A scuola di mosaico a Spilimbergo
Itinerari ed escursioni a Spilimbergo: A scuola di mosaico
Fin dalla notte dei tempi l’uomo ha sempre avuto l’inclinazione di decorare, dapprima con semplici disegni e in seguito con tecniche sempre più complesse, le superfici e gli ambienti che facevano da sfondo alla sua vita quotidiana. Proprio per questo, è quasi impossibile indicare con precisione la data di nascita dell’arte musiva. Anche per quanto riguarda il termine mosaico, gli studiosi sono indecisi sula sua etimologia. Alcune correnti di pensiero ne stabiliscono la provenienza dalla parola greco musakón (opera degna delle Muse), altri dal latino opus musivum (opera delle Muse).
Questo ricorrente richiamo alle Muse ha origine dall’usanza degli antichi romani di decorare grotte e incavi dedicati a queste antiche patrone dell’arte con sassolini e conchiglie così da creare affascinanti motivi ornamentali. C’è, infine, anche chi ipotizza la derivazione del termine dalla parola araba muzauwaq (decorazione).
Nel corso dei secoli questa complessa e suggestiva forma d’arte si è sviluppata attraverso varie tecniche, caratterizzando epoche storiche e correnti artistiche, fino ad arrivare ai nostri giorni con intatto fascino e prestigio.
Oggi, importanti scuole come quella dei Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo, offrono corsi riconosciuti per avvicinarsi allo studio dell’arte musiva o addirittura per dare avvio alla vera e propria professione di mosaicista.
La storia
I mosaici più antichi sono quelli realizzati dai Greci e dai Romani tra il IV e V secolo. Le tecniche utilizzate erano diverse ma l’accuratezza delle realizzazioni dimostrava già un alto grado di competenza. Le opere erano utilizzate di frequente, specialmente tra le popolazioni romane, per decorare pareti e pavimenti di lussuose ville private.
Il mosaico ebbe grande affermazione anche nell’arte cristiana a partire dal IV secolo. Le chiese furono il palcoscenico ideale per i mosaicisti: absidi, presbiteri e cappelle vennero largamente decorati con soggetti bidimensionali d’ispirazione biblica caratterizzati da un’imponente uso del colore.
Dopo la caduta della civiltà romana, l’arte musiva si espanse anche presso i paesi orientali. Grandi scuole nacquero perciò presso Bisanzio e in tutto l’Impero d’Oriente. L’Arte Bizantina, dal V e VI secolo, sviluppò in maniera impressionante la tecnica del mosaico caratterizzando le proprie opere in maniera inconfondibile. Le tessere utilizzate, infatti, sono, ancora oggi contraddistinte da una luminosità così intensa da riuscire a schiarire anche i cupi ambienti degli edifici sacri in cui le opere erano state realizzate.
Durante il Rinascimento si tentò di utilizzare i mosaici come imitazione dell’arte pittorica e proprio per questo motivo si ebbe un periodo di decadimento dell’arte musiva, fino agli inizi dell’ottocento, anni in cui l’istituzione dello Studio Vaticano diede nuovo slancio a questa tecnica artistica.
Alla fine del XIX secolo, grazie ai neonati movimenti artistici come l’Art Nouveau, il Liberty, il Futurismo e il Cubismo l’arte musiva diventò uno degli strumenti ideali per esprimere i nuovi concetti e le tendenze di artisti come Antoni Gaudí, Gustav Klimt e Gino Severini. I primi anni del ‘900 segnano anche la nascita delle importanti scuole italiane di mosaicisti come quella di Spilimbergo.
Le tecniche
Per quanto riguarda le tecniche musive, una delle prime documentazioni è quella che ci lascia Plinio il Vecchio intorno al 77 d.C. nel suo trattato Naturalis Historia: “Celeberrimus fuit in hoc genere Sosus, qui Pergami stravit quem vocant asaroton oecon, quoniam purgamenta cenae in pavimentis quaeque everri solent velut relicta fecerat parvis e tessellis tinctisque in varios colores. mirabilis ibi columba bibens et aquam umbra capitis infuscans; apricantur aliae scabentes sese in canthari labro”.
Oggi le tecniche utilizzate per la realizzazione di un mosaico sono 3. La prima è il Metodo Diretto su superficie definitiva. Questa tecnica, usata anche in antichità, prevede il posizionamento delle tessere direttamente sullo strato legante definitivo, realizzando, di volta in volta, piccole porzioni di mosaico.
La seconda tecnica è il Metodo Diretto su superficie provvisoria. Il mosaico, in questo caso, viene composto su di una base provvisoria per poi, al termine della realizzazione, essere strappato da questa, tramite l’uso di tele apposite e riposizionato nella sede definitiva.
L’ultima tecnica è quella denominata Metodo Indiretto, che ha la caratteristica di essere di più facile effettuazione ma di minore resa estetica rispetto alle precedenti. Con questa modalità le tessere vengono incollate capovolte su un foglio o una tela su cui è già disegnato, in maniera speculare, il soggetto desiderato. Terminata la realizzazione del mosaico questo viene posto sulla superficie definitiva e una volta incollato viene rimossa la base di carta o tela.
La scuola
La Scuola Mosaicisti del Friuli, nasce nel 1922 a Spilimbergo (PN) e ha come obiettivo “'l’impegno didattico, il sodalizio tra tradizione e rinnovamento, tra realtà produttiva e realtà culturale”.
Naturalmente la valorizzazione dell’arte musiva passa, non solo per lo studio tecnico ma anche per quello che vede il mosaico come importante elemento culturale e storico. Negli anni la scuola, insieme ai suoi allievi e grazie alla collaborazione con artisti di indubbio valore, ha realizzato progetti e ristrutturazioni di mosaici a livello mondiale.
Negli anni recenti la scuola è stata impegnata, per esempio, nel restauro dei mosaici del Santuario di Lourdes in Francia e nell’applicazione di pannelli parietali e pavimentali a Tokio in Giappone.
I corsi che offre La Scuola di Mosaicisti del Friuli, sono di due tipologie: i Corsi di formazione professionale, della durata di 3 anni e che preparano gli allievi alla professione di mosaicista e terrazziere, rilasciando un attestato di qualifica valido per l’inserimento occupazionale. I Corsi estivi di introduzione all’arte del mosaico, della durata più breve (50 ore), aperti a tutti, e che danno ai corsisti le basi per realizzare piccole opere musive. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito della scuola al seguente indirizzo: www.scuolamosaicistifriuli.it.
