L’edificazione del mastio di quella che viene chiamata “Cittadella”, risale al VIII-IX secolo d. C.. In un primo momento la rocca fu adibita a fortilizio d’avvistamento e prigione e soltanto nel secolo successivo si sarebbe costituito un nucleo abitativo, in
...
Vedi tutto parte fortificato, a scopo difensivo. La Rocca si erge su di un ripido e inaccessibile costone roccioso, a un’altezza di 480 metri, e in origine era formata dal mastio, da alloggiamenti militari, scuderie, cisterne e da una cinta muraria.Al principio dell’anno Mille il castello di Patrica appartenne ad Amato da Ceccano, figlio di Leone. Amato fu conte di Campagna, ovvero rettore papale di questa provincia. La rocca viene nuovamente menzionata nel testamento di Giovanni Conti da Ceccano datato 5 Aprile 1224 tra quelli in eredità al figlio primogenito Landolfo. Con la famiglia Annibaldi, subentrata nel 1291 ai da Ceccano per successione ereditaria nel controllo della Contea, nel Castrum di Patrica si sviluppò una corte feudale annessa alle fortificazioni della rocca, di cui oggi se ne ritrova traccia nella via detta “piano della Corte” e nelle strutture che nel Rinascimento furono inglobate nella costruzione di Palazzo Spezza. Una leggenda vuole che nelle prigioni del castello venne rinchiusa Silveria Patricia, figlia di Rotrudo Patricio, signore di Patrica . La rocca costituì, per tutto il XIV e XV secolo, un punto strategico-militare di cruciale importanza per il controllo del passaggio sul ponte del fiume Sacco e della strada che per la Valle dell’Amaseno portava al mare. La fortezza fu protagonista di numerosi eventi di una certa importanza. Nel gennaio del 1495 venne espugnata dalle milizie del Re Carlo VIII di Valois. In seguito verrà in parte ricostruita tenendo conto delle nuove necessità difensive munendo la parte est del mastio di torri circolari caratterizzate da feritoie-cannoniere. Tra il 1556 e il 1557, durante la guerra tra Paolo IV e gli spagnoli del vice-reame di Napoli, la rocca venne occupata due volte. La seconda occupazione, operata da Marcantonio Colonna e dal barone di Feltz , fu particolarmente violenta. Per oltre due mesi le truppe ispanico-tedesche effettuarono ogni genere di saccheggio e distruzione, lasciando il castello di Patrica gravemente danneggiato. Per risollevare le sorti cittadine, il Cardinal Borromeo nel 1561 inviò a Patrica il commissario della Camera Apostolica Agostino Gottuzzi. Per tutto il cinquecento la rocca continuò a essere utilizzata come prigione, per poi cadere in disuso quando nel 1599 il feudo venne ceduto, con il titolo di marchesato, alla famiglia Santacroce, e quando nel 1625 da questi passò ai Colonna. Nel 1762 Don Lorenzo Colonna cedette la rocca e parte delle terre feudali di Patrica a Nicola Spezza, che divenne così proprietario di un vasto complesso tuttora appartenente agli eredi del nobile Casato.Purtroppo del castello rimane ben poco, eccezion fatta per le murature del mastio. Il complesso di strutture che lo formavano, o perlomeno quanto ne rimaneva, venne smantellato tra il XVIII e il XIX secolo. Durante questi lavori fu ritrovato, nel mastio, il corpo sepolto di un cavaliere con armatura, spada ed elmetto recanti simboli araldici della famiglia Conti. La rocca crollò in seguito ad un violento incendio scoppiato nella seconda metà del XIX secolo e da allora è caduta in totale stato di abbandono, anche per colpa dell’inaccessibilità del luogo che rende difficoltoso qualsiasi tipo di intervento.
Voto complessivo