A circa 650 metri sul livello del
mare si erge Caccuri, antico borgo medioevale sviluppatosi attorno al castello.
Il suo centro storico è uno dei più interessanti del circondario: è rimasto
infatti intatto l’intreccio di strade e vicoli che portano al castello.
ll Castello
...
Vedi tutto di Caccuri sovrasta e
vigila dall’alto su tutto il Marchesato, si tratta di uno dei monumenti più
importanti della provincia di Crotone, fu residenza di nobili feudatari come
Ruffo, Cavalcanti e Barracco.
Le fonti attestano la presenza
della rocca, già in epoca bizantina. Si hanno poche certezze in merito alla
presenza di abitanti nei dintorni. In ogni caso sembra certo che il nome stesso
del paese derivi dal greco “mi glorio”,
o da cacumen ossia “vetta”, ad indicare la posizione del castello.
I primi documenti storici sul
castello risalgono ai Vespri Siciliani, sul finire del XIII secolo, e parlano
della cessione del feudo di Caccuri ai messinesi Enrico e Matteo De Riso. Le
successive cessioni furono molto complicate, almeno finché a guida del castello
e del feudo non saliranno i Ruffo, conti di Montalto.
Nel XVII il castello divenne
proprietà dei Cavalcanti, che furono nominati Duchi di Caccuri, per due lunghi
secoli. Nel 1830 il castello fu venduto ai baroni Barracco che ristrutturarono
la struttura dotandola di una torre acquedotto.
Attualmente è possibile
soggiornare all'interno del castello; infatti sono stati adibiti a struttura
ricettiva di lusso sei appartamenti perfettamente conservati come la stanza
della baronessa Giulia Barracco, la stanza di Polissena Ruffo (moglie di
Francesco Sforza duca di Milano) e la stanza del Peccato, così chiamata per la
volta affrescata che narra la storia di Adamo ed Eva che, mangiando del frutto
dell'albero del bene e del male, furono scacciati da Dio dal giardino
dell'Eden. Il castello è visitabile gratuitamente.
Voto complessivo