Il Duomo di Latisana, dedicato a San Giovanni Battista, è la più importante chiesa di Latisana. La sua struttura architettonica attuale risale al XVI secolo ma già dal XIV secolo si ha documentazione dell’esistenza di una Pieve dedicata al santo
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L’edificio cinquecentesco era caratterizzato da una maestosa facciata animata da un incantevole portale e da un suggestivo rosone e due monofore. Nel 1750 circa l’edificio venne ristrutturato andando ad assumere la sua attuale fisionomia classicheggiante.
Di notevole interesse sono gli elaborati altari marmorei che compongono il presbiterio e le varie cappelle: l’Altare Maggiore, complesso barocco in marmo bianco ad opera dello scultore portogruarese Giovan Battista Bettini, con il suo doppio tabernacolo sormontato da due angioletti regi e dal tempietto coronato a bulbo, è ornato dalle due statue dei santi Pietro e Paolo del padovano Giuseppe Sabbadini e dal vibrante Risorto dello scultore padovano Giuseppe Saladini.
l’Altare di San Giovanni Battista, del veneziano Giovan Battista Groppelli (1763), accoglie la pala Battesimo di Cristo eseguita da Paolo Veronese detto "il Caliari" (1567), una delle più belle opere del pittore che si fa apprezzare per il felice equilibrio delle parti, per il calibrato cromaticismo e per l’armoniosità del paesaggio.
L’Altare di San Francesco da Paola di anonimo veneziano, opera tardobarocca che risale al secolo XVIII e ospita la pala San Francesco da Paola, a sua volta risalente al medesimo secolo e appartenente a scuola veneta.
l’ Altare dell’Immacolata di Giacomo Peschiutti (1805) presenta invece l’effigie di Luigi Piccini che risale al 1879.
l’Altare di S. Valentino di anonimo maestro veneziano, con la Sacra Famiglia tra i Santi Biagio e Valentino dell’udinese Giovanni Battista de Grassi (1568) –allievo del Pordenone–, è del XVIII secolo.
L’Altare del Crocefisso è attribuito a Giovan Battista Bettini (1760) presenta la statua lignea dello scultore Andrea Fosco di Faenza del 1566 raffigurante il Cristo Crocefisso.
l’Altare di S. Giuseppe è del 1780 circa ed è opera di Michele Pariotti e dei fratelli Giobatta e Pietro Bettini; al suo interno troviamo la pala Gloria e Transito di San Giuseppe dei pittori udinesi Giuseppe e Luigi Filipponi (1892).
Oggi, dopo i rifacimenti (1955) resi necessari dai danni provocati dalle due guerre mondiali, possiamo ancora ammirare del Duomo la lineare struttura e le tante opere conservatevi: nel presbiterio è possibile osservare i dipinti Predicazione e Decollazione del Battista dell’accademico veneziano Giovanni Carlo Bevilaqua (1823), Virtù Cardinali di artista anonimo, Buon Pastore e Sinite Parvolus Venire ad Me del pittore friulano Francesco Barazzuti (1904), l'organo di Pietro Nacchini (1758) e la moderna Via Crucis di Lionello Galasso (1967).
Al Duomo è affiancato, inoltre, il campanile a pianta quadrata alto 53 metri. Alla sua sommità si nota la cella campanaria con trifore ed archi in marmo sormontata da una cupola ottagonale sopra la quale è inserita una croce in ferro battuto alta 3 metri.
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