La magia senza tempo del borgo di Capestrano
Dominato dal castello, è tra i borghi che vorrai assolutamente visitare in Abruzzo
Capestrano Stefano_Valeri - Shutterstock.com
Visto da distante, il piccolo borgo abruzzese di Capestrano sembra dipinto in un dolce paesaggio, quello della valle carsica del Tirino, dove le delicate alture anticipano le vette del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. Capestrano è infatti porta d’accesso meridionale dell’area protetta e appartiene alla Comunità Montana di Campo Imperatore- Piana di Navelli.
Il centro è noto per tre ragioni: il ritrovamento del “Guerriero di Capestrano”, una statua risalente alla metà del VI sec. a.C., per aver dato i natali al predicatore francescano S.Giovanni di Capestrano, e per la chiesa di S.Pietro ad Oratotium. Altre testimonianze della storia antica si ergono superstiti ma inagibili a causa del terremoto dell’Aquila che portò la sua furia anche in queste zone
La storia di Capestrano
Dall’antica origine agricola e pastorale, Capestrano divenne principato. Se ne scrisse di storia in questo piccolo borgo sin dall’antichità. Testimonianza preziosa di Aufinum, il primo nucleo abitato del VI a.C. dove oggi sorge il borgo, è proprio il “Guerriero di Capestrano”, la famosa statua rinvenuta casualmente nel 1934 da un contadino, oggi conservata al Museo archeologico nazionale d'Abruzzo a Chieti.
Gli archeologi attribuiscono a questo cimelio la figura di Nevio Pompuledio, raffigurato come un guerriero con le braccia ripiegate sul petto in costume militare e copricapo dalle larghe tese.
La città venne successivamente conquistata dai romani e il periodo dell’impero fu di fiorente sviluppo. Nel VI secolo, Capestrano fu in mano ai Longobardi ed è proprio a questo periodo che risale la splendida chiesa di S.Pietro ad Oratotium, secondo la tradizione fondata dal re Desiderio nell’ VIII secolo. Alle dipendenze di questo centro c’erano gli insediamenti di Capodacqua, San Pelagia e Presciano che ben presto decisero di arroccarsi sul colle dove si trovava quest'ultimo, fu così che venne fondata Capestrano, la stessa toponomastica lo conferma: «Caput Presanum».
Capestrano fu un importante centro per il commercio dello zafferano e per la produzione della pregiata lana carfagna che attirò mercanti provenienti da tutt’Europa. Sempre più prospero, il piccolo borgo elevò il suo rango territoriale per volere dei Medici nel XV secolo, trasformandolo da marchesato a principato.
Cosa vedere nel centro storico di Capestrano
Il piacere di una visita a Capestrano è quello di passeggiare per le vie del borgo, una sentinella superstite del terremoto che sconquassò l’Abruzzo nel 2009. Nonostante le avversità Capestrano vive ancora della sua storia. A seguito del ritrovamento della statua del “Guerriero di Capestrano”, vennero avviati ulteriori scavi nella zona archeologica di Capestrano nei pressi della località Collelungo, che portarono alla luce una necropoli del periodo tra il VII e il IV sec. a.C.
L’architettura militare che domina il borgo è il Castello Piccolomini, o mediceo. La grande struttura è il monumento principale della cittadina, edificata alla metà del XV secolo, che tutt'oggi spicca tra le case del borgo con la sua architettura compatta dallo stile normanno.
Nel centro storico di Capestrano è possibile vedere la Chiesa di Santa Maria della Pace la quale porta ancora i segni del terremoto. Nonostante sia reduce degli eventi e del tempo, emerge l’elegante classico stile del barocco abruzzese, con richiami rinascimentali. Altro luogo della fede di gusto barocco è il convento di San Francesco, realizzato nel 1447 per volere di San Giovanni da Capestrano.
Imperdibile è la Chiesa di origine longobarda di S. Pietro ad Oratorium, fondata nel 756 e rinnovata nel 1100. Al suo interno custodisce un prezioso ciborio del 1200 ed un affresco che rappresenta Cristo con i 24 Evangelisti, ma l’elemento che più colpisce l’attenzione è quello che troviamo a destra del portone d’ingresso: il “quadrato magico”.
Questa suggestiva geometria scolpita nella pietra, nota anche come “Il quadrato del Sator”, riporta cinque parole latine: SATOR, AREPO, TENET, OPERA, ROTAS. Il significato più accreditato è quello di: “Il seminatore, con il carro, tiene con cura le ruote”, eppure la ragione della sua presenza resta oscura. Questa inscrizione è inoltre un enigmatico gioco chiamato palindromo, ovvero una frase che rimane identica se letta da sinistra a destra o viceversa. Questo quibus dell’arte connesso alla fede rende ancora più suggestiva e mistica la chiesa di S. Pietro.
