisano dedicata a San Giovanni Battista, di Mauro Livraga.
"La fondazione della chiesa può essere fatta risalire alla seconda metà del X secolo.
Nei documenti di quel periodo è citata una "basilica" dedicata a
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Vedi tutto S. Pietro. Secondo Angelo Aschedamini, la chiesa originaria fu trasformata più volte, tanto da cambiare dedicazione: da San Pietro a San Giovanni Battista decollato. Come tale è infatti citata in un documento della prima metà del XIV secolo.
È stata citata come chiesa parrocchiale per la prima volta nella visita apostolica Regazzoni del 1583. Non si trova negli archivi documentazione che provi le trasformazioni successive, anche se sappiamo che l'abside della chiesa precedente, situata sotto l'attuale pavimento del presbiterio dietro l'altare maggiore, era più piccola dell'attuale.
Probabilmente la demolizione della chiesa antica, per far posto alla nuova, avvenne nell'ultimo quindicennio del XVI secolo, come segnalato dall'attuale portale, che nella trabeazione ha inciso l'anno MDLXXXVIIII (1589).
Nel corso del XIX secolo furono realizzati vari interventi che mutarono radicalmente il volto della chiesa. Per averne un'idea, immaginiamocialla fine del Settecento, come descritta nella visita pastorale del vescovo Griffoni: era costituita da un'aula unica con cappella laterale sinistra vicino al presbiterio dedicata alla Beata Vergine, probabilmente di fondazione seicentesca, salvo diverse attribuzioni da parte degli storici dell'arte, tetto di legno a capanna. Nel 1810 venne rifatto il pavimento, sostituendolo con l'attuale in cotto; in quell'occasione vennero chiuse tutte le tombe che si trovavano in chiesa; furono costruite tre cappelle, il fonte battesimale e tre nicchie sulle pareti laterali per la collocazione di statue.
La costruzione delle cappelle laterali e del battistero cambiò l'organizzazione interna dell'edificio. Ma i cambiamenti non si fermarono qui: nell'estate del 1872 l'ingegnere Sormani di Milano firmava il progetto per la "voltatura" a canne del tetto, per nascondere quello a capanna. Successivamente fu realizzata la nuova decorazione della chiesa con l'introduzione delle stazioni della Via Crucis. La costruzione della cantoria e del nuovo organo, del coro ligneo e dei pulpiti per la predicazione (due) compirono l'opera di trasformazione radicale, interna, della chiesa, mentre rimaneva immutato il perimetro esterno, salvo per lo sfondamento parziale delle pareti laterali per far posto, come si è già detto, alle tre cappelle e al battistero.
Interventi, anche se di scarso rilievo, furono realizzati anche nel corso dei primi decenni del Novecento, come l'aggiunta del tempietto sopra il tabernacolo dell'altare maggiore, nel 1910. La chiesa è stata sottoposta a rimaneggiamenti negli anni Settanta del secolo scorso, durante i quali sono state demolite le cappelle e chiuse le nicchie.
Recentemente, a partire dal 1990, le opere precedentemente distrutte sono state ricostruite. Nulla si sa della costruzione e di eventuali restauri del campanile. Anche l'oratorio pubblico della Beata Vergine della Neve è stato sottoposto nel 1858 a opere di restauro: è stata demolita la loggia interna di legno, per permettere il rialzamento della porta d'ingresso. La loggia risultava essere "... disdicevole all'ordine dell'oratorio ... e pregiudizievole alla sua salubrità [...]", come relazionava alla Curia l'ingegnere Luigi Re, al quale era stata richiesta una perizia sui lavori".
Sulle pareti del presbiterio si possono ammirare due quadri di grande qualità: La decollazione di San Giovanni Battista di Carlo Caliari (figlio del Veronese) e un'Ultima Cena di Vittoriano Urbino, tra i più noti pittori del Cinquecento cremasco.
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