Eremo di San Cataldo a Cottanello
Monumenti ed edifici storici a Cottanello: Eremo di San Cataldo
L’Eremo di San Cataldo è uno dei luoghi di culto più scenografici del Lazio e d’Italia, e si trova alle porte del paese di Cottanello in provincia di Rieti.
Se ne sta direttamente scavato nella roccia, e se da un lato sorprende per la sua posizione, dall’altro incanta e incuriosisce con la sua lunga storia che inizia secoli fa, già prima del X secolo, quando i frati benedettini lo usavano come rifugio o luogo di eremitaggio.
Anche se il santo patrono di Cottanello è Sant’Andrea, il culto per San Cataldo è talmente vivo che proprio a lui è stato intitolato l’eremo, dove la leggenda vuole che il santo si fosse rifugiato per sfuggire a delle persecuzioni. Una storia non verificata e dunque di dubbia veridicità, ma che da sempre esercita fascino e ispira devozione agli abitanti di Cottanello.
L’Eremo di San Cataldo, così suggestivamente incastonato nella roccia ad una decina di metri d’altezza rispetto alla strada provinciale sottostante, è inoltre immerso in una cornice naturale di grande bellezza fatta di boschi, ulivi e piante selvatiche, e in una posizione che consente di ammirare in lontananza il Monte Soratte e il Castello di Cottanello, consentendo allo sguardo di spaziare fino alle pianure romane e del viterbese.
Entrando nell’eremo ci si trova davanti ad ambienti piccoli e raccolti, dove ammirare dipinti di epoca quattrocentesca a tema religioso e i più antichi affreschi in stile bizantino della Sabina come il dipinto millenario del Redentore, affresco noto per i chiari riferimenti a San Francesco d’Assisi che nel corso del Duecento si trovava in queste zone per evangelizzarle. Sul ginocchio destro del Redentore è infatti dipinto il Tau, segno biblico di salvezza, che alcuni studiosi ipotizzano essere stato disegnato proprio da San Francesco durante il suo passaggio in questo angolo del Lazio.
Curiosa e quasi mirabolante la storia degli affreschi dell’eremo, che vennero alla luce solo nel 1944, quando dei tedeschi fecero saltare il ponticello sottostante per proteggersi dall’attacco dei nemici. L'eremo rimase miracolosamente intatto, ma lo scoppio screpolò lo strato superficiale ridipinto nel corso dei secoli e che celava i preziosi dipinti. Una versione che pare veritiera dal momento che diverse fonti attestano come l’eremo sia stato spesso utilizzato come avamposto di difesa, come dimostra la presenza di feritoie sulle pareti.
Di gran pregio la volta a crociera della cappellina, decorata in stile barocco da temi vegetali e religiosi, e il piccolo campanile a vela con campana in bronzo che si trova al piano superiore dell’eremo.
