La notte dei rivolti
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Il 22 febbraio 2012 a Cinigiano - Grosseto - torna La notte dei rivolti, serata di festa all'insegna della gastronomia per celebrare il primo di quaresima, una sorta di prolunga di un giorno al carnevale.
"C’era una volta… verrebbe da dire apprestandosi a parlare di questa tradizione cinigianese ripresa lo scorso anno dopo un'interruzione di qualche decennio. Per immaginarsela bisogna chiaramente far mente locale alla situazione degli anni cinquanta e poco oltre, quando i mezzi di divertimento erano minori rispetto ad oggi e forse però maggiore era la fantasia e la voglia di stare insieme. Tutto iniziava la notte dell’ultimo di carnevale, praticamente senza soluzione di continuità : i “festaioli” la mattina del primo giorno di quaresima, dopo aver bruciato il carnevale e aver festeggiato tutta notte, iniziavano a fare i rivolti (pietanza povera ottenuta con farina e acqua) e uova sode; ci si divideva poi in squadre, chi andava a cercare il vino chi l’olio, chi andava per botteghe facendosi dare piccole merci (come stringhe) per rivenderle in maniera un po’ anomala.
Si presentava la merce e poi la si rimetteva via per rioffrirla ad altra persona: chi si metteva a fare le “copertoie” che venivano vendute a massaie di buon cuore, chi andava in giro a fare il lustrascarpe, chi arrotava lame e coltelli, chi si recava presso le fattorie che regalavano polli e nel migliore dei casi addirittura agnelli, tutto poi , denari e vettovaglie, veniva portato in piazza e alle dodici ricca Pulenda. Con i denari tanto ingegnosamente accattati venivano comprate delle leccornie come cassette di pesce ma la cerimonia clou era il battesimo del maiale a baccalà, cioè tutta la carne veniva battezzata e trasformata in baccalà: la quaresima era salva!
Questo ultimo rito sembra che arrivi da molto lontano ascoltando i racconti degli intervistati. Quello ancora più strano che una nostra ricerca ci ha portato al di là dell’oceano: in terra venezuelana dove una similare tradizione si coltiva ancora oggi battezzando il Capibara (animale fra il cane e il castoro che vive in zone paludose) a pesce. Non contenti, i componenti l’allegra brigata si trasformavano in zampognari con fisarmonica e pappagallino nella gabbia che diceva la fortuna e mica era finita, perché poi a sera una bella cena in qualche casa. Il bello - racconta Marcello - era che partecipavano persone di tutte le età, anche piuttosto anziane tutte accumunate dal desiderio di divertirsi e stare insieme.”
Anche per questa edizione 2012 verrà riproposta la parte gastronomica sperando di raccogliere quel sano spirito di stare insieme ancora presente fra la nostra gente. Uomini donne e bambini tutti invitati per la notte
dei rivolti.
Fonte: www.saimicadove.it

