Il Duomo di Como, la preziosa testimonianza tardo gotica nel Nord Italia
Quasi quattrocento anni per portare a compimento quello che sarebbe diventato uno dei simboli della città di Como
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Il Duomo è il risultato di un lungo lavoro delle maestranze comasche oltre che uno degli esempi di tardo gotico più apprezzati nell’Italia settentrionale (e l’ultima cattedrale gotica realizzata in Lombardia). Fa parte del trittico storico e architettonico della città insieme al Broletto e alla Torre, e fu iniziato nel 1396, dieci anni dopo che vide la luce il più noto Duomo di Milano.
Quattro secoli di lavoro per realizzare la cattedrale che sostituirà la precedente basilica romanica di Santa Maria Maggiore, che terminarono nella prima metà del Settecento con il completamento della Cupola di Filippo Juvarra (architetto del re di Sardegna).
Fusione di stili e intenso lavorio, scopriamo il Duomo di Como
La Cattedrale di Como è il risultato artistico dell’alternanza di molti stili e artisti (anche vista la durata temporale dell’opera) ma quello predominante è sicuramente il tardo gotico-rinascimentale che spicca già dalla marmorea facciata. Lungo 87 metri con l’interno a croce latina, tre navate e cappelle larghe dai 36 ai 58 metri e una cupola alta 75 metri, un progetto imponente a cui misero mano nomi celebri come l’architetto Lorenzo degli Spazzi, il primo a dirigere il cantiere.
Soltanto per vedere a compimento la facciata ci vollero più di cinquant’anni a partire dal 1447 con la messa a punto del rosone datata 1486. Impronta di rilievo fu quella dello scultore Tommaso Rodari di Moriggia a cui si deve una buona parte delle opere della facciata e le statue di Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane ai lati del portale, in posizione d’onore nonostante fossero pagani. Fu sempre lui, insieme al fratello Jacopo, a realizzare le due porte laterali; quella a nord viene detta ‘della rana’ con la decorazione di una scultura mutilata nel 1912. L’abside a destra si deve alla direzione di Francesco Maria Richino, quella a sinistra a Carlo Buzzi.
Per quanto riguarda la cupola si rilevano dei danni causati da un incendio nel 1935 dopo del quale è stata riportata all’aspetto originale. E poi è ricco e pregiato l’elenco di opere d’arte da ammirare all’interno del Duomo di Como. Dagli arazzi del XVII secolo ai dipinti del Cinquecento di Bernardino Luini e Gaudenzio Ferrari, dall’altare intagliato dedicato a Sant’Abbondio e realizzato dalla bottega di Giovan Angelo del Maino, agli stucchi barocchi di Francesco e Agostino Silva.
Non passano inosservate le splendide vetrate dell’Ottocento di Giuseppe e Pompeo Bertini e i due leoni stilofori che sostengono le acquasantiere, provenienti dalla chiesa di Santa Maria Maggiore.
Il Duomo di Como è aperto per le visite turistiche nei giorni feriali dalle 10.30 alle 17.00 e nei giorni festivi dalle 13.00 alle 16.30.

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