La Danza Macabra, l’affresco-attrazione di Clusone
Amanti dell’arte a rapporto, in Val Seriana c’è un comune poco conosciuto che però custodisce un capolavoro artistico particolare e imponente
Danza Macabra Claudio Giovanni Colombo - Shutterstock.com
L’attrazione di Clusone è il Trionfo e Danza della morte, un affresco enorme quanto macabro dipinto sulla facciata esterna dell’Oratorio dei Disciplini di San Bernardino, un grande edificio della Basilica diventato famoso proprio per il suo ‘manifesto’. Scopriamolo insieme.
Perché si parla di Danza Macabra? Viaggio dentro l’opera
Si riassume con ‘Danza Macabra’ ma si tratta di un affresco che racchiude una sorta di antologia dei temi ‘raccapriccianti’ che caratterizzavano il Quattrocento, tutto unito in un’unica rappresentazione. Dall’alto il Trionfo della Morte con a fianco una finestra-citazione dell’Incontro tra i tre vivi e i tre morti; al centro il fulcro dell’opera con la Danza Macabra riportata in una lenta processione dove ogni uomo è accompagnato dal suo scheletro. La parte inferiore dell’affresco è quasi del tutto perduta e rappresentava una miniatura del Giudizio Universale nella scena epocale in cui i giusti ascendono mentre il male si inabissa negli inferi.
L’opera fu realizzata da Giacomo Borlone de Buschis nel 1485 durante il periodo in cui era in voga l’iconografia della morte nel tardo Medioevo con il suo messaggio drammaticamente chiaro: non importa chi voi siate e quante cose possediate, non potrete mai vincere sulla morte. Così queste rappresentazioni servivano come una sorta di promemoria visivo per ricordare a tutti quanto la vita sia labile e debba soccombere all’arrivo della morte.
I tre registri del Trionfo della Morte
Il primo registro vede la morte protagonista e raffigurata come una regina sopra una tomba divelta al cui interno si trovano corpi di papi e imperatori ricoperti di serpenti e scorpioni: ad aiutarla due scheletri senza pietà pronti a colpire persone imploranti. Il secondo registro è quello della danza macabra con personaggi che vanno a braccetto con la morte accompagnati in egual modo – e senza differenze di grado sociale – nell’aldilà. Nel terzo registro compare il gruppo dei giusti in preghiera, unico modo per ottenere la salvezza del paradiso: si tratta dei membri della confraternita dei Disciplini a cui è dedicato l’Oratorio, un movimento fanatico religioso che si diffuse tra le valli bergamasche.

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