Santuario di Maria 'ad Rupes', la spiritualità di un eremo immerso nella natura
Nella Basilica di Sant’Elia si venera la Madonna in un sito suggestivo, già sacro agli etruschi e ai romani, tra una parete di tufo e file di cipressi
Santuario di Maria ad Rupes stock.adobe.com
Il Santuario di Maria SS.ma “ad Rupes” si trova a Castel Sant’Elia, un caratteristico borgo del viterbese, ai margini del fosso delle Ferriera, tra Nepi e Civita Castellana. Un luogo della fede unico nel suo genere, perfettamente in simbiosi con la natura che lo circonda: si tratta di un santuario ipogeo, costruito su un precedente luogo di culto nell’XI secolo. Una realtà spirituale dove regna un’atmosfera rarefatta, qui si venera il culto della Madonna “ad Rupes” all’interno di una grotta scavata nel tufo. L’accesso al Santuario avviene tramite un lungo viale alberato dove si incontra il primo sito del complesso, la Basilica di San Giuseppe, da qui l’accesso alla Scalinata di Fra’ Rodio che conduce alla grotta del Santuario.
Le origini del Santuario scavate nella roccia
La storia di questo luogo è antica, secondo le testimonianze la prima immagine della Madonna “ad Rupes” risale al 520, quando i monaci benedettini giunsero tra gli anfratti tufacei di Castel Sant'Elia e si ritiravano per la preghiera nella grotta scavata dagli agenti atmosferici nella roccia. Solo nell'XI secolo i monaci edificarono la Basilica di S. Elia, che venne successivamente abbandonata per cinque secoli. Il luogo cadde nell’oblio ma tra la gente locale continuò a venerare la Madonna. Nel 1777 iniziò per il Santuario una epoca nuova, grazie a Fra’ Giuseppe Andrea Rodio, che lavorò nell’intento di riportare in auge tutto il complesso. Per rendere più agevole ai pellegrini l’accesso alla grotta, avviò dei lavori che durarono ben 14 anni per la realizzazione di una lunga scalinata: furono scavati nel tufo 144 gradini!
La Madonna della venerazione: un’iconografia rara
Secondo gli studiosi l’attuale icona della Madonna “ad Rupes”, è un’opera che risale al XVI secolo, la quale ha sostituito un precedente affresco impresso sulle pareti tufacee della grotta, distrutto dal tempo e dall’acqua. La tela rappresenta una particolarità dell’iconografia cattolica, una rara rappresentazione della Madre adorante verso il figlio che dorme sulle sue gambe.
Il Novecento e i pellegrinaggi: la costruzione della Basilica di San Giuseppe
La chiesa di Sant’Elia e il culto della Madonna “ad Rupes” divennero sempre più noti e venerati nel corso del Novecento. Per accogliere il grande afflusso dei pellegrini, venne costruita tra il 1908 e il 1910 la Basilica di San Giuseppe, un edificio in stile gotico a navata unica, progettato dall’ingegnere Carlo Waldis. Nel 1912 l’intero complesso del Santuario passò in possesso della Santa Sede e il Santuario fu elevato a titolo di Pontificio e di Basilica Minore. Dal 1982 si sostituirono all’Ordine dei Francescani che risiedeva in ultima istanza la Congregazione di S. Michele Arcangelo (Padri Micaeliti), fondata dal Beato P. Bronislao Markiewicz, la quale è l’attuale custode del Santuario.
Come arrivare
Per arrivare al borgo di Sant’Elia dalla strada statale Cassia seguire: Monterosi - Bivio per Nepi - Castel S. Elia; dalla strada statale Flaminia: Civita Castellana - Bivio per Castel S. Elia. Dal Raccordo di Roma, uscita Cassia Vejentana - Monterosi Bivio - Castel S. Elia.
Per chi arriva dall’autostrada, uscita Magliano Sabina - Civita Castellana - Bivio Castel S. Elia.
Chi desidera raggiungere il Santuario con i mezzi pubblici da Roma, il consiglio è quello di partire da Roma con la linea Cotral - Roma (Lepanto M), oppure la Linea Cotral - Saxa Rubra (Centro RAI).
