E' arduo interpretare ed illustrare le idee degli Antichi con un linguaggio moderno e razionale. Volendo indagare il senso dei loro miti e culti, con la visione e i concetti del mondo di oggi, non ci si dovrà attendere una
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Vedi tutto risposta univoca. Questo vale anche per il sito dell'Incavallicata, con le sue rocce e le sue grotte, scolpite sicuramente più a scopo sacrale che propagandistico.
Probabilmente nessuno dei monumenti storici di Campana offre tanto materiale per gli appassionati e i ricercatori di storia quanto l'Elefante di Campana e il gigante seduto.
Nei Mass Media abbiamo sentito parlare delle rocce dell'Incavallicata.
Qualche coppia di sposi ha scattato delle foto per il proprio album matrimoniale. Gli anziani raccontano storie di briganti e tesori nascosti o si limitano semplicemente a dire che furono gli "Antichi" a scolpirle, per cercare riparo dalle intemperie. Gli "Antichi" e basta?
Qualcuno che conosceva la storia si era già posto delle domande nei decenni trascorsi, ma fu deriso o non ascoltato dalla gente che sosteneva e sostiene ancora oggi che, si trattasse soltanto di rocce scolpite dal vento e dall'acqua piovana. I tempi non erano ancora maturi. Quell'elefante era sempre lì ad aspettare il giorno del suo riscatto.
Durante un'escursione archeologica nella Sila il cosentino Domenico Canino che ha già partecipato agli scavi di Sibari e Pompei, s'imbatte nell'elefante di Campana. Da allora è diventato il dibattito per tutto il paese.
Perfino i Mass Media s'interessano, dedicandogli delle trasmissioni e articoli non insignificanti e, la roccia è diventata una discreta meta del turismo culturale.
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