Ponte della Civera, un ‘orrido’ spettacolo a Nesso
È il simbolo del borgo, e uno dei luoghi più pittoreschi del Lago di Como. Nesso e il suo ponte sembrano usciti da una cartolina
Ponte della Civera stock.adobe.com
Quel ramo del lago di Como… meno noto rispetto all’illustre citazione ma meritevole di altrettanta bellezza come amava conclamare Leonardo da Vinci nel suo Codice Atlantico: ‘Nesso, terra dove cade uno fiume con grande empito, per una grandissima fessura di monte’. Letteratura a parte, ci troviamo sempre sulla riva del lago di Como davanti allo spettacolo incantevole dell’orrido di Nesso e del Ponte della Civera, struttura romanica diventata nel tempo una delle principali attrazioni di questa località.
Come nasce il Ponte della Civera, set da film perfetto
Il Ponte della Civera unisce la frazione Coatesa a Riva del Castello scavalcando la sorgente dei torrenti Touf e Nosè a seguito del famoso orrido di Nesso formatosi dalle acque che sgorgano da Pian del Tivano: passandoci sotto con delle piccole barche lo spettacolo è davvero perfetto (non a caso è stato spesso set cinematografico).
Di origine romana ma con sagoma medioevale, il ponte è stato progettato ad arco perfetto così da preservarsi dalle alluvioni. Il comune di Nesso deve tutta la sua fama a queste acque impetuose anche perché, turismo recente a parte, servivano a fornire energia per alcune fabbriche di carta, seta oltre che per vari mulini; non a caso l’origine del nome pare derivi dalla divinità celtica delle acqua chiamata ‘Ness’.
L’orrido di Nesso, una cornice da cartolina
Una possente cascata già visibile lungo la strada provinciale che collega Como a Bellagio o, meglio ancora, arrivando via lago in barca con i battelli della linea Como-Colico. Uno spettacolo meraviglioso soprattutto in primavera o dopo giornate di piogge abbondanti che vanno a riempire le acque del Touf e del Nosè creando uno scenografico gioco d’acqua il cui corso si getta nel lago sprofondando nell’abisso e mostrando l’immagine d’impatto della roccia nuda incisa dalla violenza del torrente. Una ripida cascata con un dislivello di circa duecento metri in un percorso che congiunge gole strette e profonde modellatesi nel tempo dallo scorrere costante dell’acqua.
Durante i secoli, la forza di queste acque è stata ampiamente sfruttata dall’industria manifatturiera che si alimentava ad energia idraulica.
Non solo industria però, anche la letteratura vede l’orrido di Nesso protagonista storico nel XVIII e XIX secolo quando sul Lago di Como erano soliti arrivare personalità culturali di tutto il mondo: diventa oggetto di citazione e rappresentazione di molti artisti come nelle acque tinte di Federico e Carolina Lose o nei romanzi di Giambattista Bazzoni che decise di ambientare qui alcune sue storie.

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