Castel Baradello, a Como la torre fortificata targata Barbarossa
Una costruzione antichissima, le cui suggestive rovine ancora oggi guardano le acque del lago e la città dall'alto del suo colle
La rocca con vista sul lago di Como stock.adobe.com
Un luogo strategico da dove controllare tutta la zona circostante. L’origine del Castel Baradello è quella che accomuna la maggior parte delle fortificazioni medievali e, in questo caso, il progetto nasce dalla volontà dell’imperatore Federico Barbarossa. Siamo a sud della città di Como all’interno del Parco Spina Verde – di cui il castello è diventato il simbolo – in quella torre dove oggi è possibile visitare un percorso museale con vari reperti archeologici rinvenuti durante gli scavi sul colle Baradello.
L’origine medievale del Castel Baradello con vista sul Lago di Como
Un complesso difensivo del quale oggi rimane poco o niente ma che vanta una posizione panoramica e mozzafiato sul paesaggio: in cima alla torre federiciana la vista spazia dal lago di Como alle Alpi fino ad arrivare agli Appennini.
Il nome Baradello deriva dal vocabolo celtico Barrus che sta per ‘luogo elevato’, siamo infatti ad un’altitudine di 430 metri sul livello del mare. La storiografia locale affida la costruzione del castello al volere di Federico Barbarossa (metà del XII secolo) che ne volle anche ampliare le mura con le torri di Porta Torre, Torre di San Vitale e Torre di Porta Nuova. Per ringraziare i comaschi, l’imperatore decise poi di donarlo alla comunità fino al 1527 quando venne smantellato dagli spagnoli (eccetto la torre alta 28 metri) per evitare che andasse in mano francese, per poi subire diverse rielaborazioni e acquisizioni.
Una prima parte di restauri risale al 1903 quando vennero rimosse le mura pericolanti e si intervenne per il recupero degli interni della torre, tra pavimenti, scala e copertura. La torre quadrata è la struttura meglio conservata di un insieme di edifici riportati alla luce grazie ad un progetto di ripristino realizzato negli anni Settanta dall’architetto Belloni: l’idea era quella di un parco territoriale-archeologico chiamato ‘Spina Verde’. Gli scavi misero in chiaro sia la storia della torre, innalzata all’epoca dei Visconti, ma individuarono altre parti del complesso come la chiesa castrense dedicata a San Nicolò, una macina e un forno, e una casa-torre. E poi c’è la cisterna che serviva a conservare il grano, scavata nella roccia e coperta con volta a botte e con una lastra di ferro al passaggio. Non mancavano gli alloggiamenti per le truppe, i depositi per le vettovaglie e, fuori dalle mura, si conservano i resti di un edificio civile dove, secondo la leggenda, soggiornò Barbarossa.
Como, la passeggiata che porta fino al Colle Baradello
Semplice e piacevole il percorso che dal Parco Spina Verde porta in cima al Castello Baradello da dove ammirare il panorama su Como e sul lago. Si parte da Piazza San Rocco salendo via Rimoldi fino al bivio di via Castel Baradello sulla destra e da qui si seguono le indicazioni per il parco, il tutto in una mezz’ora circa. Sulla collina, oltre ai resti del castello, una cisterna per l’acqua e una torre di avvistamento, c’è a disposizione anche un’area pic-nic.
Il Castel Baradello è aperto nei giorni festivi da giugno a settembre (orario 10-18) e il costo del biglietto è di 5 euro.

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