Con l’Unità d’Italia l’edilizia pubblica e privata di Bari proseguirono con maggiore vigore dopo la nascita del quartiere murattiano (1813). In piazza Garibaldi era in completamento (1872) il grande palazzo dell’avv. Francesco Saverio Cammarano attribuito all’architetto barese Francesco Lofoco. L’edificio
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Vedi tutto privato consisteva in due sotterranei, sei locali a piano terra, cinque vani ammezzati e venticinque al primo piano. Di origine napoletana, il padre Antonio si era distinto fra gli imprenditori baresi più attivi della prima metà dell’800. Falegname ed ebanista, commerciante di legname e mobili, impresario teatrale. Francesco Saverio, laureatosi in Legge e Napoli, fu giudice in Terra di Bari ed assessore alla Polizia Urbana del Comune di Bari. Nel 1851 aveva sposato Anna Felicia dell’Aquila, famiglia benestante di Laterza. Con la sua dote contribuì alla costruzione del palazzo. La facciata originale dell’edificio si estendeva su due livelli, piano terra e primo piano. I finestroni del primo piano, sormontati da timpani. I balconi arricchiti da ringhiere in ferro battuto. La zoccolatura in pietra, sovrastata prima da fasce di bugnato in pietra e poi di intonaco. Il completamento del secondo piano a carico dell’avv. Antonio dell’Aquila iniziò nel 1893. Era nipote della vedova Cammarano, deceduta senza figli. La ridefinizione del prospetto dell’ing. Francesco De Sario è del 1914. Elegante il disegno e raffinato il risultato. Accentuato lo stile neoclassico al piano terra con l’aggiunta di due grosse colonne all’ingresso principale. Ma è al primo e secondo piano che si sprigiona la maestria del De Sario. Eliminate le ghiere di metallo, i balconi si arricchiscono di pilastrini laterali e colonnine. I lati della facciata risultano scanditi simmetricamente sui due piani da quattro lesene scanalate, sormontate da ricchi capitelli. Al centro altre due doppie lesene. Lo stile è dell’Ordine Gigante, usato dal Michelangelo nel Palazzo dei Senatori a Roma. Corona in alto un cornicione aggettante su fascia a triglifi e metope. Le finestre al primo piano sono con timpani. Quelle del secondo con trabeazioni lineari. Con la rivisitazione neorinascimentale il palazzo Cammarano - dell’Aquila si è meritato da parte del Ministero dei Beni Culturali (D.M. 4/7/1977) la dichiarazione “… interessante architettura civile ottocentesca di Bari della fascia murattiana … con maestosa facciata riccamente decorata e caratteristica scalinata”.
Il palazzo Cammarano dal 1869 al 1887 ebbe nei suoi interni un teatro privato, il Teatro Cammarano, di 250 posti circa. Dal novembre 2015 al n° 60 di piazza Garibaldi ospita il nuovo Centro Pastorale Romeno. Un inatteso riutilizzo sociale
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Vedi tutto e spirituale della Comunità Ortodossa Romena.
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