Monastero del Sacro Speco, a Subiaco la prima volta da eremita di San Benedetto
‘Soglia del paradiso’, così lo definì Francesco Petrarca per evocarne la suggestione e la bellezza del luogo
Monastero di San Benedetto Sacro Speco stock.adobe.com
Molti non sanno che proprio il punto dove sorge il Monastero di Subiaco fu il posto scelto, per la prima esperienza da eremita, da San Benedetto da Norcia fondatore dei Benedettini e artefice del famoso ‘Ora et Labora’. All’interno del complesso – incastonato nella roccia a picco sulla valle dell’Aniene - si trova il ‘Sacro Speco’, la grotta-rifugio del Monte Taleo in cui il santo diciassettenne visse tre anni in solitario ritiro.
Parte da qui la nascita di una grande comunità al seguito di San Benedetto che fece della vita monastica il fulcro della sua azione religiosa (e creando ben tredici monasteri).
Oggi quello di Subiaco rappresenta una testimonianza unica dal punto di vista religioso, storico e artistico.
Il Sacro Speco a Subiaco, uno dei due monasteri di San Benedetto non andati distrutti
Da oltre mille anni il Santuario del Sacro Speco rappresenta uno dei luoghi più significativi della spiritualità benedettina, proprio da qui il Santo da Norcia diede il via all’intero monachesimo occidentale che vede ancora come simbolo la grotta in cui Benedetto si rifugiò nel suo eremitaggio. Il Sacro Speco, insieme a quello di Santa Scolastica, è l’unico dei due monasteri fondati dal Santo e non andati distrutti che ancora oggi accolgono visitatori da tutto il mondo.
Unico per bellezza e spiritualità, il Monastero di Subiaco è incastonato nella roccia con pareti e scale che sembrano un tutt’uno con la pietra: è composto da due chiese sovrapposte e da cappelle e grotte affrescate all’interno. Nella chiesa superiore si ammirano affreschi datati Trecento che rappresentano il Bacio di Giuda, la fuga degli Apostoli, o scene di vita di molti santi tra cui S. Francesco senza aureola; nella chiesa inferiore si trovano dipinti di vita di S. Benedetto e la Scala Santa usata dal Santo per raggiungere la grotta. Tra Passione di Cristo, vita della Madonna e, ovviamente, quella del Santo da Norcia, i due affreschi più preziosi sono il ritratto di San Francesco d’Assisi, il più antico esistente, e l’Ultima Cena trecentesca custodita nel refettorio.
In basso, vicino a quello che era il cimitero dei monaci dello Speco, c’è il Roseto di San Benedetto dove lui stesso si gettò tra le spine per resistere alla tentazione.
La Grotta – luogo di culto e cuore di tutto il complesso di Subiaco - è stata lasciata al naturale così come vissuta da San Benedetto durante la sua permanenza, qui si trova una statua in marmo realizzata da Antonio Raggi nel 1657 che raffigura il Santo con un cestino di vimini dove i pastori erano soliti mettere il cibo.

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