Parco Archeologico sommerso di Baia a Bacoli, paradiso negli abissi
A Nord del Golfo di Napoli c’è una città sommersa di epoca romana che farà la gioia sia degli appassionati di archeologia che degli amanti del mare.
Parco Archeologico Sommerso di Baia Ruthven - Pubblico Dominio Wikipedia
Unico nel suo genere è il Parco Archeologico di Baia, in provincia di Napoli e nel suo territorio più ardente, ovvero i Campi Flegrei. In una terra che di archeologia e resti del passato ne sa qualcosa - basta pensare a Pompei ed Ercolano - questo villaggio sommerso dalle acque (a cui si aggiungono le attrazioni sulla terraferma) rimane comunque uno spettacolo di grande suggestione.
La terra e i suoi movimenti hanno provocato l’inabissamento dell’antica città di Baia, in epoca romana meta chic amatissima dalla popolazione per la sua posizione, e di Miseno (una volta sede della flotta militare), ricoprendole di acqua per sempre.
Oggi i resti di quel passato sono visitabili con immersioni e visite guidate in un viaggio a ritroso nel tempo che si muove sotto il livello del mare.
Un patrimonio archeologico sotto il mare
La causa dell’inabissamento di Baia e Miseno è il bradisismo, un innalzamento o abbassamento del livello del suolo che spesso si verifica in territori vulcanici e altamente sismici come quello dei Campi Flegrei (e non ha mai smesso di interessare la zona).
Andando indietro nel tempo a circa 2.400 anni fa, l’immagine di Baia era quella di una città ricca tra i promontori di Punta dell’Epitaffio e di Punta del Castello: il nome arriva proprio dalla sua posizione all’interno di una baia, protetta e ambitissima da chi arrivava da Roma.
Oggi gli edifici dell’antica Baia si trovano a un minimo di 2 metri fino a un massimo di 16 metri di profondità.
Il Ninfeo Sommerso e gli altri gioielli di Baia
Ci sono 8 punti di immersione dai quali cominciare l’esplorazione di Baia e dei suoi resti: corrispondono ai luoghi in cui si trovano i resti dell’antica città romana di cui il simbolo è senz’altro il Ninfeo Sommerso, la cui ricostruzione si trova a 7 metri sotto il livello del mare.
Una volta la statua faceva parte di un complesso termale e mentre l’originale riposa nel museo del Castello di Baia, la sua copia giace ancora sul fondo del mare. Dall’accesso sulla Secca delle Fumose si percorre un passaggio tra i piloni del vecchio Portus Julius di cui oggi sono rimasti solo alcuni mosaici visibili durante l’immersione. Tra i ritrovamenti, anche le mura del giardino di Villa dei Pisoni, famiglia patrizia che viveva a Baia, i resti del complesso monumentale di Villa Protiro, la Villa marittima di Marina Grande. Ma non solo: sulla terraferma sono ancora visibili alcuni resti della città di Baia come il Castello (all’interno del quale si trova la statua del Ninfeo originale), il Macellum (o Tempio di Serapide) e il Rione Terra, quartiere di Pozzuoli.
Proprio la città di Pozzuoli è l’esempio vivo di quanto questi luoghi siano stati importanti,frequentati e strategici in epoca romana.
Grazie a speciali battelli con sedute sotto il livello del mare è possibile organizzare escursioni anche se non si è esperti di immersioni.
Come arrivare al Parco Archeologico di Baia
Il complesso archeologico di Baia si trova a Bacoli, in provincia di Napoli, in Via Lucullo, 94. Si può raggiungere in auto da Napoli, che si trova a circa 24 chilometri, percorrendo la A56 fino all’uscita Pozzuoli.

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