Pentedattilo, il borgo fantasma tra leggende e storie d’amori traditi
Un nome che è tutto un programma per un borgo che, progressivamente abbandonato nel corso del tempo, ha sempre più attirato turisti e curiosi da ogni parte d’Europa con la sua posizione surreale e la sua storia misteriosa
Il borgo fantasma della Calabria stock.adobe.com
Incastonato in una cornice naturale selvaggia e ammaliante, Pentedattilo è un piccolo gioiello della provincia di Reggio Calabria, e sarai conquistato anche tu dai suoi misteri e dai suoi segreti. Posto a 250 metri d’altezza arroccato sulla rupe del Monte Calvario, il borgo è circondato dallo straordinario paesaggio offerto dalla Vallata Sant’Elia, dove accanto a rocche di arenaria dalle forme più bizzarre trovano posto rigogliose e verdissime distese di ginestre, ulivi, gelsi, fichi d’India, mandorli in fiore e mimose. Un paesaggio che varia continuamente seguendo il ritmo naturale delle stagioni; a rimanere immutata, invece, è la sua particolare bellezza.
Perché Pentedattilo non è un borgo come tanti, ma un paesino nella roccia che gelosamente conserva i suoi segreti e le sue tradizioni: già dai tempi del Grand Tour europeo, nel corso dell'Ottocento, fu non a caso apprezzato da scrittori, artisti e viaggiatori che lo hanno definito uno dei luoghi più belli del Mediterraneo e descritto nei loro racconti e nei loro dipinti rendendone la fama immortale.
Curiosità e leggende d’amore, dal gigante alla ‘strage degli Alberti’
Sono tante le curiosità da sapere di Pentedattilo, e la prima riguarda il suo nome, che deriva dall'insolita forma della roccia 'a cinque dita' che sovrasta il paesino ricordando la figura di un gigante mitologico.
La seconda riguarda la leggenda della famiglia un tempo proprietaria del borgo, che sarebbe stata protagonista di una vicenda alquanto cruenta che ancora oggi si racconta tra le stradine e le piazzette. La vicenda, nota come ‘la strage degli Alberti’ proprio dal nome della famiglia in questione, vede da un lato protagonisti gli Alberti e dall’altro gli Abenavoli, baroni del vicino paese di Montebello Ionico. I dissapori tra le due nobili famiglie sarebbero cominciati per motivi sentimentali, dal momento che il barone Bernardino Abenavoli voleva prendere in moglie Antonietta Alberti, la quale era già stata chiesta e concessa in sposa a Don Petrillo Cortes, figlio del viceré di Napoli. Dopo aver appreso la notizia, durante la notte di Pasqua il passionale barone fece irruzione nel castello e si vendicò di tutti i membri della famiglia Alberti, ad esclusione di Antonietta e del suo promesso sposo, che vennero invece presi in ostaggio.
Bernardino costrinse Antonietta a sposarlo, ma il suo gesto non rimase impunito: venuto a conoscenza dell’accaduto, il vicerè di Napoli Cortez inviò una sua spedizione per vendicarsi e, dopo aver liberato Don Petrillo, fece uccidere gli uomini di Bernardino. Il barone riuscì però a fuggire e a portare con sé Antonietta a Vienna, per poi arruolarsi nell’esercito e lasciando la sua amata in un convento di clausura.
Sembra che nelle notti di tempesta e in quelle di luna piena ancora oggi si sentano le strazianti urla di dolore e di terrore dei morti nella strage che, in questo modo, pare stiano ancora chiedendo vendetta dall’aldilà…
Cosa vedere nel borgo di Pentedattilo
Passeggiando tra le vie del borgo, potrai ammirare alcuni edifici, o almeno quel che ne è rimasto, che ti consentono di ricostruire la storia di Pentedattilo, e che in qualche modo permettono di immaginare come dovevano essere quando il borgo brulicava di vita e di persone.
Tra i palazzi di pregio, soffermati nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo, che mescola stili diversi e sorprende, associando al campanile cuspidato della facciata di gusto barocco una cupola invece in tardo stile neo bizantino. Oltre a conservare alcune opere di pregevole fattura, la chiesa di Pentedattilo ospita le tombe della famiglia Alberti.
Non perderti una visita ai resti del castello, principale edificio del borgo, dove sono ancora visibili alcuni elementi architettonici ed ambienti come i vani voltati a botte che oggi sembrano letteralmente scolpiti nella roccia del Monte Calvario.
Pentedattilo, il ‘borgo diffuso’ rinato a nuova vita
Negli ultimi anni Pentedattilo è stato oggetti di una serie di interventi di recupero che lo hanno trasformato in un piccolo ‘regno’ dell’ospitalità diffusa con la creazione di attività di diverso tipo ricavate all’interno delle vecchie case disabitate del borgo. Dal museo delle tradizioni popolari passando per mostre, laboratori didattici e botteghe artigiane dove si lavorano materiali come il legno, il vetro e la ceramica, le stradine di Pentedattilo sono tornate a vivere e a rianimarsi, ancora di più in occasione dei tanti eventi in calendario tutto l’anno a cui si presta da magnifico e suggestivo palcoscenico.
Il Pentedattilo Film Festival, il festival internazionale di cortometraggi che si svolge solitamente tra agosto e settembre, è un evento che riunisce ogni anno cinefili da tutt'Italia e non solo; sempre in estate, l’antico borgo e il suo anfiteatro sono tra le principali tappe del prestigioso festival itinerante Paleariza dedicato al patrimonio tradizionale grecocalabro attraverso la celebrazione della sua musica popolare, ma anche di teatro, letteratura, lingua, danza, fotografia e molto altro ancora.

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