Il borgo di Baiardo
Piccolo e raccolto, è uno dei borghi che devi assolutamente visitare in Liguria
Baiardo 54115341 / Shutterstock.com
Nell’entroterra sanremese, tra le rigogliose distese di uliveti sorge il borgo di Baiardo. Le sue case si arrampicano sino all’apice della val Nervia, un comune dei record sul crinale delle Alpi Marittime: un tessuto urbano che ammanta le pendenze partendo da un dislivello di 332 m sino a 1627 m.
Risalgono a Strabone le prime notizie sul villaggio, Baiardo è infatti un centro antichissimo, lo testimonia anche la festa della Ra Barca, che attesta le sue origini celtiche. In occasione di questa manifestazione gli abitanti del borgo, dopo aver tagliato un grosso pino, lo portano nella piazza principale, si radunano in cerchio e cantano la ballata “A barca du mei amure”.
La storia di Baiardo
Il territorio di Baiardo, o Bajardo, venne abitato sin dalla Preistoria, sono infatti giunti sino a noi tantissimi reperti del Mesolitico. Fu un importante centro della popolazione celtica, come attesta la famosa festa della Ra Barca, antica tradizione giunta sino a noi. Si tratta di un folclore mistico che rievoca la memoria dei druidi, i sacerdoti celti che omaggiavano la natura generosa di queste terre. Baiardo fu inoltre un importante centro per i Liguri e successivamente per i Romani che trasformarono l’insediamento in una grande e imponente fortezza attorno alla quale si sviluppò il centro.
Come altri numerosi borghi del ponente e del levante ligure, nei secoli IX e X subì ripetuti saccheggi da parte dei saraceni e conobbe il primo attacco militare delle truppe di Genova nel 1130. Divenne suddito della sua Repubblica per diversi secoli per poi passare nel territorio ligure del Regno di Sardegna dopo il congresso di Vienna del 1814.
La storia più recente denota Baiardo uno dei baluardi della resistenza partigiana, come narra “L'epopea dell'Esercito scalzo”, il libro di Mario Mascia pubblicato subito dopo la guerra.
Cosa vedere nel centro storico di Baiardo
La passeggiata nel piccolo centro di Baiardo inizia in via Portaro Piano che si arrampica tra le case dell’antico abitato e conduce ai poderosi ruderi della Chiesa di S.Nicolò, crollata per il terremoto del 1887 che sconquassò il ponente ligure uccidendo 202 abitanti del borgo. La struttura testimonia l’imponenza di una grande chiesa con impianto romanico che un tempo vegliava dall’alto l’intero abitato. Se preferite la realtà all’immaginazione, a poca distanza si trova una terrazza dalla quale ammirare un magnifico panorama che spazia sulle Alpi Marittime.
Nel borgo è possibile visitare anche la pinacoteca civica (su prenotazione) che custodisce le opere dell’artista locale Antonio Rubino ed altri autori del ‘900; l’oratorio S. Salvatore invece ospita lo stupefacente polittico del’500 ad opera di Emanuele Macario.
Quello che più colpisce del centro storico di Baiardo non sono solo le architetture civiche o religiose abbarbicate sul monte, è il folclore ancorato ad un passato remoto, quello della grande festa celtica. Si tratta della “Ra Barca”, una manifestazione laica che si tiene ogni anno in occasione della Pentecoste, il cinquantesimo giorno dopo la Pasqua.
Un evento unico in Liguria, in occasione del quale gli abitanti tagliano un grande pino, tolgono la cima e i rami, lo portano e lo issano a fianco della chiesa parrocchiale per poi ballare e cantare in cerchio a ritmo della ballata “A barca du mei amure”, che narra la vicenda di un tragico amore dal quale la festa trae origine. Terminata la manifestazione il tronco viene ulteriormente tagliato per vendere la legna all’asta, una prova schiacciante della pragmaticità degli abitanti di Baiardo.
