Ciucarùn a Torino, il campanile superstite del paese fantasma
Solo il campanile è rimasto a ricordare il vecchio borgo di Paerno, vicino Ivrea. Un piccolo emblema suggestivo del tempo che fu.
Il campanile simbolo del borgo fantasma tennis - Shutterstock.com
Ciucarùn in piemontese vuol dire, letteralmente, “grosso campanile”. Un nomignolo affettuoso che gli abitanti del comune di Bollengo (Ivrea) hanno dato all’unico superstite di un complesso religioso che domina il territorio della Serra Morenica.
Una volta la Chiesa di San Martino era il fulcro della vita del villaggio di Paerno, che da secoli non esiste più. Oggi di questo paese fantasma non rimane che il Ciucarùn, il grosso campanile meta degli escursionisti e fedele approdo delle passeggiate dei locals.
Le origini del Ciucarùn che arrivano dal passato
La Torre di San Martino, l’altro nome del Ciucarùn, è un complesso in stile romanico in arrivo dal XI secolo. Non ci sono documenti che ne attestano la nascita, ma solo quelli relativi al momento in cui è stato abbandonato dalla popolazione del villaggio di Paerno, nel 1205. Alla nascita del borgo di Bollengo, il signore di Ivrea ha chiesto agli abitanti di tre frazioni della zona di andare a popolare il nuovo villaggio e abbandonando le case di Paerno a se stesse.
Oggi è un borgo fantasma di cui non è rimasto più nulla, se non il caro, vecchio Ciucarùn: la chiesetta di San Martino, di cui rimane solo il campanile a ricordare questa piccola perla del canavese, è stata distrutta nel 1731.
Anche la torre, unica superstite, ha avuto il suo da fare a tenersi in forma: nel 2000 ha subito un restyling che l’ha fatta tornare com’era una volta e oggi è una piccola chicca per chi ama la natura e trascorre i weekend tra picnic e passeggiate all’ombra dei sei piani del grosso campanile.
Via Francigena Canavesana, l’idea per gli amanti di trekking e natura
Bollengo e il suo campanile sono sul percorso che tratteggia il cammino della via Francigena Morenico-Canavesana: il comune è una delle 10 tappe che si trovano tra il territorio valdostano e quello piemontese. Un bel percorso lungo circa 40 chilometri, perfetto se ami il trekking e le escursioni ad alto tasso di natura: si può intraprendere tutto l’anno a partire da Carema, sul confine con la Valle d’Aosta (e raggiungibile dall’uscita autostradale di Point San Martin).
Tra l’avvio valdostano e l’approdo a Piverone in Piemonte scoprirai tantissimi luoghi iconici del territorio, incontrerai le bellezze della città di Ivrea ma anche attrazioni immerse nella natura come il Ciucarùn di Bollengo. A bocca aperta percorrerai anche l’Anfiteatro morenico di Ivrea, nato dai resti del Ghiacciaio Balteo, che oggi fa la gioia di geologi e appassionati che lo incontrano sul proprio cammino.
Come raggiungere il Ciucarun
Si arriva da Bollengo, da Chiaverano o da Burolo, tre dei borghi più interessanti della zona, e si va all’esplorazione a piedi, tramite i percorsi che segnalano la Chiesa di San Martino.
Proprio da Chiaverano parte un sentiero sulla Serra Piccola che incontra, oltre al Ciucarùn, anche crocevia affrescati come il pilone del Gajo o il Pilone di Seri.
