L'eremo di San Bartolomeo in Legio, il gioiello incastonato nella roccia
Nel comune di Roccamorice, nella Majella, sorge un suggestivo luogo in cui fermarsi a contemplare lo spettacolo della natura
Eremo di San Bartolomeo in Legio Angelo DAmico - Shutterstock.com
Immerso nel verde e raggiungibile solo a piedi, all'eremo di San Bartolomeo si diventa testimoni di un'esperienza dai contorni quasi mistici. L’eremo, mimetizzato nella roccia dalla quale nasce, è un luogo di riflessione, calma e pace. Ideale per staccare dalla vita frenetica e tornare indietro nel tempo in un luogo colmo di storia e spiritualità.
Silenzio e contemplazione nella natura incontaminata
L'eremo celestiniano di San Bartolomeo in Legio si trova a circa 700 metri sul livello del mare ed è stato costruito su uno sperone di roccia a poca distanza da un altro famoso luogo di culto da abbinare alla sua visita, l'Eremo di Santo Spirito a Majella.
L'edificazione dell'eremo risale all' XI secolo ed è legata alla figura di Pietro dal Morrone, futuro Papa Celestino V, che lo fece restaurare e nel quale si stabilì intorno al 1274 insieme ad alcuni seguaci.
Costruito nell’incredibile scenario montano della Majella abruzzese, l'eremo si mimetizza con l'ambiente che lo circonda, abbinandosi perfettamente alle rocce bianche che lo custodiscono.
La piccola chiesa e i due piccoli vani scavati nella roccia e destinati ad essere la dimora degli eremiti possono essere raggiunti tramite quattro scalinate ricavate dalla pietra che conducono ad una balconata a picco sulla valle. Da questa posizione si ammira un panorama straordinario, tutto immerso in un'oasi di spiritualità, culto e storia.

Spiritualità e natura, un legame indissolubile
All'esterno ti aspettano due scalinate, una delle quali detta Scala Santa, che ti condurranno alla balconata panoramica dove è collocata una vasca per la raccolta dell'acqua piovana. La facciata della chiesa presenta ancora oggi affreschi duramente provati dall'usura e dalle intemperie, eppure ancora visibili e apprezzabili.
Gli interni del piccolo eremo sono illuminati da una porta-finestra: nella chiesetta, dedicata a San Bartolomeo, è presente una statua in legno raffigurante il santo che impugna un coltello, a ricordare il martirio subito. La statua fa parte del rito religioso per la celebrazione del Santo Patrono: il 25 agosto di ogni anno viene portata in spalla fino al torrente Capo La Vena dove i fedeli, seguendo il rito di un'antichissima tradizione, si bagnano con le sue acque.
L'eremo è anche un ottimo luogo per gli amanti delle passeggiate in montagna. Nel verde rigoglioso della natura della Majella, esplorerai una zona selvaggia immersa nel silenzio e carica di significati mistici.
Puoi raggiungere la piccola chiesa partendo dalla Valle Giumentina, che ti consentirà di ammirare la bellezza dell'eremo nascosto tra le rocce dopo un percorso che si snoda tra gli alberi oppure seguendo l'itinerario da Roccamorice che conduce direttamente alla caratteristica galleria scavata nella pietra e che porta alla struttura.

Come arrivare all'Eremo di San Bartolomeo
Se parti da Roma puoi imboccare la A24/A25 Roma – Pescara proseguendo in direzione Roccamorice. Da Napoli prendi la A1, uscita Caianello e segui le indicazioni fino a Roccamorice.
In ogni caso, l'eremo può essere raggiunto solo a piedi, quindi prepara le tue scarpe da trekking, l’acqua e lo smartphone e parti all'esplorazione del cuore d'Abruzzo.
