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Tra nuraghe e villaggi a Giba  

Informazioni su Tra nuraghe e villaggi a Giba: indirizzo, orari di apertura, numeri di telefono e altro

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Recensioni Tra nuraghe e villaggi

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Giba è situata nel Sulcis, la zona sud-occidentale della Sardegna; il paese sorge al centro di una pianura fertile che ha da sempre favorito le attività agro-pastorali che ancora costituiscono le attività principali del paese. Il comune è formato dai ... Vedi tutto centri abitati di Giba e Villarios. Grazie alla sua posizione favorevole, il territorio venne frequentato dall’uomo sin da epoche neolitiche e nuragiche, e a testimoniarlo restano numerosi reperti archeologici tra cui Domus de Janas, Tombe dei Giganti e numerosi Nuraghe; tra tutti spicca il Nuraghe Meurra, posto ai confini tra Giba, Tratalias e San Giovanni Suergiu, nuraghe complesso con annesso villaggio nuragico, tombe dei giganti e pozzo sacro; a Villarios si può ammirare un altro nuraghe, nei pressi del paese, all’interno del quale venne costruito un fortino durante la seconda guerra mondiale. Molti altri nuraghi sono sparsi nel territorio, prevalentemente monotorre. Alcune tombe, i cui reperti sono stati catalogati ed esposti al Museo Archeologico di Cagliari, testimoniano il passaggio dei fenici, mentre del periodo romano rimangono i resti di una strada, il basamento di un ponte e due ville entrambe con terme, una delle quali denominata Sa Cresiedda. La tradizione attribuisce la fondazione del paese a Genserico, re dei Vandali, nel 500 d.C.; di certo restano le testimonianze dopo l’anno mille, quando la zona venne frequentata dai monaci, in particolare benedettini, che costruirono numerosi monasteri e chiese, tra cui la chiesa di Santa Marta di Villarios, recentemente ristrutturata, e la chiesa di San Giorgio di Tului, della quale restano solo le testimonianze scritte. Nelle campagne è ancora possibile individuare i resti dei monasteri, soprattutto i basamenti, mentre uno è ancora integro all’interno di un cortile privato. In epoca medievale la storia di Giba fu strettamente legata agli eventi dei paesi vicini: nel 1122 il vescovo dovette fuggire da Sant’Antioco, invasa dai pirati musulmani; egli soggiornò per un breve periodo nella chiesa di Santa Maria a Palmas, e in seguito a Tratalias, che diventò sede vescovile, in seguito alla costruzione della chiesa di Santa Maria nel 1213. Nel periodo in cui rimase interdetto il porto di Sant’Antioco venne allestito un porto in località di Porto Botte, il Porto Sulcitanum, dove nel 1323 sbarcò la flotta Aragonese guidata dall’infante Alfonso D’Aragona, che cinse d’assedio Villa di Chiesa e Cagliari Castrum, sconfisse i Pisani e diede inizio al dominio sulla Sardegna durato 400 anni. Nel censimento stilato dagli Aragonesi nel 1323 Giba contava 60 fuochi (famiglie) per un totale di circa 300 abitanti, e nel 1355 Giba inviò i suoi rappresentanti all’assemblea parlamentare convocata dagli Aragonesi a Cagliari. Nel 1503 la sede vescovile venne spostata da Tratalias a Iglesias, e in seguito iniziò un periodo di declino per la zona, del quale ancora non si sa molto; del XVI° secolo resta una torre d’avvistamento spagnola, ancora visibile nei pressi di Villarios, edificata per avvistare eventuali attacchi via mare. Nel 1891 il territorio di Giba venne attraversato da una ferrovia per il trasporto di carbone e distillati del legno che venivano prodotti nella Foresta di Pantaleo (Santadi) dalla società francese “Forges”, nel molo di Porto Botte venivano caricati i velieri che facevano la spola con Marsiglia e Tolone. Giba divenne comune autonomo il 30 Marzo 1928, accorpando i paesi di Villarios, Masainas, Sant’Anna Arresi e Piscinas, i quali divennero gradualmente comuni autonomi tranne Villarios, che risulta tutt’ora frazione di Giba. Meritano una visita il Golfo di Palmas, dove si trova la zona palustre, terza in Sardegna per vastità, dove è possibile avvistare animali come Aironi, Falco di Palude e i Fenicotteri Rosa; la località di Semuras, dove si può ammirare la vegetazione tipica della macchia mediterranea, gli ulivi secolari e i resti di alcuni monasteri; il lago artificiale di Montepranu, dove è possibile praticare la pesca d’acqua dolce e ammirare la bellezza del paesaggio grazie a piacevoli passeggiate nella natura incontaminata, nelle cui vicinanze si trova la zona di Tului, dove anticamente era situato il paese, e dove oltre alla chiesa di San Giorgio si trovava un castello, anch’esso distrutto. La parte più antica del paese, intorno alla chiesa parrocchiale di San Pietro, conserva alcune vecchie case caratteristiche. L’artigianato è diffuso soprattutto a livello familiare; in paese vengono prodotti bellissimi tappeti e arazzi lavorati a mano con gli antichi telai, conosciuti in tutto il mondo, e altri oggetti particolari come cestini lavorati a mano e coltelli. Il patrono è San Pietro, si festeggia il 29 Giugno; la seconda Domenica di Settembre si festeggia la Madonna del Rimedio. Durante i festeggiamenti è possibile ammirare i caratteristici costumi tradizionali, indossati tutt’oggi da molte anziane del paese quotidianamente.
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