L’età dell’oro
Venezia si rifà il look all’insegna dell’oro
Visto da Venezia, il futuro non è poi così buio. La città più bella del mondo, quella che accoglie – o meglio accoglieva – ogni anno milioni di turisti per ammirarne la sua unicità, decide di ripartire con un’iniziativa all’insegna della luce e dello splendore. Ecco ‘L’età dell’oro’, l’opera luminosa che risplenderà sulle finestre del Museo Correr: un messaggio di speranza nel futuro contro la paura del presente.
L’età dell’oro, l’installazione di Fabrizio Plessi
Una cascata d’oro e di luce e le finestre del Museo Correr a fare da cornice: piazza San Marco ospiterà l’installazione di Fabrizio Plessi fino al 15 novembre 2020 (visibile dalle nove del mattino all’una di notte). Forte l’impatto tra la storicità e la tradizione dei mosaici della Basilica con un’iniziativa artistica che fa della tecnologia la sua essenza, un connubio tra passato e futuro a rendere l’atmosfera magica e primordiale.
“L’oro è il simbolo di Venezia ed è per questo che ho pensato a delle cascate d’oro che sgorgano dalle finestre del Museo Correr – spiega Plessi, antesignano della video arte in Italia – volevo rendere omaggio alla mia città dopo il periodo buio trascorso tra devastazioni dell’acqua alta e poi la pandemia”.
Vent’anni dopo l’artista veneto sceglie nuovamente il salotto di piazza San Marco (‘Waterfire’ la precedente installazione), e lo fa come prologo ad una retrospettiva omonima che si aprirà alla Galleria d’Arte Moderna di Cà Pesaro. Il progetto de ‘L’età dell’oro’ si è ridefinito alla stregua dell’annus horribilis che stiamo vivendo portandosi dietro un carico emotivo non da poco segnato dal sottofondo sonoro di Michael Nyman, autore della trama acustica che accompagna l’opera artistica.
Piazza San Marco diventa quindi un palcoscenico dove storia e tecnologia si fondono per creare qualcosa di unico, un ‘loop’ magmatico ad alta intensità visiva dove ogni singola finestra del Museo Correr assume una sua identità (e un suo led) nella riuscita dell’installazione.

‘Pax Tibi’, il messaggio di speranza parte da Venezia
Le cascate d’oro pronte a sgorgare nella facciata del Museo Correr racchiudono un messaggio di speranza che l’artista ha voluto aggiungere al progetto vista la pandemia in corso. ‘Pax Tibi’ è la scritta grande 58 metri riportata con una luce immateriale che compone le due parole, altro non è che l’incipit della frase stampata sul Vangelo che il leone veneziano tiene tra le zampe: ‘Pax Tibi Marce, evangelista meus’, in questo caso che sia Venezia ad avere pace. “La luce di queste cascate d’oro spero dia nuova luminosità a questa città di eterna e incorruttibile bellezza, che a tutto sopravvive, alla nostra vita e a questo momento storico” è l’augurio di Plessi.






