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Abbazia del Goleto, il monastero senza tetto in Irpinia  

È antichissima, e ha alle spalle una storia lunga e curiosa. In Italia c'è un'abbazia a cielo aperto di cui dovevi ancora sentire parlare

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Abbazia del Goleto - Abbazia del Goleto - Francesca Sciarra - Francesca Sciarra - Shutterstock

Abbazia del Goleto  Francesca Sciarra  Shutterstock  Francesca Sciarra - Shutterstock 

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Ci sono storie che resistono al tempo, alle intemperie, e alla dannosa mano dell’uomo e, nonostante tutto, arrivano a noi per essere ammirate nel loro splendore senza età. È questo il caso dell’Abbazia del Goleto, nel comune di Sant’Angelo dei Lombardi, nel cuore dell’Irpinia (ad un’ora di auto da Napoli).

La testimonianza è quella di un passato fatto di santi e cavalieri con storie e leggende che sembrano ritrovarsi soltanto nei libri e che qui sopraggiungono grazie ad un’attenta filosofia di restauro utilizzata per il complesso. Oggi l’Abbazia del Goleto è abitata da pochi monaci della Comunità Jesus Caritas di Charles de Foucald ed è aperta al pubblico anche di notte così da poter ammirare le stelle vista l’assenza del soffitto.

Andiamo a scoprire questo luogo incantato.

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La storia dell’Abbazia del Goleto e il monastero ‘al femminile’

Il complesso si trova sul colle che domina la Valle dell’Ofanto e venne fondato nel 1133 da San Guglielmo da Vercelli il quale creò un monastero inizialmente destinato ad ospitare solo donne, il referente della struttura era proprio un’abbadessa. Visitando i sotterranei si scopre che in seguito il convento ospitò sia donne che uomini, trecento monaci e monache che avevano però muri divisori e ambienti di vita separati.

A partire dal 1348, anno in cui si diffuse la peste nera, iniziò il lento declino per la struttura che finì per essere soppressa con la morte dell’ultima badessa. Solo dopo il terremoto del 1732 partì il recupero con il restauro di Domenico Antonio Vaccaro che progettò anche la Chiesa Grande (mai completata). Nel 1807 fu Giuseppe Bonaparte a decidere di sopprimere il convento destinandolo all’abbandono e all’incuria fino ad arrivare ad oltre un secolo dopo, quando a partire dal 1973 il Ministero dei Beni Culturali e la Sovrintendenza di Avellino e Salerno decise di restaurarlo e aprirlo al pubblico.

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Cosa vedere all’interno dell’Abbazia del Goleto di Sant’Angelo dei Lombardi

Un gioiello di arte romanica, vedi le decorazioni simboliche e grottesche della Torre Febronia (datata 1152) così chiamata dal nome dell’abbadessa che ne volle la costruzione per difendere il monastero. Poi c’è la chiesa inferiore, o cappella funeraria, del 1200 e in stile romanico pugliese con all’interno un sarcofago in pietra rossa. Più importante la chiesa di San Luca, o chiesa superiore, costruita nel 1255 per ospitare le spoglie dell’evangelista: particolare la scala di accesso con il corrimano a forma di serpente, all’interno restano poche tracce degli affreschi raffiguranti le abbadesse Scolastica e Marina e qualche tratto della vita di San Guglielmo.

La chiesa Grande venne costruita tra il 1735 e il 1745 su disegno dell’architetto Vaccaro ed è priva di copertura in parte crollata durante il terremoto che colpì l’Irpinia nel 1980. Comun denominatore del complesso del Goleto le decorazioni con figure di animali scolpite nelle pietre.

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Giudizio

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Recensioni Abbazia del Goleto

Livello 31    
Voto complessivo
Si tratta di un antico monastero, fondato nel XII secolo da San Guglielmo mentre era in cammino per la Terra Santa. Inizialmente fu un monastero per monaco, nelle cui vicinanze sorgeva un monastero più piccolo destinato ad ospitare i monaci, i ... Vedi tutto quali si prendevano cura dell' assistenza economica alle suore. Nel 1515 l' intero complesso fu abbandonato e solo pochi monaci rimasero ad abitarvi. Il lento declino del Goleto continuò fino al 1807, quando Giuseppe Bonaparte - re di Napoli - soppresse il monastero. L' intero complesso rimase disabitato a partire da allora e fino al 1973. Durante questo secolo e mezzo, gran parte degli arredi e degli oggetti preziosi fu trafugato , mentre il tempo corrodeva le costruzioni. Restaurato in parte a partire dal 1973, il Goleto subì gravi danni dal terremoto del 1980. Furono necessari ancora decenni perché un nuovo restauro - non ancora terminato - ridesse forma alle rovine secolari. Nel corso dei secoli si sono accumulate nell' area del monastero numerose costruzioni, delle quali le più interessanti sono: Torre Febronia, costruita nel 1152 in stile romanico per scopi difensivi. Fu realizzata utilizzando materiali di scarto di precedenti costruzioni e conserva marmi ed iscrizioni di origine romana; la Cappella Inferiore, costruita intorno al 1200 in stile romanico; la Chiesa Superiore, costruite nel 1255 in stile Gotico. E' il vero capolavoro dell' intero complesso abbaziale. la Grande Chiesa, costruita nel 1745 ha subito gravi danni dal tempo, dai terremoti e dall' incuria dell' uomo; manca completamente la copertura e di conseguenza acqua, vento e gelo hanno gravemente danneggiato il pavimento e gli affreschi paretali. Sono in corso restauri. Il monastero sorge a circa 5 km da Sant' Angelo dei Lombardi. Per raggiungerlo da Avellino, seguire la SS "Ofantina" in direzione di Montella e Lioni. Dopo circa 4 km imboccare l' uscita "Area Industriale" e seguire le indicazioni per Sant' Angelo dei Lombardi fino a trovare l' indicaziopne "Goleto".
Livello 23    
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