Il 'santuario-castello' d'Italia
Si trova nella regione italiana che neanche gli italiani conoscono. Il Santuario di Castelpetroso somiglia tantissimo ad un castello delle fiabe
Santuario di Maria Santissima Addolorata stock.adobe.com
Già dalla strada questo maestoso santuario emerge dal verde della campagna circostante e si fa notare, e man mano che ci si avvicina la vista diventa sempre più emozionante. Il santuario di Castelpetroso (o, per meglio dire, basilica minore), è un luogo importante e affascinante non solo dal punto di vista religioso, ma anche architettonico. Semplice la sua forma, ma allo stesso tempo grandiosa, è decisamente uno dei motivi per cui vale la pena fare un viaggio alla scoperta del Molise.
Il santuario delle apparizioni
Siamo ad un paio di chilometri al di fuori del centro storico di Castelpetroso, al cospetto di quello che è considerato probabilmente il maggiore edificio religioso molisano.
Particolare la vicenda che ha determinato la sua costruzione: il santuario sorge infatti nel luogo dove, alla fine del XIX secolo, dei pastorelli furono spettatori dell'apparizione della Madonna. All’inizio la gente del posto si mostrò scettica di fronte al racconto delle apparizioni miracolose, ma tutti dovettero ricredersi quando anche l’allora vescovo della vicina diocesi di Bojano (dunque un’eminenza della chiesa) Francesco Macarone Palmieri affermò di aver avuto la stessa visione.
A partire da quel momento, furono sempre più numerosi gli episodi miracolosi di Castelpetroso, che culminarono nel momento in cui, ai piedi del monte Patalecchia, si aprì una piccola sorgente poi rivelatasi capace di compiere atti incredibili come guarire un ragazzo malato di tubercolosi.
Sulla scia di Fatima e Lourdes, dunque, si inserisce anche questo santuario, e la veridicità dell'evento è stata confermata negli anni Settanta da Papa Paolo VI. Un luogo del Molise assolutamente da visitare, e da vivere con gli occhi e con il cuore, che ha toccato anche Papa Francesco che vi si è recato in visita nel luglio del 2014, occasione durante la quale al Santuario è stato anche riconosciuto lo stato di Basilica minore.
Il santuario ‘gotico’
A guardarlo quasi non si direbbe che si tratti di una chiesa, poiché per un attimo si ha quasi l’impressione di essere di fronte ad uno dei castelli della valle della Loira o della Baviera. Ti saresti mai aspettato un luogo del genere proprio in Molise?
Quello che puoi ammirare oggi è il risultato finale di una serie di lavori che, pur avendo conosciuto lunghe interruzioni come quelle (inevitabili) della Seconda Guerra Mondiale, hanno portato a termine il progetto di Francesco Gualandi, architetto bolognese considerato tra i maggiori esponenti dello stile neogotico italiano. Continuarono l’opera prima il figlio Giuseppe e, alla morte di quest’ultimo, il nipote omonimo Francesco Gualandi, che riuscì a vedere completato un monumento ormai diventato parte integrante della sua storia di famiglia.
È proprio lo stile neogotico, quello che caratterizza il santuario di Castelpetroso, a cui rimane fedele sia all’esterno che all’interno. Visto dall’esterno, infatti, la basilica si impone allo sguardo con la facciata riccamente decorata e le guglie che, anch’esse finemente lavorate, svettano alte nel cielo; all’interno rimarrai senza fiato ammirando come cambino i colori della pietra molisana a seconda delle ore del giorno e di come la luce filtra attraverso le vetrate.
A piedi al Santuario di Castelpetroso, il Sentiero Tobia
Oggi la Basilica Minore dell’Addolorata è meta di pellegrinaggio da ogni angolo dell’Italia e non solo, e sono in molti i fedeli che scelgono di raggiungerlo nel modo più suggestivo ed emozionante possibile. Quale? Percorrendo il Sentiero Tobia, che si snoda lungo alcuni dei luoghi più belli della natura molisana in questa zona, e che consente dunque ai pellegrini di immergersi in un’atmosfera di profonda spiritualità senza rinunciare al piacere delle escursioni ‘green’.
Inaugurato nel 2011, il sentiero Tobia rappresenta anche una fondamentale opera di salvaguardia e valorizzazione del territorio, permettendo ai visitatori di approfondire la conoscenza della zona e del santuario attraverso gli undici pannelli di legno che punteggiano il percorso.

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