Lungo la strada che collega Siena a Massa Marittima, tra i lussureggianti boschi di Valle Buia, si vedono sorprendenti calanchi rossi. Sono le Roste di Boccheggiano, uno dei geositi più significativi del parco archeologico e tecnologico delle colline metallifere.
Derivano dal
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Vedi tutto procedimento di arricchimento del minerale brevettato da Raimondo Conedera. Il minerale di rame, estratto nella vicina Miniera Merse, distante circa 2 km, lavato e frantumato, veniva trasportato su vagoni mediante una ferrovia a scartamento ridotto. Qui veniva accatastato in cumuli e arrostito all’aperto.
L’acqua passata sui cumuli si arricchiva di solfati di rame e di ferro, e successivamente immessa nei forni da cementazione, per un processo elettrochimico, rilasciava il rame puro. Gli scarti di lavorazione venivano accumulati lungo il fiume Merse. Con il tempo la dilavazione delle acque meteoriche ha creato pinnacoli e calanchi, in un insieme unico e suggestivo. Le roste sono state usate spesso come location per servizi fotografici, anche da fotografi di fama.
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